BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Punto Alfa

Lunedì, 06 Aprile 2026
Vi sono escatologie religiose migrate nel secolare. Siamo impregnati di imperativi che ci ingiungono di raggiungere un punto omega. Ma potrebbe anche essere che “il compiuto” non sia l’esito del nostro fare, né dell’evoluzione naturale o cosmica, ma l’inizio che fa tutte le cose: un punto alfa immanente da cui tutto emerge come dev’essere. Non è un invito all’inattività o alla rassegnazione, bensì una constatazione ontologica: l'accadere della natura ci precede, ci include e ci eccede, e il nostro agire…

Ancora, ancora!

Sabato, 28 Marzo 2026
Si può avvertire sé stessi e il mondo come incompiuti, e da questa mancanza trarre la spinta a trasformarli: è la postura tipica dell’Occidente, dove il desiderio è tensione, direzione, progresso. All’opposto, si può percepire che nulla manchi davvero, che ogni cosa sia già al suo posto, inscritta in un ordine compiuto, e che il desiderio personale sia una distorsione: un’intuizione che attraversa molte tradizioni orientali. Schopenhauer, guardando a Oriente, formula una diagnosi radicale: ogni desiderio esaudito somiglia a un’elemosina…

Simultaneo

Mercoledì, 25 Marzo 2026
Arriviamo tardi e il treno è partito. I fatti si succedono, le cose si spostano da qui a lì. Questo è il nostro mondo. Ma forse, sub specie aeternitatis – e per eternità non si intende una durata infinita, ma la negazione stessa della durata – la realtà, nella sua totalità, segue altri funzionamenti. Forse tutto è compresente in un eterno presente. Il linguaggio qui arranca. È nato, giustamente, dentro il tempo e porta con sé il tempo: successione, divenire,…

Morale, amorale, extramorale

Sabato, 21 Marzo 2026
Se bene/male e giusto/ingiusto sono categorie umane, ogni attribuzione etica alla natura è una nostra proiezione. Il problema è che questa proiezione non è neutra: se portiamo nel cosmo la categoria del bene, portiamo per implicazione anche quella del male. Non appena nobilitiamo la natura, la drammatizziamo. “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” non è, in senso stretto, una dichiarazione di corrispondenza tra cosmo e morale. In quella formula si affiancano due ordini distinti:…

Assoluzione del reale

Giovedì, 19 Marzo 2026
Ciò che è, tu e il mondo, vanno bene così come sono. Lo so: dalle nostre parti è una frase esposta a fraintendimenti facili — alibi per la passività, giustificazione dell’inerzia, del disinteresse. Eppure, dopo secoli di confronto incessante tra essere e dover-essere, tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere, forse potremmo permetterci una pausa. Cinque minuti, soltanto. Non di resa, ma di sospensione. Cinque minuti in cui nulla deve essere corretto, migliorato, redento. Cinque minuti in cui…

Dint' 'e 'vvene

Lunedì, 16 Marzo 2026
Le biografie dei filosofi interessano più di quelle degli ingegneri. L’ingegnere umanamente cattivo può progettare un buon motore; invece il non risolto del filosofo percola strutturalmente nella sua filosofia. Per questo alcune filosofie hanno poco ossigeno: o prescrivono troppo, o soffrono troppo, altre invece fanno circolare il sangue nelle vene.

L’Io?

Mercoledì, 04 Marzo 2026
Possiamo pensare la maschera come un assetto funzionale: una fisionomia di atteggiamenti, linguaggi, posture emotive e cognitive adatta a uno specifico contesto relazionale. Cambia il contesto — cambia la maschera. L’idea più intuitiva è che questo alternarsi di maschere avvolgano il volto stabile di “qualcuno”. Ma se, invece, la maschera non coprisse nessun volto?

Quello bravo

Giovedì, 12 Febbraio 2026
«Venne infine a fare la sua scelta [di una nuova incarnazione] l’anima di Odisseo […] ed essa, guarita dall’ambizione per il ricordo dei travagli passati, andò a lungo in cerca della vita di un uomo tranquillo e appartato, di uno qualunque».(Platone, Repubblica, X, mito di Er) L’elogio può essere utile. Ma diventa insidioso quando ci ingabbia in una dinamica di aspettative. “Bravo!” significa: continua così, resta lì, ripeti. E se la vita, invece, ci portasse altrove — a fare tutt’altro?

