BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Mercoledì, 18 Luglio 2018 12:00

Il nucleo

Come se fossi cipolla mi tolgo il primo strato e il secondo e il terzo e mi sbuccio tutto, ma oltre l’ultimo strato non trovo dentro niente.

Ma allora io che sono? Da una qualche parte un nucleo dovrà pur esserci.

Forse non è del tutto materico eppur si muove, forse è costituito da un solo primo pensiero che spontaneo pensa se stesso e nel suo accadere fa tutte le cose.

Martedì, 17 Luglio 2018 11:44

Pietismo, accezioni

Oggi pietismo è spesso sinonimo di buonismo, accezione coniata nel ventennio fascista per definire i malriusciti con gran cuore ma senza coglioni. Moneta fuori corso ma che oggi torna corrente, anche se il termine ha ben differenti origini e altri significati.

Nell’individuare l’etimo di Pietismo incontriamo due nuclei originari distinti, la Pietas degli antichi romani che era la Tradizione elevata a divinità e la Pietà che, specialmente in ambito cristiano, è stata ed è sinonimo di compassione. Il termine Pietismo, pur con rizomi radicati nei due antichi nuclei, ha invece significato strettamente ecclesiologico, nasceva nel 1600 in Germania e definiva quel movimento che all’interno della Chiesa protestante contestava l’eccessiva codificazione formale del culto e le canoniche interpretazioni della sacra Scrittura. Gli esponenti del Pietismo rivendicavano per i fedeli la possibilità di vivere personalmente la fede attraverso una più intima e libera devozione, sinonimo di pietismo non è quindi buonismo ma semmai intimismo.

La querelle tra pietisti protestanti e tradizionalisti è poi, in parte, migrata e ancora persiste nel cattolicesimo con, da una parte, i conservatori che difendono la realtà rivelata che credono espressa e incorporata nella tradizione del Magistero cattolico e, dall’altra, chi rivendica una vita di fede poggiata sul proprio cuore senza necessità d’intermediari umani istituiti. Ricordo, da giovane, quando frequentavo don Giussani la sua avversione al pietismo, un accanimento viscerale contro ogni forma di religiosità personale, se vissuta in presa diretta fuori dalla giurisdizione ecclesiastica. Concezione a mio vedere non accettabile[1], ma perlomeno, a differenza di oggi, Giussani utilizzava il termine pietismo con precisione tecnica in contesti appropriati.

Le parole non sono un dogma e ne va accettato il cambiamento storico di senso, ma capire cosa significano e perché tale senso muta non è faccenda di lana caprina perché che fa e rifà le parole è l’umano pensiero-azione, nel bene e nel male.

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1 A differenza del Concilio Vaticano Primo, Giussani poneva l’accento sull’alterità dell’autorità ecclesiastica piuttosto che sull’infallibilità, alterità che proteggerebbe dai rischi derivanti dalla personale propensione alla spiritualità per i possibili equivoci di attrazione fatale per i territori del sacro attivate da soggettive dinamiche endogene, da formazione reattiva generante pietismi ossessivi, da forze archetipiche, da inconsce fantasie individuali, da puerili innamoramenti prodotti da voragini psichiche o da narcisistiche auto contemplazioni proiettate sulla  - e, dunque, riflesse dalla - figura del Cristo, della Madonna o di qualche santo. Equivoci prodotti da misticheggianti affascinamenti che l’obbedienza all’avvenimento altro (da sé) della Chiesa cattolica - la religione più materialista al mondo - smantellerebbe alla radice, in quanto obbedienza a realtà storica tutta poggiata sulla “verità” della Rivelazione e sulla oggettività della tradizione: certi della presenza del Dio Magistero della chiesa l’obbedienza alle loro indicazioni salverebbe il subalterno sottoposto dalla egoica mortale individualità emancipandolo dal nulla che lo costituisce, salvezza indipendente dalla veridicità e ragionevolezza delle indicazioni del capo, anzi più aumenta lo scostamento tra l’indicazione dell’autorità e l’opinione del sottoposto e più l’indicazione risulterebbe, in tale ottica, redentiva.

Lunedì, 16 Luglio 2018 13:23

Fondamentalismi giustificatori

Sostenitori illustri quelli del primato della verità del mondo per quello che è, necessariamete così com’è, da Hegel a filoni del Vedanta.

Partendo da qui l'accettare il dogma etico che tutto il mondo va bene proprio così com’è, è invece una declinazione New Age piuttosto ingenua e giustificatoria, visto che dalla forza che lega gli atomi al rapporto col vicino di casa ci sono consentiti, nel bene e nel male, misurati spazi di manovra.

Un po' sofistico sostenere che una volta effettuata una qualsiasi scelta il mondo che ne scaturisce accade, in ogni caso, per quello che è così com'è, glissando sull'evidenza che se scegliamo e facciamo così il mondo accade così-com'è così, ma se facciamo cosà il mondo accade così-com'è cosà.

