BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

contatti@brunovergani.it

URL del sito web: http://www.brunovergani.it
Giovedì, 07 Febbraio 2019 19:17

Eureka !

Si suppone che lo scienziato osservi la realtà quasi omettendosi, così da prenderne asettica nota con pazienza certosina per comprenderne i meccanismi, ma basta leggere qualche stralcio di storia della scienza per accorgersi che le scoperte scientifiche più importanti sono invece scaturite da un inopinato aggio fatto na pensata! (kantianamente conoscenza e giudizio sintetico a priori).

Irrompere di pensiero improvviso poi, ovviamente, vagliato nella dialettica fra teoria ed esperimento così da distinguere il delirante dal geniale. Non sarebbe male espandere il procedimento dalla scienza a tutte cose.

Mercoledì, 06 Febbraio 2019 18:55

Work in progress

E' oggi infrequente incontrare un materialista così irriducibile da giudicare qualsiasi spiritualità illusoria, o uno spiritualista tanto esaltato da sentenziare che illusoria è invece la materia.

A differenza di qualche decennio fa è improbabile vederli bisticciare, forse perché con il termine spirituale oggi s’intende qualcosa di più esteso rispetto a ieri, forse perché stiamo diventando un po’ kantiani riconoscendo il regno dei fenomeni naturali con i suoi dimostrabili meccanismi, ma evitando che tale visione ci precluda la ricerca di senso e significato dell’Io, del mondo ed eventualmente di Dio. Regno spirituale ragionevole e legittimo quanto quello della materia, ma a differenza di questo con esiti non dimostrabili.

Io mi ci trovo in questa dicotomia che vede in una foglia strutture cellulari note e composti chimici analizzabili e insieme un oltre presente quanto misterioso, a volte mi scoccia questa sospensione dello spirituale incapace di mettere un punto, ma se neppure Kant ci è riuscito perlomeno siamo in buona ed attiva compagnia ad aspettare Godot.

Martedì, 05 Febbraio 2019 18:25

Pessimismi

Riecco lo zafferano selvatico che spunta vicino al cipresso.

Ce ne vuole di inutile fatica per riuscire a tenergli il broncio. Ma guarda un po'... Non pensavo che i pessimismi cosmici contenessero una nota di humour.

Domenica, 03 Febbraio 2019 17:29

Il ritorno

Sappiamo del desiderio di tornare a una vita in armonia con la natura e più conforme alle sue eterne leggi. Per l’odierna versione di Homo sapiens il processo a ritroso non è semplice e forse, nonostante i numerosi tentativi, nessun esemplare vi è ancora riuscito. Tuttavia possiamo azzardare un verosimile identikit del primo che ce la farà:

piuttosto egoista pratica il sesso, perlopiù a raffica, senza sentimento. Se gli conviene vive in branco per proteggersi dagli avversari o ucciderli meglio. Non conosce morale e nel suo istinto a persistere accudisce la prole, talora accoppando impassibile i diversi da lui, se più deboli, così indifferente che manco lo sa.

Sabato, 02 Febbraio 2019 11:37

Ermeneutica quotidiana

Leggendo la lista della spesa, l’indicazione stradale, la notizia di cronaca o storica, apprendiamo; immagazzinamento detto erudizione. Invece quando recepiamo il pensiero in atto, di altri e nostro, interpretiamo. Di solito non ci si fa caso ma tale comprendere, a differenza dell’apprendere, implica quote di interpretazione.

In un certo senso la vita umana è un processo ermeneutico costante con se stessi e gli altri, dove travisiamo perché mal interpretiamo, oppure sappiamo riordinare e cogliere la realtà del detto e scritto, anche se confuso, dissimulato o mal espresso.

Va da sé che l’interpretare stimolerà nuovi pensieri oltre a ciò che si voleva comprendere, va da sé che non ci sarà spazio per paralizzanti “non ho capito”, perché l’elaborazione attivata dall’interpretazione sarà sempre e comunque possibile.

