BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Non nominare

Martedì, 12 Maggio 2026
Non nominare il nome di Dio invano, a maggior ragione se Dio è la natura. La tassonomia vegetale: - Rosmarinus officinalis (Rosmarino), Helianthus annuus (Girasole), Lavandula angustifolia (Lavanda)… - serve giusto per acquistare le piante in Internet e ai botanici per intendersi fra loro. Ma per aver supporto se t’alzi storto meglio sentire le piante in pieno campo senza filtri. Non so se sia davvero possibile vivere il mondo, gli altri -e anche noi stessi-, senza riassorbire in uno schema…

Transindividuo

Mercoledì, 06 Maggio 2026
Per secoli ci siamo concepiti come dotati di un centro stabile, un nucleo con identità propria, autonoma e persistente. Nella tradizione teistica creazionistica, l’io è un’anima creata da Dio destinata a sopravvivere alla morte del corpo. Anche nella filosofia antica permane spesso l’idea di individuo come sostanza: basti pensare alla metempsicosi, dove l’anima migra di corpo in corpo rimanendo se stessa. L’io è concepito come una sussistenza blindata, che precede l’ambiente e le relazioni che vive. Con la riflessione contemporanea…

Nessuno al centro

Lunedì, 04 Maggio 2026
Certo che il funzionamento apparentemente impersonale eppure ordinato dell’intelligenza artificiale un po’ somiglia al Dio di Spinoza. Chiaramente non è un’equivalenza, ma solo una risonanza. E qui va sciolto subito un nodo: l’Intelligenza artificiale non è davvero impersonale in senso assoluto. È fatta, progettata, addestrata. Dentro ci sono scelte, dati, vincoli, intenzioni umane precise. Non nasce da sé, non è causa di sé. In questo senso, parlare di “impersonalità” in senso forte sarebbe sbagliato. Eppure, quando funziona, qualcosa cambia. Nel…

L’istante e l’Idea

Domenica, 03 Maggio 2026
Davanti a un filare di meli in fiore, l’immediata sensazione di puro piacere: nessun linguaggio, nessun concetto, solo istantanea sensazione. Poi interviene la riflessione su quella sensazione e, in quell’istante, il piacere si ritira. Non perché nominare e concettualizzare sia sbagliato, ma perché appartiene a un livello differito. È un passaggio necessario: la sensazione coglie il mondo in presa diretta, la riflessione tenta di comprenderlo e abitarlo. Ma è nel silenzio del concetto che il mondo si rivela davvero.

Paradosso che vede

Martedì, 28 Aprile 2026
Lo stesso tramonto: c’è chi rimane incantato e chi indifferente. C’è chi soffre vedendo chi soffre e chi, sadico, prova piacere. L’emozione non sta nelle cose, ma nell’interpretazione. C’è la ginestra di Goethe nei suoi studi sulla metamorfosi, quella di Darwin, la ginestra di Leopardi, quella dell’erborista e quella degli scopai. C’è anche la più diffusa: la ginestra di chi è affetto da cecità botanica e non la vede affatto. Se vediamo il mondo filtrato dal nostro percepire e pensare,…

Il fondamento che precede

Sabato, 25 Aprile 2026
La natura giunge a noi, animali che parlano, (sempre già) mediata e interpretata. Ma dentro questa natura vi è un livello per noi più prossimo e determinante: la biologia, cioè la natura vivente, la potenza che ci fa e ci sostiene. E questa potenza funziona indipendentemente dal nostro parlare, mediare e interpretare. La biologia ci precede e, facendoci esistere, rende possibili i nostri ideali, il nostro immaginare, i simboli, le arti, i sistemi di sapere e di potere, i corsi…

La cosa e la sua immagine

Sabato, 18 Aprile 2026
Viviamo in una società che “preferisce l’immagine alla cosa”, “in un’immensa accumulazione di spettacoli”. La prima annotazione è di Feuerbach (1843), la seconda di Guy Debord (1967)[1]. Internet non esisteva ancora. La tentazione è pensare che sia un problema recente. In realtà, no. Siamo animali che da sempre preferiscono l’immagine alla cosa. La nostra esperienza del reale è, per struttura, mediata. Basta pensare al linguaggio: i nomi non sono connaturati alle cose, sono convenzioni. Oppure ai sensi, limitati, e alla…

