BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Esperienza e concettualizzazione

Mercoledì, 25 Febbraio 2026
Orto botanico. «Come si chiama questa?» Nel nominarla aveva scambiato la presenza con la definizione. La pianta restava dov’era, ma il suo sguardo ora si posava sul nome. Niente di grave. Ci sono molti modi di vedere. E la pianta, nominata o no, continuava a esserci.

Il diritto a essere uno qualunque

Lunedì, 16 Febbraio 2026
Non penso che “tutti i problemi del mondo derivino dall’incapacità dell’uomo di stare seduto da solo in una stanza”. È una buona metafora, però, per indicare quanto ci sia difficile permanere nella semplice esperienza di essere. In quello stato sembra esserci qualcosa di scomodo. Allora agiamo, progettiamo, miglioriamo, implementiamo.Questa spinta è in parte biologica e psichica: la volontà di potenza descritta da Adler, come compensazione di un’originaria vulnerabilità; il conatus di Baruch Spinoza, per cui ogni individuo tende a perseverare…

Quello bravo

Giovedì, 12 Febbraio 2026
«Venne infine a fare la sua scelta [di una nuova incarnazione] l’anima di Odisseo […] ed essa, guarita dall’ambizione per il ricordo dei travagli passati, andò a lungo in cerca della vita di un uomo tranquillo e appartato, di uno qualunque».(Platone, Repubblica, X, mito di Er) L’elogio può essere utile. Ma diventa insidioso quando ci ingabbia in una dinamica di aspettative. “Bravo!” significa: continua così, resta lì, ripeti. E se la vita, invece, ci portasse altrove — a fare tutt’altro?

Sfasamenti

Lunedì, 09 Febbraio 2026
La gatta che sonnecchia vive spontaneamente in presa diretta e coincide perfettamente con la sua natura. Anche noi, nel sonno profondo, coincidiamo col nostro essere. Ma non appena iniziamo a sognare, ci svegliamo e viviamo nel mondo: allora ci risulta più complicato coincidere con noi stessi, perché, per struttura, ci rappresentiamo e filtriamo l’esperienza attraverso idee, concetti e enunciati. Quasi tutte le discipline umane operano in questo registro di rappresentazione. L’essere immediato è quasi sempre assente e, spesso, non viene…

Spezie forti

Venerdì, 06 Febbraio 2026
Approfondendo un po’, ci si accorge che non di rado le teologie giudicate eretiche dalla Chiesa cattolica sono state proprio quelle che, in un modo o nell’altro, ne indebolivano il ruolo di istituzione storica. Quando una dottrina rende la Chiesa meno necessaria, meno centrale, scatta facilmente l’allarme. Ci sono però delle eccezioni. Una delle più interessanti è la teologia apofatica, una teologia “per sottrazione” che, consapevole dell’impossibilità di definire Dio, sceglie di parlarne dicendo ciò che non è. Una via…

Doppio registro (bis)

Lunedì, 02 Febbraio 2026
C’è Auschwitz: un dato di fatto che sembra rendere impossibile l’esistenza di un Dio-persona, infinitamente buono e onnipotente. Il dilemma classico della teodicea — come conciliare il male estremo con una divinità che vuole e può il bene — non è un esercizio astratto. Lo ritroviamo quotidianamente nelle oncologie pediatriche, nella sofferenza inflitta e subita oltre ogni misura. Tuttavia, forse Auschwitz, le malattie dei bambini e le guerre non dimostrano necessariamente l’inesistenza di Dio. Sono, piuttosto, l'indizio che ciò che…

Doppio registro

Lunedì, 26 Gennaio 2026
Non ci vuole molto per capire che senza un io consapevole andremmo a sbattere. Agiamo naturalmente come soggetti con un centro e una responsabilità. Non ci vuole molto per capire anche il contrario: non ci siamo fatti da soli, ci batte il cuore senza chiederci il permesso e siamo impermanenti. Ci sono quindi due modi di guardare le cose: Sub specie temporis: viviamo come individui protagonisti con sussistenza propria, inseriti in relazioni sociali, regole, doveri; Sub specie aeternitatis: dove invece…

