BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Stamm' sott' 'o cielo

Venerdì, 17 Luglio 2026
È naturale prendere iniziativa per migliorare le cose, ma facendo memoria che stamm' sott' 'o cielo. Non siamo il centro del mondo, apparteniamo a un ordine della realtà che ci precede e ci supera. Non è rassegnazione, ma accettazione attiva. Chi si rassegna smette di prendere iniziativa, chi accetta attivamente agisce fino in fondo, ma senza pretendere che il mondo obbedisca ai propri desideri. Fa tutto ciò che può, sapendo che non tutto dipende da lui. Oggi questa posizione appare…

L'evento dell'intuizione

Lunedì, 06 Luglio 2026
«Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.» (Vangelo secondo Marco 4,26-27) Raro che un'idea originale nasca dallo sforzo della concentrazione, spesso le intuizioni più feconde si presentano quando smettiamo di cercarle: l'attenzione si allenta, l'intelligenza smette di forzare e qualcosa affiora. L'atto creativo ha una temporalità singolare. L'idea compare all'improvviso, quasi completa. La sua…

Animali tragici

Sabato, 20 Giugno 2026
Non s’è mai visto un acero o un dromedario rimuginare sul passato. Per essi ciò che accade semplicemente accade. Nell’ordine della natura non vi è errore. Noi invece, oltre all’ordine della natura, ne costruiamo un altro: quello dell’altrimenti possibile, del giusto e dell’ingiusto. Così, quando per necessaria concatenazione delle cause nascono due bambini nello stesso istante, uno nel Principato di Monaco in una famiglia ricca e protetta, l’altro in Nigeria in una famiglia poverissima, affetto da una grave malattia genetica,…

Il mito della coscienza al vertice

Martedì, 16 Giugno 2026
La coscienza è tornata al centro del dibattito scientifico e filosofico. Il cosiddetto “problema difficile della coscienza” -come e perché una realtà fisica produca un’esperienza soggettiva- rimane tuttora irrisolto. Alcune correnti filosofiche, come il panpsichismo, hanno persino ipotizzato che la coscienza non emerga dalla materia in un momento preciso dell’evoluzione, ma che una forma elementare di esperienza sia una proprietà fondamentale della realtà. Certo, la consapevolezza di sé e del mondo è un evento cruciale, ma lo è per noi,…

Quiete post-egoica



Domenica, 07 Giugno 2026
Al risveglio dall’intervento provavo una sensazione confortante: se fossi morto sotto anestesia non sarebbe successo nulla. Essere vivi o morti appariva praticamente lo stesso.
È verosimile che siamo il risultato di processi: prodotti di relazioni e interazioni di potenza, reti causali che, nel tempo, ci portano a essere ciò che siamo. Non sostanze autosufficienti, ma configurazioni temporanee dell’immenso funzionamento della natura. In questa prospettiva, il sentirsi qualcuno è reale come esperienza, non come sostanza. Eppure quasi tutti avvertiamo di essere costituiti da un nucleo stabile, da una essenza individuale che sembra precederci e attraversarci lungo tutta la vita, quasi appartenesse a una dimensione trans-biografica.…

L’oltre

Sabato, 23 Maggio 2026
Gli antichi misticheggianti lo chiamavano Assoluto o L'Uno, oggi lo chiamano campo quantico o vuoto fertile. Cambiano i nomi, non l’esigenza. L’esperienza sensibile ha limiti invalicabili, e qualcosa dobbiamo pur architettare per spiegare ciò che ci sfugge. Si potrebbe anche accettare che il massimo della trascendenza coincida con il massimo dell’immanenza, e vivere sereni. Ma non basta. Insoddisfatti, continuiamo a immaginare un qualcosa che sta dietro le cose, o sopra, o sotto, forse dentro: comunque altrove. Siamo ancora abbastanza platonici…

Nel frattempo

Giovedì, 21 Maggio 2026
C’è chi dice che il mondo è reale e chi invece dice che è apparenza. C’è chi afferma la sostanza dell’io e chi lo riduce a un fascio di percezioni, a un grumo di memorie, a un effetto di forze e linguaggi. Eppure io sono io e tu sei tu. E questo produce conseguenze nette, verificabili, innegabili. Che l’io sia sostanza o accidente, realtà o illusione, cambia poco: quando emerge, ha una forma. Occupa spazio, dura, agisce, lascia tracce. Così…

