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Martedì, 02 Gennaio 2024 15:43

La relazione che ci fa

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Morto Dio, scomparsa la concezione di anima personale, cessato l’Io, nella post modernità cade l’entità autosufficiente del soggetto. Ma allora, se le cose stanno davvero così, com'è che si incontrano ancora individui per la via? Forse emergono, di volta, in volta, dalla relazione[1] con gli altri esseri umani, con gli animali, con le piante; dalle interconnessioni che hanno con le cose inorganiche e le iperconnessioni che attuano attraverso computer.

A questo punto -chissà perché?- tendono a individuarsi stabilmente inventando di continuo autobiografie che assemblino il loro estemporaneo apparire, in un ordine consequenziale sensato e solido su cui possano poggiare, così da essere.

La cosa singolare è che nel magma indifferenziato al quale appartengono sono così bravi, nell’impossibile operazione di darsi una sussistenza ontologica individuale, che talvolta esagerano producendo ego ipertrofici. Orfani di Dio e dell’ontologia classica non è facile trovare la giusta misura fra essere nessuno e essere qualcuno.

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1 Un po’ come Tommaso d'Aquino concepiva la creazione del mondo, non fatta all’inizio da Dio una volta per tutte, ma creazione continua che fa essere il mondo istante per istante.

Ultima modifica il Martedì, 02 Gennaio 2024 16:14
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