Apparteniamo alla natura

Giovedì, 16 Aprile 2026
Non saprei dire esattamente quando questa percezione abbia preso forma, ma negli ultimi anni si è fatta sempre più chiara: pensando alle molte persone che ho conosciuto e che non sono più, non le avverto, a un certo livello, realmente diverse da quelle che sono ancora vive. Certo, con le une posso ancora incontrarmi, con le altre no. E tuttavia vi è un livello di osservazione in cui questa distinzione perde il suo carattere assoluto. Una considerazione analoga può essere…
Sempre più spesso filoni spirituali citano la fisica quantistica a sostegno delle proprie visioni. Di rimando, anche alcuni fisici o divulgatori si spingono a costruire ontologie e metafisiche a partire dalle teorie dei quanti, passando — talvolta senza dichiararlo — dalla fisica teorica a visioni complessive della realtà, compresa la dimensione spirituale, espressa a volte in toni confortanti, a volte in toni nichilistici. In alcune interpretazioni ispirate alla fisica quantistica, il mondo non è più pensato come insieme di “cose”,…

Sul marciapiede

Giovedì, 09 Aprile 2026
“Per ogni cosa deve esserci una causa o ragione, sia del suo esistere sia del suo non esistere.” (Baruch Spinoza, Etica, Parte I, Proposizione 11, scolio e passaggi correlati). Imperversa la metafora del “sognare” come desiderare, aspirare, progettare. Ai giovani, soprattutto, viene ripetuta come un imperativo — “sogna, ragazzo, sogna” —: tira dritto e, noncurante della situazione di fatto, insegui ciò che ti piacerebbe essere nel mondo che preferisci immaginare. La concezione è così diffusa da apparire ovvia e universale;…

Punto Alfa

Lunedì, 06 Aprile 2026
Vi sono escatologie religiose migrate nel secolare. Siamo impregnati di imperativi che ci ingiungono di raggiungere un punto omega. Ma potrebbe anche essere che “il compiuto” non sia l’esito del nostro fare, né dell’evoluzione naturale o cosmica, ma l’inizio che fa tutte le cose: un punto alfa immanente da cui tutto emerge come dev’essere. Non è un invito all’inattività o alla rassegnazione, bensì una constatazione ontologica: l'accadere della natura ci precede, ci include e ci eccede, e il nostro agire…

Sabato santo

Sabato, 04 Aprile 2026
Oggi, dopo il lungo inverno, la rana grida — risorta senza meritarselo, senza desiderio di salvare alcuno.

Etica del giardino

Martedì, 31 Marzo 2026
In qualche modo la biodiversità ha il suo corrispettivo etico nel pluralismo sociale: gigli, rovi e margheritine, cigni, rospi e ornitorinchi, santi, fascisti e qualunquisti. Ma com’è allora che il giardiniere decide — seleziona, piantuma, estirpa? Forse è un prepotente; o forse biodiversità e pluralismo restano, appunto, celebrazioni teoriche. “Ogni cosa, per quanto è in sé, si sforza di perseverare nel proprio essere” (Baruch Spinoza, Ethica, III, prop. 6). E persevera secondo la propria potenza: in natura non c’è armonia…

Ancora, ancora!

Sabato, 28 Marzo 2026
Si può avvertire sé stessi e il mondo come incompiuti, e da questa mancanza trarre la spinta a trasformarli: è la postura tipica dell’Occidente, dove il desiderio è tensione, direzione, progresso. All’opposto, si può percepire che nulla manchi davvero, che ogni cosa sia già al suo posto, inscritta in un ordine compiuto, e che il desiderio personale sia una distorsione: un’intuizione che attraversa molte tradizioni orientali. Schopenhauer, guardando a Oriente, formula una diagnosi radicale: ogni desiderio esaudito somiglia a un’elemosina…

