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Mercoledì, 09 Settembre 2026 18:13

Giù come birilli

Scritto da 
The Mountain Ford, Thomas Cole The Mountain Ford, Thomas Cole

Ci sono concezioni che collocano l’essere umano al di sopra della natura. Possono essere filosofiche, ideologiche o religiose, ma tutte condividono la stessa ambizione antropocentrica. Il cristianesimo ha conosciuto questa aspirazione in forma solenne. Nei Vangeli Gesù a tratti è raccontato come un Mandrake celeste che placa la tempesta, cammina sulle acque, trasforma l’acqua in vino. Ma è soprattutto nella costruzione ecclesiastica che questa pretesa assume una forma istituzionale: nella gerarchia della Chiesa il celibato consacrato occupa il vertice. Gente speciale i casti preti, mica come noi, assoggettati a decreti biologici.

Si può disciplinare una pulsione naturale, sublimarla, reprimerla, attribuirle un significato religioso, ma non basta dichiararla subordinata a un’idea perché cessi di appartenere alla nostra costituzione biologica. La natura non è un’ideologia concorrente. Non ha bisogno di vincere una discussione. Semplicemente permane. E questo vale ben oltre la sessualità. Guardando indietro, penso a quante volte ho visto persone aderire a concezioni soprannaturali di sé: per un certo tempo se ne vanno tronfi, poi la realtà li incrina. Giù come birilli. Talvolta basta semplicemente il tempo. Invecchiano, il corpo si indebolisce, la malattia arriva, muoiono. Non c’è concezione dell’uomo che possa sottrarsi a questo fatto elementare.

Eppure anche davanti alla morte troviamo il modo di salvare l’idea. La morte diventa un passaggio, la resurrezione la sua soluzione, l’immortalità la sua promessa. Lo stesso accade con la castità. Quando la natura non corrisponde all’ideale, non necessariamente si abbandona l’ideale: si introduce il peccato. E quando l'inevitabilità del peccato rende evidente l’impossibilità di ottemperare pienamente l'ideale, invece di arrendersi alla realtà naturale interviene la misericordia divina, che perdona il peccato. Così il fallimento non confuta più l’ideale: diventa addirittura il luogo nel quale l’ideale può essere confermato. Ogni volta che la realtà naturale smentisce l’umana costruzione, si aggiunge una costruzione ulteriore capace di salvarla.

E così non se ne esce più.

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Settembre 2026 18:21
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