«Venne infine a fare la sua scelta [di una nuova incarnazione] l’anima di Odisseo […] ed essa, guarita dall’ambizione per il ricordo dei travagli passati, andò a lungo in cerca della vita di un uomo tranquillo e appartato, di uno qualunque».
(Platone, Repubblica, X, mito di Er)
L’elogio può essere utile. Ma diventa insidioso quando ci ingabbia in una dinamica di aspettative.
“Bravo!” significa: continua così, resta lì, ripeti.
E se la vita, invece, ci portasse altrove — a fare tutt’altro?