Simultaneo

Mercoledì, 25 Marzo 2026
Arriviamo tardi e il treno è partito. I fatti si succedono, le cose si spostano da qui a lì. Questo è il nostro mondo. Ma forse, sub specie aeternitatis – e per eternità non si intende una durata infinita, ma la negazione stessa della durata – la realtà, nella sua totalità, segue altri funzionamenti. Forse tutto è compresente in un eterno presente. Il linguaggio qui arranca. È nato, giustamente, dentro il tempo e porta con sé il tempo: successione, divenire,…

Morale, amorale, extramorale

Sabato, 21 Marzo 2026
Se bene/male e giusto/ingiusto sono categorie umane, ogni attribuzione etica alla natura è una nostra proiezione. Il problema è che questa proiezione non è neutra: se portiamo nel cosmo la categoria del bene, portiamo per implicazione anche quella del male. Non appena nobilitiamo la natura, la drammatizziamo. “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” non è, in senso stretto, una dichiarazione di corrispondenza tra cosmo e morale. In quella formula si affiancano due ordini distinti:…

Assoluzione del reale

Giovedì, 19 Marzo 2026
Ciò che è, tu e il mondo, vanno bene così come sono. Lo so: dalle nostre parti è una frase esposta a fraintendimenti facili — alibi per la passività, giustificazione dell’inerzia, del disinteresse. Eppure, dopo secoli di confronto incessante tra essere e dover-essere, tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere, forse potremmo permetterci una pausa. Cinque minuti, soltanto. Non di resa, ma di sospensione. Cinque minuti in cui nulla deve essere corretto, migliorato, redento. Cinque minuti in cui…

Dint' 'e 'vvene

Lunedì, 16 Marzo 2026
Le biografie dei filosofi interessano più di quelle degli ingegneri. L’ingegnere umanamente cattivo può progettare un buon motore; invece il non risolto del filosofo percola strutturalmente nella sua filosofia. Per questo alcune filosofie hanno poco ossigeno: o prescrivono troppo, o soffrono troppo, altre invece fanno circolare il sangue nelle vene.

Metafisica di strada

Mercoledì, 11 Marzo 2026
Non lo vedo con gli occhi, non lo deduco col ragionamento, e tuttavia sento e so che là sotto c’è qualcosa. Ma come faccio a saperlo? Può darsi che, per un istante, sensi e mente coincidano con il loro fondamento, ma forse è soltanto un’illusione dell’intelligenza: un’immaginazione, un sentimento psicologico che prende la forma di un’intuizione metafisica. Non lo so. Però è bello l’istante in cui si sfiora il nucleo dell’essere, o si creda di farlo.

Sole a catinelle per tutti

Sabato, 07 Marzo 2026
Nel Vangelo secondo Matteo (5,45) troviamo una delle immagini più semplici e forti del Discorso della Montagna. Gesù di Nazareth invita ad amare i nemici a imitazione di Dio, che «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». La tradizione cristiana legge in questa scena un segno dell’amore universale di Dio: i beni fondamentali della vita non sono distribuiti secondo il merito. Ma proviamo per un momento a guardare soltanto…

L’Io?

Mercoledì, 04 Marzo 2026
Possiamo pensare la maschera come un assetto funzionale: una fisionomia di atteggiamenti, linguaggi, posture emotive e cognitive adatta a uno specifico contesto relazionale. Cambia il contesto — cambia la maschera. L’idea più intuitiva è che questo alternarsi di maschere avvolgano il volto stabile di “qualcuno”. Ma se, invece, la maschera non coprisse nessun volto?

Liturgia delle ore

Sabato, 28 Febbraio 2026
Quanto è routinaria la gatta di casa: sempre le stesse cose alla stessa ora. «Hai fatto la luna per segnare i tempi e il sole che sa l’ora del tramonto» (Sal 104), recitano i monaci. Eppure i più precisi nell’abitare questo ordine ricorsivo non sono loro, ma gli animali. Forse è un buon modo di stare al mondo. 

Esperienza e concettualizzazione

Mercoledì, 25 Febbraio 2026
Orto botanico. «Come si chiama questa?» Nel nominarla aveva scambiato la presenza con la definizione. La pianta restava dov’era, ma il suo sguardo ora si posava sul nome. Niente di grave. Ci sono molti modi di vedere. E la pianta, nominata o no, continuava a esserci.

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