Verità inabitabili

Sabato, 24 Gennaio 2026
Più approfondisco la filosofia di Spinoza, più ho conferma che è il filosofo che vanta il maggior numero di addomesticamenti, nonché di entusiasmi iniziali seguiti da abbandoni. Maria Zambrano, in giovane età, scrisse una tesi su Spinoza — La salvación del individuo en Espinosa, oggi disponibile in traduzione italiana grazie alla cura di Ludovica Filieri — nella quale riconosce una coerenza concettuale straordinaria e ineludibile. Tuttavia, alla fine, non ne accetta il costo antropologico: un determinismo implacabile. Cerca così un’altra…

Come i castori

Mercoledì, 21 Gennaio 2026
Parto da un’osservazione personale. L’identificazione spinoziana di Dio con la natura mi appare coerente, convincente, filosoficamente ineludibile. E tuttavia, nel mio vissuto — e non solo nel mio — permane un’ambiguità psicologica di fondo. Questa ambiguità non nasce da un difetto teorico, ma da una metafisica della trascendenza introiettata: non più creduta, ma ancora operante. Forse irriducibile, perché costitutiva della nostra formazione affettiva e simbolica.Ciò che osservo in me non è un’eccezione, ma una condizione diffusa dell’Occidente moderno, profondamente segnato…
Talvolta ciò che riteniamo “universale” ha poco a che fare con l’universo naturale reale. È, più semplicemente, un’inconsapevole estensione del nostro orizzonte culturale. L’esperienza individuale si dilata fino a coincidere con quella condivisa da un milieu: un linguaggio comune, una generazione, un insieme di letture, di categorie interpretative, di sensibilità emotive. L’io si espande in un noi, ma questo noi non è l’universo: è solo un cerchio umano più ampio. È la personalità che si allarga fino a comprendere e…

Per una ontologia senza redenzione

Giovedì, 15 Gennaio 2026
Mentre nel funzionamento naturale le cose vanno come devono andare, capita che gli esseri umani soffrano. Su questo non vi è dubbio. E spesso, dalla sofferenza, nasce il desiderio di qualcosa – o di qualcuno – che faccia stare meglio. Un bisogno reattivo, elementare, comprensibile. Da qui prendono forma metafisiche di colpevoli e di graziati, di salvatori e di redentori che promettono l’uscita rapida dalla condizione naturale, ritenuta inaccettabile, verso una condizione ritenuta compiuta. La sofferenza viene così interpretata come…
Possiamo vedere il mondo come un fatto che non ha doveri verso di noi, dove ogni cosa è come dev’essere perché non può essere altrimenti. Oppure possiamo giudicarlo colpevole, sbagliato, assurdo o ostile e postulare un altrove perfetto in cui essere risarciti dall’ingiustizia subita, oppure possiamo attuare una rivolta — mugugnante o militante — contro il corso delle cose, sospinti da una sottile utopia di altrove ideale. Non so se siamo più liberi accordandoci agli eventi avversi o combattendoli. Constato…

L’ordine della natura

Venerdì, 02 Gennaio 2026
E chi è quel padre tra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede del pane, gli dia una pietra? ovvero anche un pesce, e in luogo di pesce, gli dia una serpe? Ovvero anche, se gli domanda un uovo, gli dia uno scorpione? (Luca 11) Quando parliamo di physis parliamo, molto semplicemente, della natura che funziona da sé: ciò che nasce, cresce, produce effetti. Parliamo della natura che ci precede e ci fa, visto che non ci siamo fatti…

Livelli di realtà

Venerdì, 26 Dicembre 2025
La fisica teorica ci mostra che, a livello subatomico, la realtà si dà come interazione, relazione, evento dipendente dal contesto. A quel livello il ruolo dell’osservatore è costitutivo: il punto di vista contribuisce a determinare ciò che accade, e parlare di realtà relazionale ha un senso preciso e rigoroso.Ma le cose cambiano al mutare di scala. A livello atomico e biologico del nostro vivere quotidiano la realtà funziona diversamente. In più di quarant’anni di lavoro come erborista preparatore non mi…
Ho terminato la lettura del libro di Rovelli Sull’eguaglianza di tutte le cose. La tesi dell’autore può essere riassunta in poche parole. Richiamandosi alla fisica quantistica, Rovelli rifiuta le concezioni filosofiche, religiose e metafisiche che postulano un fondamento ultimo di ciò che esiste. In particolare, pur senza mai citarlo prende le distanze dal concetto classico di “sostanza” della tradizione occidentale: l’idea di una realtà che esiste in sé, causa di sé, la cui essenza implichi necessariamente l’esistenza. All’opposto, Rovelli concepisce…

semplicità

Sabato, 06 Dicembre 2025
Sapienza, saggezza, conoscenza e lungimiranza non sono altrove: si rivelano nel gesto elementare di dividere una fetta di pane e olio novello con l’amico.

