BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Sabato, 01 Agosto 2020 11:24

Storie Bislacche

Si narra dell’impari guerra tra il piccolo Regno dell’individuo e il grande Regno del funzionamento della specie, immane schiacciasassi, quest'ultimo, mosso da necessità che tutto ingloba nel suo cieco funzionamento autoperpetuante. Di solito al filosofo narratore che proclama questa teoria gli viene una faccia strana, un po’ contrita e insieme tronfia, fiero di quella sua tragicità che preclude ai profani ulteriori possibilità.

In tanta perentoria solennità che separa il miserabile Io dalla pre-potente natura un momentaneo terrore nel pubblico è garantito, prima che torni a sbrigare le proprie faccende, un po’ come quello che settant’anni fa veniva ai fedeli della bassa padana mentre il parroco dal pulpito tuonava i Novissimi. Pochi tra il pubblico si rendono conto che il filosofo relatore ometta di constatare che il grande Regno dello schiacciasassi guidato da nessuno, nel suo funzionamento produce anche, e a raffica, quel piccolo Regno di individui, persone e soggetti che intendono, vedono, si rattristano e gioiscono, amano, odiano e vogliono. Circostanza che qualcosa vorrà pur dire, a iniziare dalla possibilità che il piccolo Regno degli individui derivi da un qualche ingrediente preesistente nel grande Regno della specie, da una sorta di precursore che in certe condizioni attiva individualità cosciente.

Se si preferisce scartare l'ipotesi di una possibile correlazione e tenere impermeabili e drammaticamente in conflitto i due regni, cosicché la teoria non perda il suo tragico pathos quando il filosofo tiene la sua conferenza, bisognerà per forza di cose ipotizzare che il piccolo mondo sia generato da un qualche fattore extranaturale non ancora identificato del quale vediamo, però, gli effetti. Capita che, loro malgrado, più sbattono Dio fuori dalla porta e più fanno rientrare dalla finestra qualcosa che gli somiglia.

Venerdì, 31 Luglio 2020 11:10

La maestra mi ha imparato

Ci sono cose che si insegnano e si imparano, pensiamo alle discipline scolastiche. Altre che è impossibile insegnare però è possibile imparare, come spiegato in  questa  intervista sull’arte dello scrivere. Altre ancora che non si possono insegnare e neppure imparare perché “se la spina non punge quando nasce, è difficile che punga mai”[1], ovvero vocazione.

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1 Montaigne nei Saggi riporta nel Libro I, Capitolo LVII « Dell’Età » questo modo di dire della Francia del 500 e aggiunge: «Quanto a me, penso che a vent’anni i nostri animi si siano ormai sviluppati quanto devono esserlo, e promettano quanto potranno. Mai un animo che non abbia dato a quell’età testimonianza ben evidente della sua forza, ne dètte la prova in seguito. Le qualità e le virtù naturali mostrano entro quel termine, o mai, quello che hanno di vigoroso e di bello». Il racconto dei Vangeli, a differenza di Montaigne, non preclude ulteriori possibilità: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere? […] Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito».

Venerdì, 24 Luglio 2020 15:06

Kitsch metafisico freno all'inciviltà

Anche se per la raccolta dei rifiuti l’Amministrazione comunale svolge un servizio puntuale, non pochi, specialmente nelle contrade rurali, buttano la spazzatura sul ciglio della strada[1]. Gli appelli al civismo servono a poco, come deterrente funzionano meglio le statue di madonnine, che qualcuno colloca nei punti dove buttano più schifezze.

Probabilmente c'è chi è più intimorito di essere beccato da un onniveggente Dio mentre butta il sacco coi pannolini usati ai piedi della Madonna -tecnicamente profanazione-, piuttosto che dalla remota eventualità di incappare in un vigile urbano terrestre che lo sanzioni.

Oltre alle Madonne sono buoni deterrenti anche i Padre Pio in cemento bianco. Si possono agilmente acquistare dai produttori di manufatti artistici, con gli optional del basamento, colonna portante e nicchia; come deterrenti per i rifiuti il basamento e la nicchia servono a poco, invece la colonna ne ottimizza l’efficienza, più è alta e più l'immagine sarà performante. Il posto dove producono queste cose è interessante e ancora di più il venditore, esponente di una cosmogonia complessa e democratica, dove Buddha*, Giano bifronte*, Cupido*, Madonna immacolata, Brontolo* e Padre Pio, hanno tutti pari potenza e uguale dignità ontologica.

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1 Da quando ho letto Kant che ammoniva: “Agisci come se la massima della tua azione dovesse essere elevata dalla tua volontà a legge universale della natura”, ho capito la gravità di buttare a terra alche il più minuto pezzo di carta, perché se tutti i sette miliardi che abitano il mondo mi imitassero vivremmo in una disacrica.