Giovedì, 31 Gennaio 2019 12:10

Iconologia

Partiamo da, tendiamo a, ostacolati da, e attraverso peripezie raggiungiamo finalmente meta. Questa è la storia di ognuno, questa è, dunque, la struttura narrativa universale al netto di qualche modesta variazione sul tema e notevole valore stilistico nell'esprimerla.

Osservando le rappresentazioni sacre, da quelle dei maestri dell’arte alle immaginette dozzinali, è agevole vederle come fotogrammi che illustrano uno specifico, canonico, passaggio tra quelli suesposti.

Mutano sì i tempi, i luoghi e i personaggi, ma la storia è sempre quella e così deve rimanere e ripetersi, sennò non ci piace più.

___________________________________________

Sotto quattro esempi plastici.

 

______________________________________________________________

 

 

______________________________________________________________

Scena finale Gran Torino

______________________________________________________________

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 15:54

Dionisiaco?

Ce ne sono centinaia di migliaia e di tutti i tipi, eppure una foglia è sempre una foglia e una radice è una radice. Anche noi imitando la natura ottemperiamo standard, ideando e costruendo trapani e automobili di numerosi e differenti modelli, ma tutti bucano e ti portano da qua a là, se non lo fanno sono un’altra cosa che obbedirà necessariamente ad altri codici determinati e funzioni conseguenti.

Costituiti per ottemperare norme non abbiamo il potere (e manco la necessità) di implementare il caos assoluto che rimane libertà di un qualche dio. Ci avevano provato i dadaisti a emanciparsi dal funzionamento generale ma con scarsi risultati: anche la stravaganza più estrema se non è libera da intenzione è, necessariamente, attuazione di codici, strambi ma pur sempre codici con relate funzioni.

Siamo fatti per adempiere.

Domenica, 27 Gennaio 2019 13:07

Iperbolicità

Nella riflessione teoretica occidentale il concetto dell’io è stato elaborato anche con esiti iperbolici. Proprio com’è accaduto per Dio, l’io è stato talora esaltato a creatore della realtà oppure sminuito fino al punto da giudicarlo una entità inesistente, un mero agglomerato di estemporanee percezioni sprovvisto di un nucleo stabile.

Sulla prima concezione di un io (personale o universale) che fa il mondo lascio il giudizio al lettore, sulla seconda che afferma l’inconsistenza ontologica dell’io, annoto che se interpretata letteralmente e portata fino alle estreme conseguenze, il comandamento morale del non uccidere -olocausti inclusi- perderebbe qualsiasi significato, visto che è impossibile accoppare nessuno.

Bislacco l'impegno teoretico se poggia sulla morale al punto da diventare un tutt’uno con essa, ma un minimo di permeabilità va forse mantenuta, non tanto per essere più buoni ma per non prendere cantonate.

Venerdì, 25 Gennaio 2019 17:29

Acrobazie

C’è il livello basic dell’adolescente che ascolta musica nell’Ipod mentre digita un messaggio mangiando. C’è il livello più avanzato del cameriere che porta con la mano destra cinque piatti e con l'altra tre boccali di birra, mentre cammina veloce parlando al telefono che tiene fra guancia e spalla.

Ai vertici della classifica Napoleone Bonaparte che dettava ai suoi segretari numerose e differenti lettere contemporaneamente.

Vincitore assoluto Kant, quando nella Critica della ragion pura critica la ragione con la ragione stessa, procedimento più arduo che guardarsi nell’occhio. Beninteso, senza specchio.

Giovedì, 24 Gennaio 2019 18:17

Simultaneità

«Penso dunque sono», è formula che ci incorona soggetti, ma manco il tempo di esaltarci per la corona in testa e sopraggiunge la questione:

cosa penso e dunque sono?

E la corona di sovrano coincise col rinvio a giudizio dell’imputato, simultaneità necessaria chiamata libertà.

Copyright ©2012 brunovergani.it • Tutti i diritti riservati