BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Lunedì, 18 Marzo 2019 13:49

Il fico d’India

Una pala di fico d’India caduta a terra ha radicato in presa diretta.

Ci ricorda che la modalità di propagazione mediante riproduzione sessuata tramite accoppiamento (generazione), sulla quale abbiamo costruito civiltà, filosofie, tradizioni religiose e psicologie, è solamente uno dei tanti diversi processi che, su questo pianeta, la natura svolge per perpetuare alcune sue parti.

Venerdì, 15 Marzo 2019 10:42

Deus

Pietra, pianta, animale, uomo: enti e moti distinguibili ma inseparabili in un impersonale tutt’Uno causa di sé.

E’ questo il Dio di Spinoza, forse quello più accettato[1] e nel contempo il meno onorato, perché se le cose fondamentali stanno come afferma Spinoza, ed è plausibile che stiano in tal modo, irrompe un concretissimo comandamento che recita così: «Accetta». Non è scritto da nessuno ma che reclama l'ottemperanza di ognuno nella resa dell'io alla natura, se possibile d'alleanza.

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1 Anche se i due approcci non si escludono necessariamente l'un l'altro, ad occhio e croce sono più quelli che cercano Dio passeggiando nella natura, rispetto a quelli che partecipano a liturgie in qualche chiesa.

Mercoledì, 13 Marzo 2019 11:00

Il passante

Osservo il primo che passa, forze oscure gli abitano dentro nel suo complicato esistere in questo mondo. Nell’indifferenza di molti e ostilità di qualcuno il suo corpo decade rapido per morire, e lui lo sa.

Eppure tira dritto retto da forze contrapposte altrettanto potenti, tutte da indagare.

Lunedì, 11 Marzo 2019 12:17

Sublime lampascione

“Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba […] che è su tutta la terra»” ed è andata a finire che manco siamo riusciti a contarle tutte, innumerevoli non le abbiamo ancora trovate e di quelle individuate fatichiamo a trovargli un nome. Neppure per il diffusissimo lampascione ci siamo riusciti: la gente lo chiama lampascione o anche lampagione, magari giacinto dal pennacchio oppure cipollaccio col fiocco, talvolta cipollaccia turchina però anche canina. I botanici non hanno fatto di meglio classificandolo come Leopoldia comosa, ma anche Hyacinthus comosum e talvolta Muscari comosum, così come capita.

E mentre tentiamo di individuare e contare le erbe sulla terra, così da denominarle per usufruire del divino dono, queste cambiano, si adattano, s’ibridano all'impazzata, si evolvono. Qualcuna sembra estinguersi mentre indomabile ci supera sublime. Non è escluso che Iddio ce l’abbia donate per liberarsene: imbarazzante per l’Onnipotente gestire forze così incontrollabili.

Forse tutto il pensiero umano, spirituale, filosofico, scientifico, è un po’ come coltivare quattro gerani in vaso sul balcone illudendoci di dominare tutte le erbe del Mondo e va bene così: dobbiamo pure tenerci insieme, dobbiamo pure proteggerci da espansioni dirompenti.

Domenica, 10 Marzo 2019 10:43

La ridarella, ad esempio.

Più l’imperativo che la proibisce si manifesta perentorio e più diventa irrefrenabile mentre tu arranchi per contenere le due forze. E' suppergiù questa la dinamica della ridarella.

C’è qualcosa di meglio per esemplificare e comprovare il Super io che proibisce, l'Es che erutta e l'Io che prova a controllarli? Peccato sia roba da ragazzi.

Sabato, 09 Marzo 2019 19:25

Metafisica connaturata

Cose come Dio (L’Essere, per chi preferisce), l’anima e il senso del cosmo, anche se indagate da sempre permangono irrisolte. Incommensurabili perché ci trascendono o per il banalissimo motivo che semplicemente non esistono?

In fin dei conti cambia poco: che le parti più misteriose e durature siano quelle che non esistono è una buona trovata ingegneristica per i progettisti di macchinari: dato che non ci sono, permangono infrangibili; per rispondere alla problematica forse meglio la metafora dei buchi nel formaggio che fuori da lì non esistono più, dove noi siamo il formaggio e i buchi la metafisica a noi connaturata che produciamo.

Naturalmente metafisici (e perché mai lo siamo?[1]) prospettiamo enti forse irreali ma, in quanto pensati, esistenti ed efficaci[2].

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1 Heidegger giudica “la prima di tutte le domande” quella che segue: “Perché vi è in generale l’essente e non il nulla?” La seconda, non meno vasta, dovrebbe forse essere: “E perché mai te lo sei chiesto?”

2 Le cose possono essere irreali eppure esistere, quelli che vanno al cinema o leggono romanzi lo sanno.

Domenica, 03 Marzo 2019 10:30

Redenzione

Grigia o dorata che sia la condizione esistenziale è comunque restrizione se non fosse per l’inesauribile capacità di pensare e per la presenza della natura intorno a noi.

E se pensiero e natura fossero un tutt’uno? Oltreché emancipati anche redenti.

Venerdì, 01 Marzo 2019 17:51

Tiro mancino

Siccome opera anche anche il caso e la natura se ne infischia di doveri e diritti, va messa in conto la possibilità d’essere vittime di ingiustizie per colpa di nessuno. 

In tanta impotenza possiamo comunque prepararci a incassare bene il diretto.

Giovedì, 28 Febbraio 2019 19:11

Viventi strutture articolate assai

Se ingurgiti un bel po’ di bacche di sambuco fresche le vomiterai di brutto, manco mezz’ora e il conato sopraggiungerà potente e ammirerai il liquame violaceo fuoriuscire a getto come in un film di Tarantino.

Il fatto d’averle mangiate indica che ne ignoravi la sostanza, ma l’evento d’averle vomitate, così da non intossicarti sangue e viscere, dice che la conoscevi con precisione.

Siamo e sappiamo un bel po’ di più di quel che presumiamo.

Giovedì, 28 Febbraio 2019 18:12

Mestieri (quasi) impossibili

Il consulente filosofico, se doc, non esercita i mestieri impossibili del governare, educare, curare (Freud), eppure rischia l’impraticabilità del suo operare per meri fattori di domanda e offerta:

chi necessita di quel percorso è sfornito dei prerequisiti[1] per comprenderlo e iniziarlo; chi ne è fornito lo sta già percorrendo.

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1 Consapevole esigenza di volere un ragionevole orientamento esistenziale e ordinamento intellettuale sulle grandi domande della vita. Più che un prerequisito già un traguardo e non da poco, al secolo raro.

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