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Martedì, 26 Agosto 2025 09:14

I prescelti

Scritto da 
“Il buon Samaritano”, Aimé Nicolas Morot “Il buon Samaritano”, Aimé Nicolas Morot

Il motivo profondo dell’attuale sterminio dei palestinesi a Gaza, io credo, affonda in una concezione arcaica e persistente: l’idea di essere “prescelti da Dio”, l’idea di essere eletti.
«Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio: il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra». (Deuteronomio)

Affermazione che tradisce uno squilibrio profondo: se a pronunciarla è l’uomo, rivela delirio di elezione; se fosse Dio, ne farebbe un Dio malato.

Un’elezione che facilmente si traduce in esclusione dell’altro, e da lì in dominio, sopraffazione, annientamento.
Lo aveva visto con lucidità la psicoterapeuta e teologa Hanna Wolff, oggi quasi dimenticata, che invece andrebbe ripresa con forza. La Wolff invitava a distinguere con decisione il pensiero inedito, rivoluzionario, di Gesù di Nazareth da quello della tradizione ebraica: due mondi che le Chiese cristiane hanno spesso fuso e confuso in un pasticcio dottrinale che non ha giovato a nessuno. Una separazione onesta – diceva la Wolff – gioverebbe sia al cristianesimo che all’ebraismo.

Non che il cristianesimo istituzionale sia stato più mite: spesso le Chiese hanno attinto, da alunne ligie, alla faccia nera del Dio biblico (il “Giano bifronte” – misericordioso e terrificante – evocato da Giuseppe Barbaglio), superando talvolta persino la Bibbia nell’arte della scomunica e dell’anatema.

Veniamo al nodo psicologico: perché alcuni si blindano nel fortino della propria identità di prescelti e eletti, percependo minacce ovunque? La Wolff lo spiegava con chiarezza:
«Tutta la svalutazione che colpisce il non-prossimo, lo degrada e lo esclude dalla comunità umana, è in verità una tragica trasposizione, su scala gigantesca, delle proprie inferiorità». (Gesù psicoterapeuta, p.146)
Non c’è un Dio che elegge e respinge. C’è l’uomo che, incapace di fare i conti con le proprie fragilità, proietta sull’altro il suo buio interiore.
Da qualche fogna interiore che trabocca di insicurezze estreme, emergono autori occulti che scrivono copioni crudeli. È da lì che nascono i paradisi promessi e le maledizioni eterne, i prescelti e gli esclusi.
Ed è lì che oggi si gioca la tragedia di Gaza.

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¹ Per inquadrare la tematica consiglio di partire da Augusto Cavadi, Tenerezza. Hanna Wolff e la rivoluzione incompresa di Gesù, e poi passare alla trilogia della Wolff: Gesù, la maschilità esemplare; Gesù psicoterapeuta; Vino nuovo – Otri vecchi.

Ultima modifica il Martedì, 26 Agosto 2025 10:27

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