Nessuno al centro

Lunedì, 04 Maggio 2026
Certo che il funzionamento apparentemente impersonale eppure ordinato dell’intelligenza artificiale un po’ somiglia al Dio di Spinoza. Chiaramente non è un’equivalenza, ma solo una risonanza. E qui va sciolto subito un nodo: l’Intelligenza artificiale non è davvero impersonale in senso assoluto. È fatta, progettata, addestrata. Dentro ci sono scelte, dati, vincoli, intenzioni umane precise. Non nasce da sé, non è causa di sé. In questo senso, parlare di “impersonalità” in senso forte sarebbe sbagliato. Eppure, quando funziona, qualcosa cambia. Nel…

Paradosso che vede

Martedì, 28 Aprile 2026
Lo stesso tramonto: c’è chi rimane incantato e chi indifferente. C’è chi soffre vedendo chi soffre e chi, sadico, prova piacere. L’emozione non sta nelle cose, ma nell’interpretazione. C’è la ginestra di Goethe nei suoi studi sulla metamorfosi, quella di Darwin, la ginestra di Leopardi, quella dell’erborista e quella degli scopai. C’è anche la più diffusa: la ginestra di chi è affetto da cecità botanica e non la vede affatto. Se vediamo il mondo filtrato dal nostro percepire e pensare,…

Apparteniamo alla natura

Giovedì, 16 Aprile 2026
Non saprei dire esattamente quando questa percezione abbia preso forma, ma negli ultimi anni si è fatta sempre più chiara: pensando alle molte persone che ho conosciuto e che non sono più, non le avverto, a un certo livello, realmente diverse da quelle che sono ancora vive. Certo, con le une posso ancora incontrarmi, con le altre no. E tuttavia vi è un livello di osservazione in cui questa distinzione perde il suo carattere assoluto. Una considerazione analoga può essere…

Punto Alfa

Lunedì, 06 Aprile 2026
Vi sono escatologie religiose migrate nel secolare. Siamo impregnati di imperativi che ci ingiungono di raggiungere un punto omega. Ma potrebbe anche essere che “il compiuto” non sia l’esito del nostro fare, né dell’evoluzione naturale o cosmica, ma l’inizio che fa tutte le cose: un punto alfa immanente da cui tutto emerge come dev’essere. Non è un invito all’inattività o alla rassegnazione, bensì una constatazione ontologica: l'accadere della natura ci precede, ci include e ci eccede, e il nostro agire…

Ancora, ancora!

Sabato, 28 Marzo 2026
Si può avvertire sé stessi e il mondo come incompiuti, e da questa mancanza trarre la spinta a trasformarli: è la postura tipica dell’Occidente, dove il desiderio è tensione, direzione, progresso. All’opposto, si può percepire che nulla manchi davvero, che ogni cosa sia già al suo posto, inscritta in un ordine compiuto, e che il desiderio personale sia una distorsione: un’intuizione che attraversa molte tradizioni orientali. Schopenhauer, guardando a Oriente, formula una diagnosi radicale: ogni desiderio esaudito somiglia a un’elemosina…

Simultaneo

Mercoledì, 25 Marzo 2026
Arriviamo tardi e il treno è partito. I fatti si succedono, le cose si spostano da qui a lì. Questo è il nostro mondo. Ma forse, sub specie aeternitatis – e per eternità non si intende una durata infinita, ma la negazione stessa della durata – la realtà, nella sua totalità, segue altri funzionamenti. Forse tutto è compresente in un eterno presente. Il linguaggio qui arranca. È nato, giustamente, dentro il tempo e porta con sé il tempo: successione, divenire,…

Morale, amorale, extramorale

Sabato, 21 Marzo 2026
Se bene/male e giusto/ingiusto sono categorie umane, ogni attribuzione etica alla natura è una nostra proiezione. Il problema è che questa proiezione non è neutra: se portiamo nel cosmo la categoria del bene, portiamo per implicazione anche quella del male. Non appena nobilitiamo la natura, la drammatizziamo. “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” non è, in senso stretto, una dichiarazione di corrispondenza tra cosmo e morale. In quella formula si affiancano due ordini distinti:…

