BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Mercoledì, 29 Gennaio 2020 18:51

Breve invito a un momento di delirio

Mai provato a leggere i vangeli in prima persona, nella posizione di Gesù?

Blasfemia certa e delirio assicurato, ma anche l’attivarsi di insospettate consapevolezze.

Mercoledì, 29 Gennaio 2020 11:02

Passaggio a nord-ovest

Oltrepassare scavalcando va bene per non schiacciare la merda del cane, per tutto il resto non c’è vero superare senza attraversare.

Giovedì, 23 Gennaio 2020 23:33

Fissità neoplatonica New Age

Diffido del deismo, che me ne faccio di un Dio che non cambia mai idea?

Meglio quello biblico bello umorale, Lui sì che è onnipotente.

Giovedì, 23 Gennaio 2020 22:55

Coerenza multipla

Il periodo che va dal XI al XIII secolo è stato caratterizzato da incessanti dispute fra chi sosteneva il primato della fede sulla ragione e viceversa, nonché da valorosi quanto estenuanti tentativi di trovare un accordo fra teologia e filosofia, e tra differenti esponenti, e nel pensiero di ognuno. Guglielmo di Ockham[1], esausto della situazione, separava ragione e fede. Netta scissione che aveva portato nei secoli successivi a notevoli miglioramenti in (quasi) tutti e per (quasi) tutti, con diffusi progressi sociali e scientifici.

Non è detto che un soggetto sia ragionevole solo quando abbraccia con coerenza una precisa e univoca concezione, per certe cose è meglio farsi in due.

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1 Prima di Ockham già altri, a iniziare da Giovanni di Salisbury (1120 più o meno –1180 di sicuro), mostravano segni di insofferenza per i labirintici gineprai del tempo, Giovanni ammoniva di finirla di chiedersi se “il porco condotto al mercato è tenuto dall’uomo o dalla corda” e “se abbia comprato pure il cappuccio colui che ha comprato la cappa intera”. C’è ovviamente da ricordare che la scolastica ha affrontato tematiche e problematiche ben più solide e cruciali rispetto alle derisioni di Giovanni di Salisbury indirizzate a qualche esponente. In ogni caso sono state le rasoiate di Guglielmo di Ockham (1290 più o meno –1349 di sicuro) che hanno accelerato la fine della scolastica.

Giovedì, 23 Gennaio 2020 13:00

Ci sono cose

Ci sono cose che per riuscire a dire con semantica impeccabile, che le esprima appieno, esigono una sintassi congrua e puntuale. Ma ci sono anche cose -e non poche- che per esprimerle con l'eloquenza che meritano chiedono una sintassi difettosa; più perfezioni la frase formalmente e più si fiacca semanticamente.

 Suonare il jazz col clavicembalo viene male.

Lunedì, 20 Gennaio 2020 11:52

Chiodo scaccia chiodo?

Mica puoi dire all’innamorato rifiutato di trovarsene un’altra, al genitore che perde il bambino di rimpiazzarlo, all’amico deluso dall'amico di una vita che ne ha altri, o a chi gli muore il cane che al canile c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Cosa è, in noi e negli altri, questa specificità insostituibile che nel suo manifestarsi trascende la biologicità che la permette?[1] Se c’è un qualcosa che nel mondo rasenta il soprannaturale è forse questa irripetibile singolarità che onoriamo con maiuscoli nomi propri.

Non possiamo escludere che tale individuazione sia nient’altro che una nostra soggettiva costruzione psichica, ma se invece ha una sua sussistenza oggettiva (psyché) come si è costituita? Non è semplice rispondere se non c’è un Creatore.

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1 Qui stiamo parlando di “processo di individuazione” mio e dell'altro, ma a iniziare dalla filosofia scolastica si è indagata, in modo similare, tutta la realtà, inorganica inclusa. Il processo è chiamato “principio di individuazione” e coglie nella materia e forma un oltre che determina e costituisce l’unicità di ogni specifico ente. Due i termini chiave, che italianizzati suonano così: quiddità che indaga-afferma la specifica singolarità di una cosa; ecceità che dice e conferma la realizzazione specifica e insostituibile della realtà ultima dell’ente.