* Inadatti come deterrenti per l’abbandono selvaggio di rifiuti.

Giovedì, 23 Luglio 2020 23:04

Tema: inizio, svolgimento, fine.

Parmenide affermava che «L'essere è, e non può non essere; il non-essere non è, e non può essere» e Antoine-Laurent de Lavoisier postulava: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma».

Evidente, basta di tanto in tanto osservare il funzionamento naturale per averne conferma. Eppure non è questo il modello che si è affermato in Occidente, dove il più delle volte si interpreta l’esistere, personale e del mondo, strutturandolo in inizio, svolgimento e fine, al pari degli scolari che svolgono un tema in classe. Un inizio che si attiverebbe da un presupposto niente, come il coniglio sbuca dal cappello del prestigiatore; un circoscritto progredire (più o meno interessante); una fine dove ogni movimento cessa di botto per tornare nel nulla dal quale era iniziato[1].

Ma chi è stato l’autore di questa fantasia che ha avuto un così universale consenso e duraturo credito?

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1 Sergio Leone non interpretava così la realtà. I suoi western vedevano il protagonista arrivare col suo cavallo da una sorta di eterno increato dove operava da sempre. Svolte le sue imprese si allontanava galoppando, e pur non vedendolo più tutti sapevano che la sua storia continuava.

Giovedì, 23 Luglio 2020 21:40

Teatro Eros e Thanatos

Video della rappresentazione Eros e Thanatos, si vede poco come a volte accade nei sogni, ma suono e voce si sentono e il movimento della danza si vede.

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Isabel Álvarez danzatrice

Andrea Todesco musiche e chitarra

Bruno Vergani testo e voce

Drammaturgia e regia Vincenzo Todesco

 

 

 

Martedì, 21 Luglio 2020 00:36

Percorso artistico e dintorni

Impegnato in una serie di rappresentazioni teatrali, forse mancherò per un po’ dal blog. Dovrebbero essere quattro rappresentazioni differenti dirette da Vincenzo Todesco, con i danzatori Isabel Álvarez, Juan Sánchez Plaza e il chitarrista Andrea Todesco.

Qualche immagine di una prova aperta della prima rappresentazione qui:  https://youtu.be/kLt4WqkjR8M

Sabato, 18 Luglio 2020 10:03

Riduzionismo, riduttivismo

L’idraulico che esegue la diagnosi per individuare il guasto alla caldaia, verifica le differenti ipotesi che ha in testa. Via, via, con rasoiate decise, esclude e scarta tutte quelle che non causano il problema, così individua la causa del guasto e aggiusta la caldaia.

Riduce e riduce fino a giungere a un preciso, definitivo e univoco nient’altro che. Strategia efficace per indagare e trattare meccanicismi, ma per tutto il resto non di rado fuorviante e castrante.

Venerdì, 17 Luglio 2020 09:55

Il crepaccio

Grazie ai suoi complessi circuiti quante cose ricorda un super computer e quante ne sa fare. Opera con velocità sbalorditiva, ascolta e anche parla. Peccato non sappia ancora d’esserci. Quale circuito occorrerà inventare per attivargli la consapevole autocoscienza di sé?

In attesa che una qualche diavoleria venga realizzata, permane l’evidenza che tra il nostro sistema nervoso e la coscienza che da esso emerge c'è un bel gap e in quel crepaccio non sappiamo ancora cosa ci sia dentro.

Giovedì, 16 Luglio 2020 11:22

Processi

Ci si può esprimere comunicando per mezzo della pittura, con il mettere in scena, con il dire o con lo scrivere.

Chi lo fa sa bene che, ben oltre ciò che ne viene fuori, l’importanza di ciò che gli accade dentro.

Mercoledì, 15 Luglio 2020 10:49

Burocrazia legalistica

La legalità, che necessariamente funziona e dispone tramite preposti apparati burocratici, è un modo -un buon modo; ne esistono forse di migliori?- per realizzare un assetto sociale il più possibile giusto e conveniente per tutti. Ma se legalità e burocrazia, da strumenti per il bene di tutti, acquisiscono una qualche autocratica, ipostatizzante, sussistenza sostanziale -un acefalo, ipernormato e meccanicistico "l'uomo per il sabato", invece di un ragionevole "il sabato per l’uomo"- possono fare anche più danni di un delinquente.

In effetti, al netto di concezioni morali, il delinquente -se abile professionista- danneggiando gli altri mette qualcosa sotto i denti, mentre legalismi e burocraticismi alla lunga procurano fame per tutti, burocrati inclusi, e quel che è peggio senza manco il movente.

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