Sfasamenti

Lunedì, 09 Febbraio 2026
La gatta che sonnecchia vive spontaneamente in presa diretta e coincide perfettamente con la sua natura. Anche noi, nel sonno profondo, coincidiamo col nostro essere. Ma non appena iniziamo a sognare, ci svegliamo e viviamo nel mondo: allora ci risulta più complicato coincidere con noi stessi, perché, per struttura, ci rappresentiamo e filtriamo l’esperienza attraverso idee, concetti e enunciati. Quasi tutte le discipline umane operano in questo registro di rappresentazione. L’essere immediato è quasi sempre assente e, spesso, non viene…

Doppio registro

Lunedì, 26 Gennaio 2026
Non ci vuole molto per capire che senza un io consapevole andremmo a sbattere. Agiamo naturalmente come soggetti con un centro e una responsabilità. Non ci vuole molto per capire anche il contrario: non ci siamo fatti da soli, ci batte il cuore senza chiederci il permesso e siamo impermanenti. Ci sono quindi due modi di guardare le cose: Sub specie temporis: viviamo come individui protagonisti con sussistenza propria, inseriti in relazioni sociali, regole, doveri; Sub specie aeternitatis: dove invece…
Talvolta ciò che riteniamo “universale” ha poco a che fare con l’universo naturale reale. È, più semplicemente, un’inconsapevole estensione del nostro orizzonte culturale. L’esperienza individuale si dilata fino a coincidere con quella condivisa da un milieu: un linguaggio comune, una generazione, un insieme di letture, di categorie interpretative, di sensibilità emotive. L’io si espande in un noi, ma questo noi non è l’universo: è solo un cerchio umano più ampio. È la personalità che si allarga fino a comprendere e…

Per una ontologia senza redenzione

Giovedì, 15 Gennaio 2026
Mentre nel funzionamento naturale le cose vanno come devono andare, capita che gli esseri umani soffrano. Su questo non vi è dubbio. E spesso, dalla sofferenza, nasce il desiderio di qualcosa – o di qualcuno – che faccia stare meglio. Un bisogno reattivo, elementare, comprensibile. Da qui prendono forma metafisiche di colpevoli e di graziati, di salvatori e di redentori che promettono l’uscita rapida dalla condizione naturale, ritenuta inaccettabile, verso una condizione ritenuta compiuta. La sofferenza viene così interpretata come…
Possiamo vedere il mondo come un fatto che non ha doveri verso di noi, dove ogni cosa è come dev’essere perché non può essere altrimenti. Oppure possiamo giudicarlo colpevole, sbagliato, assurdo o ostile e postulare un altrove perfetto in cui essere risarciti dall’ingiustizia subita, oppure possiamo attuare una rivolta — mugugnante o militante — contro il corso delle cose, sospinti da una sottile utopia di altrove ideale. Non so se siamo più liberi accordandoci agli eventi avversi o combattendoli. Constato…

semplicità

Sabato, 06 Dicembre 2025
Sapienza, saggezza, conoscenza e lungimiranza non sono altrove: si rivelano nel gesto elementare di dividere una fetta di pane e olio novello con l’amico.

Disgrazie

Domenica, 05 Ottobre 2025
Se ci capitasse la disgrazia di conoscere la Verità, ci ergeremmo per annunciarla al mondo.Se, ancor peggio, conoscessimo il Bene, passeremmo il tempo a stilare elenchi di divieti e obblighi. La verità non si conosce: accade. Il bene non si fissa: fluisce e fluttua. E la natura non tollera discepoli.

Eterno presente

Mercoledì, 17 Settembre 2025
Abituati a riconoscere sequenze e scopi, pensiamo il mondo come passaggio da potenza ad atto, nel progressivo susseguirsi di cause che generano eventi. Eppure potremmo vederlo come pura espressione di necessità intrinseca: senza latenza né divenire, in un eterno presente simultaneo. Senza un perché, un quando, un dove: tre coordinate provinciali con cui cerchiamo di stringere l’universo.