Assoluzione del reale

Giovedì, 19 Marzo 2026
Ciò che è, tu e il mondo, vanno bene così come sono. Lo so: dalle nostre parti è una frase esposta a fraintendimenti facili — alibi per la passività, giustificazione dell’inerzia, del disinteresse. Eppure, dopo secoli di confronto incessante tra essere e dover-essere, tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere, forse potremmo permetterci una pausa. Cinque minuti, soltanto. Non di resa, ma di sospensione. Cinque minuti in cui nulla deve essere corretto, migliorato, redento. Cinque minuti in cui…

Dint' 'e 'vvene

Lunedì, 16 Marzo 2026
Le biografie dei filosofi interessano più di quelle degli ingegneri. L’ingegnere umanamente cattivo può progettare un buon motore; invece il non risolto del filosofo percola strutturalmente nella sua filosofia. Per questo alcune filosofie hanno poco ossigeno: o prescrivono troppo, o soffrono troppo, altre invece fanno circolare il sangue nelle vene.

L’Io?

Mercoledì, 04 Marzo 2026
Possiamo pensare la maschera come un assetto funzionale: una fisionomia di atteggiamenti, linguaggi, posture emotive e cognitive adatta a uno specifico contesto relazionale. Cambia il contesto — cambia la maschera. L’idea più intuitiva è che questo alternarsi di maschere avvolgano il volto stabile di “qualcuno”. Ma se, invece, la maschera non coprisse nessun volto?

Quello bravo

Giovedì, 12 Febbraio 2026
«Venne infine a fare la sua scelta [di una nuova incarnazione] l’anima di Odisseo […] ed essa, guarita dall’ambizione per il ricordo dei travagli passati, andò a lungo in cerca della vita di un uomo tranquillo e appartato, di uno qualunque».(Platone, Repubblica, X, mito di Er) L’elogio può essere utile. Ma diventa insidioso quando ci ingabbia in una dinamica di aspettative. “Bravo!” significa: continua così, resta lì, ripeti. E se la vita, invece, ci portasse altrove — a fare tutt’altro?

Sfasamenti

Lunedì, 09 Febbraio 2026
La gatta che sonnecchia vive spontaneamente in presa diretta e coincide perfettamente con la sua natura. Anche noi, nel sonno profondo, coincidiamo col nostro essere. Ma non appena iniziamo a sognare, ci svegliamo e viviamo nel mondo: allora ci risulta più complicato coincidere con noi stessi, perché, per struttura, ci rappresentiamo e filtriamo l’esperienza attraverso idee, concetti e enunciati. Quasi tutte le discipline umane operano in questo registro di rappresentazione. L’essere immediato è quasi sempre assente e, spesso, non viene…

Doppio registro

Lunedì, 26 Gennaio 2026
Non ci vuole molto per capire che senza un io consapevole andremmo a sbattere. Agiamo naturalmente come soggetti con un centro e una responsabilità. Non ci vuole molto per capire anche il contrario: non ci siamo fatti da soli, ci batte il cuore senza chiederci il permesso e siamo impermanenti. Ci sono quindi due modi di guardare le cose: Sub specie temporis: viviamo come individui protagonisti con sussistenza propria, inseriti in relazioni sociali, regole, doveri; Sub specie aeternitatis: dove invece…
Talvolta ciò che riteniamo “universale” ha poco a che fare con l’universo naturale reale. È, più semplicemente, un’inconsapevole estensione del nostro orizzonte culturale. L’esperienza individuale si dilata fino a coincidere con quella condivisa da un milieu: un linguaggio comune, una generazione, un insieme di letture, di categorie interpretative, di sensibilità emotive. L’io si espande in un noi, ma questo noi non è l’universo: è solo un cerchio umano più ampio. È la personalità che si allarga fino a comprendere e…

Per una ontologia senza redenzione

Giovedì, 15 Gennaio 2026
Mentre nel funzionamento naturale le cose vanno come devono andare, capita che gli esseri umani soffrano. Su questo non vi è dubbio. E spesso, dalla sofferenza, nasce il desiderio di qualcosa – o di qualcuno – che faccia stare meglio. Un bisogno reattivo, elementare, comprensibile. Da qui prendono forma metafisiche di colpevoli e di graziati, di salvatori e di redentori che promettono l’uscita rapida dalla condizione naturale, ritenuta inaccettabile, verso una condizione ritenuta compiuta. La sofferenza viene così interpretata come…

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