L’eguaglianza di tutte le cose

Mercoledì, 05 Novembre 2025
Sto leggendo l’ultimo libro di Carlo Rovelli, Sull’eguaglianza di tutte le cose. Parla dell’universo come di una grande rete dinamica, dove ogni cosa esiste solo perché è in rapporto con le altre. Per Rovelli non ci sono enti che una volta costituiti, poi si relazionano: sono invece le relazioni a costituire gli enti. A prima vista, questa visione sembra opposta a quella di Spinoza. Spinoza parla di una sostanza unica, causa di sé e di tutto ciò che esiste. Tutto…

Dio non è un deficiente

Mercoledì, 22 Ottobre 2025
Strano. Davvero strano. Per Spinoza la potenza eterna e infinita — Dio, o Natura — che fonda il mondo non ha coscienza, né intelletto né volontà. In effetti questi termini umani implicano una limitazione: se Dio sapesse d’essere, se pensasse o volesse qualcosa, sarebbe un essere tra altri, non la totalità stessa dell’essere. Se volesse qualcosa, se tendesse a un qualche fine sarebbe incompleto, sarebbe — tecnicamente — un deficiente. Com’è allora che nei modi di Dio, cioè nelle cose…

Segrete contiguità

Giovedì, 16 Ottobre 2025
Quando mi imbattei in Spinoza, la tessitura del suo procedere mi era difficile e insieme misteriosamente nota. Non so perché mi sentissi a mio agio nella sua ontologia blindata e deterministica: la Sostanza, gli attributi, i modi — un ordine di esseri necessari, in cui ogni cosa è ciò che è perché incardinata nella sostanza infinita che costituisce ogni cosa. Mi era familiare anche la sua etica non prescrittiva: non vincoli morali, ma descrizioni dell’essere, dove la libertà è conoscere…

Prima d’ogni morale

Martedì, 14 Ottobre 2025
Tempo fa avevo scritto di un’infermiera che, finito il turno in ospedale, percorreva sette chilometri per venirmi a fare le iniezioni. Non la conoscevo quasi, e lei non ne ricavava nulla. Veniva. Consideravo che sono quelle così che, nonostante i disastri, fanno andare avanti la società, e su questo non c’è dubbio. Poi aggiungevo che “producono mondi”, come se l’ontologia fosse conseguenza dell’etica — per “etiche” intendo i diversi modi in cui l’uomo interpreta il bene e il male, mentre…
Spinti per natura a essere e perdurare, ci organizziamo per mantenere a oltranza la nostra incolumità, come se il mondo fosse un meccanismo difettoso che, con un’accurata prevenzione, possiamo in qualche modo controllare e correggere. Certo, un po’ di controllo è alla nostra portata: nel votare un politico capace invece di un deficiente, nella medicina preventiva, nell’osservare il codice della strada e in contingenze del genere. Ma quando si tratta delle grandi questioni dell’esistere, le cose si complicano: nessuno decide…

Il mondo come potenza di sé

Giovedì, 09 Ottobre 2025
Tutto ciò che è, è natura. Ma è necessario distinguere due livelli: quello ontologico universale, in cui ogni cosa e ogni pensiero sono modi della stessa sostanza cioè della natura unica e necessaria, e quello etico umano, in cui la natura riflessa in noi diventa esperienza consapevole, giudizio, responsabilità.Nel primo livello vale il pluralismo assoluto dell’essere — tutto ciò che è, è natura, in quanto tale non può non essere ed è giusto che sia; nel secondo vale la nostra…

Nido di gazza

Mercoledì, 08 Ottobre 2025
È caduto dal pino un nido di gazza. Quei rametti intrecciati sono un artefatto o sono naturali? Se li intreccia la gazza li chiamiamo natura, se li intrecciamo noi li chiamiamo artefatto. Re Mida: non appena ci mettiamo mano, tutto diventa téchne? Più plausibile che siamo natura, e che, come la gazza, costruiamo i nostri nidi — seppure smisurati, complessi, planetari. Se è così, dobbiamo concludere che l’antropocene è un processo naturale, anche se ci riesce difficile ammetterlo. Il punto…

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