BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Martedì, 16 Ottobre 2018 17:32

Nuovi cieli e nuova terra

Approfondire, comprendere, relazionarsi, muoversi, indagare, rinnovarsi…

Ma irrompe improvviso il desiderio d'essere non più io ma altro in inediti scenari.

E’ l’erotico Tanato che chiama.

Lunedì, 15 Ottobre 2018 09:47

Professione di fede 2.0

Genetica e neurologia sembrano confermare alcune concezioni delle spiritualità orientali, quelle che affermano che l’Io non c’è ma è un fantasioso artefatto, perché in realtà siamo un agglomerato di cellule che obbediscono a decreti biologici e flussi casuali, in un mero funzionamento meccanicistico.

Per tali speculazioni, scientifiche e mistiche, individualità, soggetto, libero arbitrio e correlata imputabilità personale, sarebbero nient’altro che una arbitraria narrazione di continuità, direzione e unitarietà di cellule, circuiti elettrici e memorie. Favola che ci raccontiamo assemblando materiale sparso, così da immaginare un nucleo ontologico e metafisico autocosciente che di fatto non esiste.

Plausibile che nel prossimo futuro la ricerca su Dio coinciderà con l’indagine della coscienza personale. Mi dichiaro da subito moderatamente credente all’io pensante, moderatamente perché è innegabile che una quota di ereditarietà e casualità ci costituiscono; credente perché la circostanza che ci sia un punto della natura tanto autocosciente e libero da affermare “Io non esisto” è roba da dio e dintorni

Giovedì, 11 Ottobre 2018 09:30

Costruzioni

Storie d’invisibili verità assolute alle quali conformarsi o narrazioni del dio nulla così da recitare nel teatro dell’assurdo.

Forse meglio rilevare che io adesso ci sono, tu pure e anche il mondo, e iniziare da qui.

Lunedì, 08 Ottobre 2018 15:44

Il dio amorale

Ho pulito la roverella dalla fillirea che la soffocava e mi ha mostrato l’intreccio del suo tronco progettato per resistere al vento, più bello ed efficiente del ponte di Genova.

Non male il dio che l’ha fatto, peccato che con la stessa precisione realizza metastasi pediatriche.

 

 

 

 

Sabato, 06 Ottobre 2018 11:38

Il peccato originale

Possiamo osservare la natura, esplorarla e contemplarla ed è proprio per questo che la sua realtà ci permane preclusa:

ci vorrebbe un occhio naturale che vede invece di culturale che interpreta, ma non l’abbiamo più.

Mercoledì, 03 Ottobre 2018 09:02

Epifania rurale

Trascorsi pochi minuti ci si abitua e non ci si accorge più, ma appena svegli aprendo la finestra dopo il reset notturno quel tiglio ancora fermo nel suo movimento ci spiega tutto.

Martedì, 02 Ottobre 2018 10:45

Moment Act !

Se non raggiungiamo una sintesi tra una tesi e la sua antitesi perché entrambe plausibili, invece di lacerarci nella contemporanea accettazione di proposizioni contraddittorie basta sdoppiarci e tutto torna.

Sabato, 29 Settembre 2018 18:31

L’umano mistero

Per semplificare e accelerare il processo ecumenico un modo efficace potrebbe essere quello di esaminare le biografie degli appartenenti alle differenti confessioni cristiane. Si osserverà che nessuno, ad eccezione di qualche scompensato, si è munito di un catalogo delle chiese cristiane optando a tavolino per questa o per quella, piuttosto l’appartenenza a una particolare confessione si sarà delineata per la contingenza di essere nati in un certo tempo e posto ed aver incontrato delle specifiche persone. E’ come se, a monte, è presente nell’individuo un comune desiderio di sacro e di fede che si declina biograficamente nelle forme che i tempi e i luoghi offrono a ciascuno. Se le cose stanno così la figura del pastore valdese e del monsignore cattolico differiscono quanto un torinese da un perugino, differenza davvero irrilevante. Che li fa simili o diversi è il soggetto che sono, non la confessione di appartenenza e relato milieu.

Il soggetto che sono? Che significa? Qual è il rapporto tra libertà e condizione? Per indagare la faccenda potremmo azzardare la suesposta visione empirica sulle differenti chiese cristiane espandendola a tutti gli uomini credenti, atei e diversamente credenti. Plausibile che «la vera differenza non è fra credenti e non credenti, ma fra pensanti e non pensanti» -cito una frase di Mancuso che citava Martini che citava Bobbio-, tuttavia DNA, famiglia di origine, luogo di nascita e residenza, determinano non poco ogni persona, pensiero personale incluso.

Quanto incidono in percentuale questi prefissati, quanto casuali, algoritmi sul soggetto? Se determinassero la persona per il 100% (qualche genetista arriva ad affermarlo) uno che nasce a Scampia da genitori camorristi nel caso commettesse reato non sarebbe imputabile perché la colpa è del DNA e dell'ambiente, qualcosa non torna la resilienza di Peppino Impastato docet. Se incidessero per l’1% sarebbe davvero ingeneroso per gli svantaggiati e così il rapporto tra umana libertà e contingenze permane un mistero, il mistero.

Giovedì, 27 Settembre 2018 10:27

Conoscenza corporale

Spollono l’ulivo secolare e l’occhio mi va sull’eucalipto di venti metri mosso dalla tramontana che avevo piantato trent’anni fa alto una spanna, forse un monaco del medioevo mi sta osservando soddisfatto per la manutenzione che sto eseguendo all’ulivo che aveva piantato.

Giovedì, 27 Settembre 2018 09:10

Efficacia percepita

Come l’umidità e il vento fanno percepire temperature inesistenti, l’assillante imperversare mediatico di un paio di ministri dà la sensazione che determinano la nostra realtà personale, anche se di fatto incidono zero o poco di più.

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