Lunedì, 16 Luglio 2018 08:59

Inefficacia del povero diavolo

Ecco che si affaccia il desiderio di schiacciare l'altro, di vendicarsi, se osserviamo con attenzione scorgeremo la regia di quel vigore nella nostra disperata impotenza. Personale miseria, nient'altro.

Venerdì, 13 Luglio 2018 12:25

Omeopatia spirituale

Il rimedio omeopatico non contiene alcuna traccia del principio attivo originario. Nella visione omeopatica l’effetto terapeutico non è procurato dalla presenza fisica del farmaco -che è stato così tanto diluito da non esserci più- ma da un suo impalpabile quid (impronta, memoria, messaggio, energia, vibrazione).

Se le cose stanno così dovrebbe risultare superfluo che il rimedio venga veicolato in un supporto materico che lo contenga e ingurgitato, in quanto quel misterioso qualcosa dovrebbe agilmente esplicare la sua peculiare azione terapeutica anche solo toccandolo, guardandolo, o addirittura solo pensandolo. Insomma gratis.

Prendiamo atto che la dottrina cattolica ci era già arrivata fin dal Concilio di Trento, quando dettagliò la pratica eucaristica della Comunione Spirituale nell’  “unirsi a Gesù Cristo presente nell'Eucaristia, non già ricevendolo sacramentalmente [mangiando l'ostia consacrata], ma per un vivo desiderio procedente dalla fede”,  pratica che elargiva gli stessi frutti della comunione sacramentale.

Venerdì, 13 Luglio 2018 10:58

Ragionamenti

Operazione razionale spiegare inizi e sviluppi del mondo e dell’uomo col Neodarwinismo invece che con la narrazione biblica.

Nondimeno ragionevole che l’accreditata teoria evoluzionistica spieghi con precisione com’è accaduto che un particolare punto della natura, in un certo momento della sua singolare evoluzione, sia stato capace di scrivere la Bibbia.

Giovedì, 12 Luglio 2018 10:36

Metafisica dell’accoppiamento procreante

Cupìdo ha trionfato siamo in troppi e anch'io faccio numero, rilevazione che potrebbe agevolare l’accettazione del personale epilogo, faccenda di bon ton come quando sull’autobus si cede il posto.

Gli sparuti quanto agguerriti suoi avversari nostrani[1] tutti sconfitti e pure gli oppositori del lontano oriente[2] ben più numerosi e sofisticati: proprio là le statistiche demografiche proclamano la sua gloria. Ultimo oppositore superstite la scienza coi suoi contraccettivi, al momento battuta.

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1 “Il matrimonio è un lupanare e fare figli significa procreare diavoli” (Catari); “l’amore procreativo commette il peggiore dei crimini, cioè la perpetuazione di altre creature destinate anch’esse a soffrire !” (Schopenhauer); “Lo spermatozoo un bandito allo stato puro” (Cioran).

2 Apologeti buddhisti, induisti, taoisti e Zen del Vuoto, del Anam senzanome, del “Non nato”.

Lunedì, 09 Luglio 2018 17:43

Vocazione & soddisfazione

Lavorare, collaborare, imprendere è moto necessario per vivere in questo pianeta, iniziativa che accomuna quasi tutti, ma in questo, e oltre questo, ognuno sceglie nelle contingenze che incontra un personale cammino che, nella misura del possibile, persegue a modo suo, nelle ultime quarantotto ore il mio l'ho percorso così:

studiando un alcaloide salvavita ho osservato che la molecola è costituita dagli stessi atomi di un alcaloide che uccide, allora ho indagato la stranezza leggendo Euclide e visionato in internet una lezione di Oddifreddi sui numeri primi. A cena con l’amico architetto gli ho esposto tutto d'un fiato una sintesi di quanto appreso e quello mi ha riferito che si è persuaso che ogni figura geometrica è costituita da triangoli. Ruminando i nuovi dati acquisiti ho indagato un eventuale Dio creatore fabbricatore di mattoni -triangolari?-  e pure il demiurgo platonico che li ordina e assembla, così da affinare attraverso il mito la mia indagine su questa semplicità che generare infinite complessità.  

Delirio? Vocazione? Non saprei ma so che tutto questo mi piace. Se dovessi schiattare adesso mi sentirei un po’ inibito nel cantare in recto tono insieme a Wittgenstein le sue ultime, stesse, parole: «Dite a tutti che ho avuto una vita meravigliosa!»[1] però sento che la direzione è giusta.

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1 «Tell them that I had a wonderful life!» citato in Giorgio Pizziolo Rita Micarelli, L'arte delle relazioni. Vol. I, Alinea editrice, 2003, p. 36

Sabato, 07 Luglio 2018 17:38

Umani compiti

Mica preesiste un vero e determinato io personale, va costruito non cercato. E forse anche Dio.

Sabato, 07 Luglio 2018 10:01

L’inventario

Inventario dell'universo:

cinque solidi regolari non uno di più, manco cento atomi per costituire la materia al completo, suppergiù cinque per strutturare quella vivente, il tutto computabile con appena dieci simboli univoci 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9.

Se Dio c’è è uno semplice.

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