BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Va bene così

Venerdì, 29 Agosto 2025
Molti rimproverano a Spinoza di aver costruito un sistema troppo “inumano”: se tutto segue con necessità dalla sostanza divina (ossia la natura), che spazio rimane per la persona, per la responsabilità, per l’imputabilità morale? Non rischia di dissolversi l’io stesso, ridotto a un semplice punto in un meccanismo impersonale? Il rimprovero è solido e ragionevole. Non sorprende che Spinoza sia stato criticato con forza: Bayle lo accusava di distruggere la morale, poiché senza libertà di scelta non c’è responsabilità. Leibniz…

Divieni ciò che sei

Giovedì, 28 Agosto 2025
Un motto antico di Pindaro, che Nietzsche fece suo, ma già Platone, Spinoza, poi Hillman — ognuno a modo suo — ne custodisce l’eco. Platone lo racconta nel mito di Er: l’anima sceglie una forma di vita e deve restare fedele a quella scelta. Spinoza lo pensa come conatus: ogni cosa tende naturalmente a perseverare nel proprio essere. Hillman propone la metafora della ghianda: in noi è nascosta un’immagine che chiede di fiorire. Tutte variazioni sullo stesso tema: non inventarti…

I prescelti

Martedì, 26 Agosto 2025
Il motivo profondo dell’attuale sterminio dei palestinesi a Gaza, io credo, affonda in una concezione arcaica e persistente: l’idea di essere “prescelti da Dio”, l’idea di essere eletti.«Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio: il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra». (Deuteronomio) Affermazione che tradisce uno squilibrio profondo: se a pronunciarla è l’uomo, rivela delirio di elezione; se fosse Dio, ne farebbe un…

Rapporto modale

Domenica, 24 Agosto 2025
Felix qui potuit rerum cognoscere causasFortunato colui che ha potuto conoscere le cause delle cose.(Virgilio) Vi sarà capitato di incontrare una montagna imponente, un albero solitario, un volto particolare, e percepire all’improvviso una risonanza con un ordine eterno, evidente a sé stesso. Anche sapendo che tutto è impermanente e soggetto al divenire, vi sono momenti in cui sentiamo di appartenere a un funzionamento immenso, affidabile. Vale allora indagare la relazione tra questo funzionamento stabile e gli innumerevoli enti che nel…

Il Monaco in riva al mare

Sabato, 23 Agosto 2025
Nulla proietta più facilmente sull’immagine della natura i nostri psichismi, quanto il tentativo di scorgervi un principio segreto che la vivifica. 

Metafisica dell’impersonale

Martedì, 19 Agosto 2025
Nel moto eterno della natura accadono nascere e morire. Per noi sono eventi supremi, esperienze capitali. Per l’eternità anonima della natura non hanno alcun peso. Ma ha senso parlare di “eternità anonima” o di “natura impersonale”? Può qualcosa essere senza coscienza d’esserlo?L’esperienza umana lega l’essere al soggetto. Pensiamo che esistere significhi sapere di esistere, farne esperienza, essere qualcuno. Di ciò che è fuori da noi ammettiamo l’esistenza anche senza coscienza, ma appena ci rivolgiamo a noi stessi, “essere” e “sapere…

Sostanza e Io

Venerdì, 15 Agosto 2025
Il concetto filosofico di sostanza[1] ha assunto molte forme.All’estremo dell’immanentismo, come in Spinoza, la sostanza coincide con la natura impersonale: infinita, senza fine prestabilito, priva di intenzione morale. All’estremo opposto, nella religione teistica, la sostanza è un Dio personale e creatore, distinto dal mondo e sovrano su di esso. Tra questi due poli esiste un’ampia gamma di posizioni intermedie. Qui, Dio–sostanza è inteso come principio che si rivela e agisce nel tempo, animato da uno slancio vitale cosciente e creativo,…

L’alleanza con il flusso

Martedì, 12 Agosto 2025
La natura decide il nostro nascere e il nostro finire, e tra questi due eventi ci dona e ci sottrae di continuo. È un flusso che non possiamo controllare, ma che possiamo accogliere, stringendoci con esso in un’alleanza. In questo “ometterci” per conformarci al funzionamento naturale, i problemi si sciolgono. Non è facile, forse neppure del tutto possibile questo conformarsi, perché come individui siamo portati a volere il nostro bene personale, che non sempre coincide con i movimenti della natura…

Chi?

