BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Domenica, 07 Luglio 2024 22:04

Invalicabile coazione culturale

C’è chi vede le parole come semplici etichette che appiccichiamo alle cose, in modo da inventariare il mondo e comunicarcelo, chi invece vede le parole traboccanti di valori intrinseci, sia semantici che simbolici[1]. Anche se è forse riduttivo affermare che le parole sono nient’altro che arbitrii condivisi, com’è anche esagerato sostenere che trabocchino di potenza propria, fino al punto da creare realtà[2], è però innegabile che parole e cose siano intrecciate indissolubilmente perché pensiamo, necessariamente, per mezzo delle parole[3]; va da sé che il linguaggio plasmando il pensiero, producendo concetto, circoscrive e determina la visione che abbiamo delle cose, in effetti sembra che linguaggi diversi procurino visioni del mondo differenti, come anche una Weltanschauung ingenera un proprio linguaggio[4].

Senza linguaggio non potremmo vivere, nondimeno il linguaggio esercita su tutti noi un potere costante costringendoci a dire, dunque a pensare, nei limiti della sua circoscrizione e specifico funzionamento. Se ci è precluso prescindere dal suo potere come possiamo vedere il mondo per ciò che realmente è? Ci sono modi per pensare e vedere le cose senza articolarle linguisticamente trasformandole in metafore[5]? Come possiamo raggiungere un punto di vista fuori e oltre il linguaggio? Forse è proprio per giungere a questa libertà che ad un certo punto moriamo.

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1 Le due differenti concezioni sono state descritte e indagate già nel Cratilo, dialogo di Platone, IV secolo a.C..  
2 Heidegger arriva ad affermare che il linguaggio è il luogo che rende ontologicamente possibile la realtà stessa del mondo: “Solo dov'è linguaggio vi è mondo”.
3 Tesi sostenuta da non pochi filosofi: “La nostra capacità di pensiero è limitata dalle parole che conosciamo”; “pensiamo limitatamente alle parole che possediamo” e via dicendo.
4 Chi interessato alla tematica può approfondire le teorie del linguista e filosofo Wilhelm von Humboldt.
5 Problematica affrontata dal giovane Nietzsche, nel suo breve saggio “Su verità e menzogna in senso extramorale”.

Pubblicato in Filosofia di strada
Sabato, 06 Luglio 2024 11:02

Per sua stessa natura bianco avorio

Dalle mie parti t’imbatti in pietre così belle da sentire ammirazione, una sorta di empatia.

Esperti in questo genere di sensazioni dicono che si tratta di esperienza estetica mica empatica[1], eppure percependo il loro potente generarsi, per sua stessa natura, si avverte la sensazione che in esse alberghi una sorta di iniziativa, di identità, di vita.

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1 Spiegano che l’inorganica pietra non fa altro che rispecchiare sensazioni e pensieri che gli proiettiamo addosso.    

Pubblicato in Frammenti Autobiografici

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