Giovedì, 16 Gennaio 2020 18:11

Metafisica di Viperina ruvidissima

Quest’inverno sotto casa sono spuntate numerose piante di Viperina ruvidissima (Echium asperrimum Lam.). Simile alla più nota Viperina volgare (Echium vulgare L.) quella col fiore azzurro, la ruvidissima è un poco più spinosa e ha il fiore rosa pallido, plausibile sia una sottospecie della volgare mutata per adattarsi a climi caldi. Fermarsi soddisfatti a questa prima osservazione (cosa c'è e come appare ciò che c’è) e sistematizzazione (catalogazione di quello che c’è per mezzo di una convenzionale nomenclatura condivisa), implica nell’osservatore la concezione -perlopiù inconsapevole- che Viperina ruvidissima sia essa stessa a conferirsi l'essere, per la bruta evidenza che c’è.

Ma indagando meglio realizziamo che questo “tutto qui” non può considerarsi conclusivo, visto che il mondo è mosso da una serie di cause che producono effetti a loro volta cause e che, dunque, il supporre che sia Viperina ruvidissima ad auto-conferirsi l’essere, è più un arbitrio dell’osservatore (interpretazione, credenza) che dinamica reale. Per capirne di più della Viperina ruvidissima dobbiamo, quindi, oltreché osservarla, tentare di indagare l’essenza della sua esistenza, ovvero cogliere - alla Aristotele e alla Tommaso d'Aquino - che cosa realmente è, come è, perché è, da dove è (metafisica-intrafisica del suo sussistere).

Scorgo due possibili ipotesi:

a) Viperina ruvidissima è una manifestazione dell’ordinato e insieme casuale funzionamento naturale, Natura che sarebbe causa di sé medesima (causa sui, Spinoza). Se le cose stanno così ci troveremmo ancora a dover accettare che sia un ente -seppur complesso e universale come l’intera natura rispetto alla più modesta Viperina ruvidissima- a conferirsi l'essere; un mero spostare il problema delle criticità del causa sui, che per certi aspetti è un escamotage linguistico, visto che nessuno ha mai visto qualcosa auto-accadere, mentre tutti vediamo accadimenti prodotti da cause, ad iniziare da noi stessi che non ci siamo auto-fatti ma siamo a seguito di concanetamenti di cause-effetti;

b) concludere che Viperina ruvidissima sia creata da Dio (causa prima), ma anche questa possibilità lascia perplessi visto che, come tutte le piante, muta di continuo adattandosi all’ambiente e sarebbe un Dio davvero bizzarro quello indaffarato nel rimodularla di continuo, anche considerando la comica eventualità che il Creatore delegasse la mansione a un qualche demiurgo.

Non ho risposta al mistero in progress di Viperina ruvidissima e forse è meglio così, ogni spiegazione conclusiva risulterebbe incompatibile col suo continuo moto trasformativo, indizio di una sua origine ontologica e sussistenza metafisica non imbrigliabile in prefissati concetti.

Mercoledì, 15 Gennaio 2020 11:28

Litanie New Age

Nei discorsi spirituali forse meglio smetterla di tirare in ballo la fisica quantistica o il termine “energia” senza sapere quello che si dice.

Non se può più, ma un san Giovanni della Croce mai?

Martedì, 14 Gennaio 2020 11:23

Strategie

Un buon modo per emanciparsi da provinciali trascorsi dolorosi è lo studio della storia della filosofia, così da realizzare la piazza che abitiamo e di chi figli siamo.

Sabato, 11 Gennaio 2020 19:32

Il nessuno eterno

Averroè (1126 –1198) nel solco di Aristotele sosteneva che l’intelletto umano fosse esterno al nostro corpo e universale. Seppur intimamente allacciato al nostro temporaneo transito di soggetti pensanti, l’intelletto ci preesisterebbe perdurando oltre la nostra personale individualità.

Davvero consolatoria l’ipotesi che l’intelligere che oggi viviamo continuerà vivace anche dopo schiattati, peccato che lo attueremo impersonalmente. Ma se nessuno saprà di farlo che gusto ci sarà mai? Per goderne ci vorrebbe un’anima incorporea personale ed eterna.

Forse meglio emanciparci da cosmiche manie di protagonismo considerando che, in fin dei conti, anche ora nelle nostre transitorie esistenze corporee è plausibile che già siamo immersi in potenze, universi e dimensioni altre, inconsapevoli di esserlo senza farcene problema.

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