Giovedì, 07 Agosto 2025
Forse abbiamo molti “io”, di sicuro almeno due. C’è un io biologico, che si vive nell’esperienza diretta, pre-riflessiva, dell’essere. E c’è un io culturale, costruito nell’interazione sociale, fondato su memoria e linguaggio. Il primo è un'espressione immediata del funzionamento naturale; il secondo, una rappresentazione: è ciò che siamo per gli altri, e che finisce per diventare anche ciò che siamo per noi stessi. È verosimile che l’io culturale —visto che c’è e che imperversa nella nostra specie—, sia più performante…

Irriducibile e impenitente

Martedì, 05 Agosto 2025
Alla fine, ciò che ci determina è il posizionamento ontologico che abitiamo: quanto, cioè, l’Io è centrato o decentrato in noi. Centrato su di sé è, per esempio, il leader populista, che si costruisce come centro emotivo e narrativo di una comunità. Decentrato da sé è invece il ricercatore appassionato, che studia non per affermarsi, ma per capire, defilato da sé. Qual è oggi il posizionamento dominante? La psicoanalisi ci ha insegnato da tempo che l’Io cosciente è solo la…

L’Eretico

Martedì, 29 Luglio 2025
Una lettura rigorosa del sistema spinoziano porta a esiti scomodi, talvolta insostenibili per il pensiero moderno. Non solo Spinoza nega il libero arbitrio, ma nega persino che l’individuo umano sia un soggetto dotato di esistenza propria e autonoma. Esistono solo i modi finiti della sostanza: entità transitorie, impermanenti, senza realtà in sé. L’unico essere è Dio, ossia la Natura, la sostanza infinita, necessaria, impersonale ed eterna. Questo significa che, in quanto espressioni della Natura, partecipiamo all’eternità, ma non siamo eterni…

Double Face

Sabato, 26 Luglio 2025
La ferita che cicatrizza / pagare una bolletta. I capelli che crescono / celebrare un matrimonio. Il vento che piega il ramo / vestirsi in modo consono al contesto. Due volti dell’essere. Il primo: natura. Necessità impersonale, senza intenzioni, senza giudizi. Processi spontanei, metamorfosi continue. Il fluire della vita che accade da sé. Ne siamo parte in quanto corpi viventi. L’altro: il mondo umano. Costruzione simbolica, ruoli, doveri, racconti. Il diritto, l’etica, l’educazione. Un mondo immaginato e condiviso, modellato da…

Guizzi della sostanza

Martedì, 22 Luglio 2025
Il gatto s’è mangiato un pesce rosso dello stagno, se l’è preso con una zampata e l’ha mangiato con calma sotto il melo. Ora guizza come un pesce, con spasmi leggeri nel torrido luglio. Non può essere imitazione, forse è trasmutazione. È questa la prova empirica — un po’ comica — dell’interconnessione dei modi: l’intima coappartenenza tra ciò che vive e ciò che si nutre, tra ciò che respira e ciò che viene respirato. Mangiamo il mondo perché siamo il…

La svista

Lunedì, 21 Luglio 2025
Frequentando Spinoza ho rivisto con maggiore chiarezza un nodo irrisolto del pensiero post-teista contemporaneo. I post-teisti hanno giustamente smantellato l’idea di un Dio-persona trascendente. Il Dio che interviene nel mondo con volontà e finalità non trova più spazio. Con accenti e sfumature diverse, hanno affermato la centralità della natura, cui tutto è riconnesso. Ma ciò che spesso sfugge è che questa stessa concezione dissolve anche l’io umano — non nel senso che l’essere umano sia “nulla”, ma nel senso che…

Il vento

Domenica, 20 Luglio 2025
Come abbiamo potuto pensare l’eternità e l’infinito, se ci sono inaccessibili? Si tratta di un’antropomorfizzazione dell’assoluto o di un’intuizione reale di qualcosa che ci supera? Secondo la prima ipotesi, proiettiamo oltre l’umano categorie nate nell’umano, espandendo e mitizzando determinati vissuti personali. Così, l’esperienza soggettiva della durata genera l’idea astratta dell’“eternità”, la paura del limite dà forma all’“infinito”, il bisogno di senso alimenta il concetto di “assoluto”. Secondo l’altra ipotesi, invece, abbiamo colto – per lampi, per brevi aperture – livelli…
Una parte sorprendente del pensiero di Spinoza si intreccia armoniosamente con le grandi filosofie dell’Oriente[1]. Senza forzature, senza sincretismi facili. Come se voci lontane parlassero la stessa lingua segreta. Con parole diverse, tradizioni come il Vedānta indiano, il Buddhismo o il Taoismo affermano ciò che Spinoza formula con rigore geometrico: un principio assoluto, infinito, autosufficiente, da cui tutto scaturisce come espressione, riflesso o forma. La somiglianza più profonda emerge con l’Advaita Vedānta, il “non-dualismo” indiano. Lì, Brahman è l’assoluto: eterno,…
Quanto più una cosa è particolare, tanto più contiene di realtà (Spinoza, Epistola XXI ad Willem van Blyenbergh, 1665). Non possiamo escludere che i monaci del medioevo, nei loro giardini chiusi, nei silenzi umidi dei chiostri, tra gli scaffali polverosi di erbe essiccate, avessero una saggezza che anticipava Spinoza, senza saperlo. Non una filosofia scritta, ma una conoscenza intessuta di osservazione per il particolare della natura vivente. Lì, nella cura delle piante, essi vedevano più di semplici rimedi: percepivano un…