Il Monaco in riva al mare

Sabato, 23 Agosto 2025
Nulla proietta più facilmente sull’immagine della natura i nostri psichismi, quanto il tentativo di scorgervi un principio segreto che la vivifica. 

Il vento

Domenica, 20 Luglio 2025
Come abbiamo potuto pensare l’eternità e l’infinito, se ci sono inaccessibili? Si tratta di un’antropomorfizzazione dell’assoluto o di un’intuizione reale di qualcosa che ci supera? Secondo la prima ipotesi, proiettiamo oltre l’umano categorie nate nell’umano, espandendo e mitizzando determinati vissuti personali. Così, l’esperienza soggettiva della durata genera l’idea astratta dell’“eternità”, la paura del limite dà forma all’“infinito”, il bisogno di senso alimenta il concetto di “assoluto”. Secondo l’altra ipotesi, invece, abbiamo colto – per lampi, per brevi aperture – livelli…

L’ indifferenziato

Venerdì, 04 Luglio 2025
Un pinguino è un pinguino, una quercia è quella quercia e non un’altra, non è un orso e neppure l’Uno neoplatonico. Dire corpo è dire individuo: senza modi specifici, senza confini, senza funzioni differenziate, la vita non può sussistere. Cos’è, allora, l’“oceano indistinto”[1] di cui parla certa psicoanalisi? L’intrauterino, il pre-personale, il cosmico: quello stato frequentato da neonati, da psicotici e da mistici? In realtà — anche se non mancano ambiguità e confusioni — l’oceano indistinto è un mito culturale,…
Cristo, Don Chisciotte, i profeti: figure di una stessa ferita. Quando la potenza biologica di vivere si intreccia radicalmente al desiderio di trasformare il mondo, nasce l’umanesimo militante, messianico, tragico. La tragicità sta nello scarto tra ciò che l’uomo sogna e ciò che il mondo è: la speranza inchiodata alla storia concreta[1]. L’impegno personale perché il mondo sia un po’ migliore resta un valore fondante, imprescindibile: è ciò che rende umano il nostro passaggio. Ma l’iperempatia può farsi trappola: burnout…

Abitare lo scarto

Mercoledì, 04 Giugno 2025
L’universo è necessità. Non ha un volto, né scopo, né un cuore. Ogni cosa scaturisce da esso ottemperandone il funzionamento impersonale: la cellula si divide, la stella implode, il bambino piange, il tumore cresce. Così e non altrimenti. Tutto è nella Natura, e nulla le è estraneo. Anche il dolore. Ma l’uomo — modo finito, fragile espressione di quel tutto — non può abitare l’universo con indifferenza. Dal punto di vista della sua essenza individuale, vive, sente, comprende. E nel…

Il paradosso dell’individuazione

Domenica, 25 Maggio 2025
All’inizio della vita abbiamo bisogno di costruire un’immagine di noi stessi per entrare nel mondo. Senza questa individuazione — senza un “io” con cui identificarci — saremmo come forme senza contorno: incapaci di orientarci, di vivere, di comunicare. Ma arriva un momento in cui questa costruzione, così necessaria, diventa un ostacolo. Per comprendere davvero la realtà, dobbiamo cominciare a smontare l’idea fissa di chi crediamo di essere. È un lavoro di decostruzione e di disidentificazione: non per negare l’individualità, ma…

Intelligenza impersonale

Domenica, 27 Aprile 2025
La nostra intelligenza quotidiana la percepiamo connessa a un "io" personale. Pensare, comprendere, giudicare sembrano sempre atti di un soggetto, di un qualcuno. Siamo figli di una tradizione che, tra ebraismo, cristianesimo e platonismo, ha legato l’intelligenza a una mente cosciente e volontaria, o a una divinità personale. Anche emotivamente, tendiamo a concepire l’intelligenza come intenzionalità, come volontà di attenzione. Un’intelligenza impersonale ci risulta estranea, incomprensibile. Eppure, la somma degli angoli di un triangolo è sempre 180°, indipendentemente dal fatto…

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