Tipi umani

Venerdì, 11 Luglio 2025
Due modi umani oltre il tempio: l’ateo esistenzialista e lo spinoziano. Fratelli nel rifiuto di un Padre, finalmente orfani di tribunali celesti, ma diversi nel portare questa orfanezza. L’esistenzialista strappa senso dall’assurdo, come se l’universo fosse un fondale cieco da bucare col proprio urlo. Si dichiara nauseato dal non-senso, ma a ben vedere occorre uno stomaco ben piazzato al centro del palco per produrre nausea: chi proclama l’irragionevolezza del mondo rivela di custodire in sé un metro di ragione con…

L’Inesorabile

Mercoledì, 09 Luglio 2025
Si cita spesso, quasi con leggerezza, il celebre Deus sive Natura di Spinoza, per poi aggiungere come un riflesso condizionato: “Panteismo”. Lo si ripete come fosse un motto innocuo di filosofia da salotto, senza sentire quanto sia, per noi Sapiens, un pensiero inaudito. Specialmente due le idee intrinseche al Deus sive Natura, che restano quasi insostenibili: l’ontologia e la libertà. Ontologia Per Spinoza, un fungo e un essere umano esistono con la stessa necessità: sono modi della stessa sostanza, nessuno…

Messinscena metafisica

Sabato, 05 Luglio 2025
“Destino” dice tanto un cieco funzionamento quanto una regia nascosta: un’ambiguità funzionale a strategie consolatorie. La provvidenza è legata a un’intenzionalità proiettata dal soggetto umano sul cosmo: l’universo — o Dio — starebbe tramando in mio favore, una sorta di messinscena metafisica a misura d’uomo. La necessità, invece — ciò che è come è, indifferente a me, perché non può essere altrimenti — dissolve questa intenzionalità in un ordine impersonale e inesorabile. L’antropocentrismo si scioglie in un ontologismo puro. Eppure,…

L’ indifferenziato

Venerdì, 04 Luglio 2025
Un pinguino è un pinguino, una quercia è quella quercia e non un’altra, non è un orso e neppure l’Uno neoplatonico. Dire corpo è dire individuo: senza modi specifici, senza confini, senza funzioni differenziate, la vita non può sussistere. Cos’è, allora, l’“oceano indistinto”[1] di cui parla certa psicoanalisi? L’intrauterino, il pre-personale, il cosmico: quello stato frequentato da neonati, da psicotici e da mistici? In realtà — anche se non mancano ambiguità e confusioni — l’oceano indistinto è un mito culturale,…
Cristo, Don Chisciotte, i profeti: figure di una stessa ferita. Quando la potenza biologica di vivere si intreccia radicalmente al desiderio di trasformare il mondo, nasce l’umanesimo militante, messianico, tragico. La tragicità sta nello scarto tra ciò che l’uomo sogna e ciò che il mondo è: la speranza inchiodata alla storia concreta[1]. L’impegno personale perché il mondo sia un po’ migliore resta un valore fondante, imprescindibile: è ciò che rende umano il nostro passaggio. Ma l’iperempatia può farsi trappola: burnout…

Vanità

Lunedì, 30 Giugno 2025
Mi sono inventato una giaculatoria, ogni tanto la dico: “Di Bruno Vergani nun me ne pò fregà de meno". Non so se faccio sul serio, sia come sia la pratica procura una buona sensazione. A ben pensarci la definizione di Spinoza dell'essere umano si potrebbe condensare così: io non sono sostanza — non sono Dio, perché non mi sono fatto da solo — non sono neppure materia, né mente separata. Allora, cosa sono per Spinoza? Qual è il nucleo che…

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