BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Sabato, 17 Agosto 2019 11:12

Locuzione fondante

Spesso borbottavo credendo fosse d’ostacolo alla vocazione personale, invece l’aver inventato e curato per più di quarant’anni una piccola impresa artigianale è stato, oltreché necessario per campare, provvidenziale per apprendere in presa diretta il principio di realtà, o perlomeno come funziona il mondo da queste parti nel nostro tempo.

Se non si parte dalla relazione io-mondo (il mondo che c’è, non quello che suppongo) ogni riflettere e ruminare, se sconnesso dall'imprendere, rischia di infognarsi in deliranti bolle autistiche, di gruppo incluse. D’altro canto se ci stravacchiamo sopra al mondo che c'è castriamo ulteriori domande e differenti possibilità, precludendoci quel proficuo fluttuare di pensiero che fa bella la vita nell’indagarla e fa procedere il mondo.

Insomma ora et labora[1], credenti o no c’è da essere grati al monachesimo per aver formulato la locuzione.

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1 In versione tedesca: Beruf (professione-vocazione), vedi Max Weber.

Venerdì, 16 Agosto 2019 11:26

L’Altro

"Partoriscono a cavallo di una tomba, il giorno splende un istante, ed è subito notte" (Beckett, Aspettando Godot).

Bella fiction (a chi piace il genere), anche se impossibile un così alto livello di purezza autistica. Basta che in quella stanza con porta chiusa a tripla mandata compaia un ragnetto nell’angolo del soffitto, o dalle persiane abbassate filtri luce di luna o vento con vociare di passanti, ed è subito eterno.

Martedì, 13 Agosto 2019 13:49

Abilitazione linguistica

Ancora non sappiamo come l’ordinato funzionamento della natura, che non fa sbocciare pinguini sui nespoli, abbia prodotto in noi -operazione più complicata e strana- coscienza, volontà e libero arbitrio.

In attesa di spiegazioni l’inopinato accadimento ci autorizza ad utilizzare il lemma “Dio”.

Sabato, 10 Agosto 2019 11:34

Catalisi

Odio, nucleo sempiterno di fuoco che erutta dal profondo. Se si mischia con l’ossigeno di religioni, miti, ideologie, detona in olocausti.

Se incontra idioti pensieri di paese produce cattiverie di provincia, ma basta e avanza che incontri il santo patrono del paese, che si imbatta con le piaghe di San Rocco che il cane lecca, o le frecce di San Sebastiano o a una qualche madonna di contrada, ecco che Odio detona in tutta la sua gloria.

Sabato, 10 Agosto 2019 11:09

Ehilà, c'è nessuno?

Possiamo rimanerne indifferenti, potrebbe non piacerci oppure piacerci, ma mica si può essere amici di una pianta di cappero, si è amici dei pensanti.

Quelle strane entità senzienti che, tra ereditarietà e circostanza, oltre a percepire intendono, vogliono, scelgono.

La scienza non ha ancora ben spiegato che cosa siano e più quel Chi permane nessuno, più la violenza nei suoi confronti risulterà lecita.

Lunedì, 05 Agosto 2019 09:05

Valore aggiunto

Nel pensare ai miei amici, tranne un paio di eccezioni che confermano la regola, mi ritrovo con Cioran:

«Mi intendo pienamente soltanto con quelli che, senza essere credenti, hanno attraversato una crisi religiosa da cui sono rimasti segnati per sempre. La religione – come contrasto interiore – è la sola via per bucare, perforare lo strato delle apparenze che ci separa dall'essenziale.»

Lunedì, 05 Agosto 2019 08:39

Brutta china

Dalle nostre parti, in questo periodo, di demenza e cattiveria ce ne sono a sufficienza per finire davvero male, ma in quanto sprovviste di un mito, di una religione, di una ideologia assoluta, di un ideale metafisico, prevedo che andrà un po’ meglio.

Mercoledì, 31 Luglio 2019 12:06

Semiotica di genere

Mi hanno fatto notare che utilizzare il lemma “Uomo” per indicare quelli che hanno vissuto e vivono su questo pianeta è scorretto perché il termine esclude le donne. Per rimediare indicavano l’utilizzo delle definizioni alternative “esseri umani”, “umani”, “umanità”. Prescrizione contraddittoria visto che humanus deriva da homo, pertanto anche queste definizioni appartengono a parametri androcratici. In subordine indicavano di utilizzare “persone”, concetto inadatto visto che esprime singolarità individuali e non il fondamento comune di noi tutti.

Maschilismo, paternalismo, androcentrismo, sono così tanto incistati nella semiotica occidentale che ci vorranno centinaia di anni per risolvere il problema trovando parole nuove. Tuttavia , nel frattempo, mi sembra che l’importante sia usare le parole consapevoli degli strumenti che sono, meri arbitri condivisi da non innalzare a dogmi assoluti.

Mica è agevole implementare parole alternative a “umanità”, “umanesimo”, oppure ridefinire “Homo sapiens” o “Dichiarazione dei diritti dell’uomo”, formule seppur carenti che possiamo comunque ancora utilizzare visto che ci siamo già messi d’accordo su ciò che vogliono dire e, tra, ciò che vogliono dire dicono che le donne sono tutte incluse. Chi non d’accordo può sempre fondare e proporre parole nuove, ma insistere petulanti per respingere quelle che già adoperiamo è un po’ come  farci  togliere le scarpe per mettere le pattine, robe scomodissime.

Domenica, 28 Luglio 2019 11:05

Filosofia, la guastafeste

Hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano (Salmo 114).

Ieri sera a teatro ho visto un bel monologo su Leonardo, tra i passaggi più accattivanti quello che illustrava il miracolo che compiono i sensi, specialmente la vista, capaci di far penetrare l’infinito sempiterno universo, che è fuori di noi, nelle nostre circoscritte e finite persone.

Roba da andare a letto soddisfatti, ma percorso manco un chilometro verso casa ecco che mi si attivava in qualche neurone quella guastafeste della filosofia, che nella sua brama di conoscere problematizza a oltranza tutto ciò che gli capita a tiro. Così consideravo che senso (organo) e sensazione possono coincidere solo in una telecamera che asettica e passiva incamera lo spazio circostante. Invece noi vediamo pensando, riflettendo, proiettando, interpretando, giudicando, intendendo, volendo, ricordando, riferendo, coordinando, selezionando, unificando, separando, credendo, espandendo, delimitando, focalizzando, aspettando.

Il punto d’incontro tra noi e l’infinito mondo è la percezione, nella quale i nostri sensi fisici sono meri strumenti; tra me e il mondo c’è l’io cosciente ed è lui che vede e comprende mica l’occhio, i ciechi confermano. Leonardo ne fa preciso cenno, appena dietro l'occhio nel nervo che lo collega al cervello individuava la sede dell'anima, un modo antico per dire dell'Io.

Giovedì, 25 Luglio 2019 10:12

Semper idem (sindrome dello schiacciasassi)

Forse, sotto, sotto, si sentiva inadeguato, consapevole che il mondo fosse più vasto e diverso da quelle quattro ideuzze che si era fissato nella mente.

Indizio di questa sua nebulosa consapevolezza quell'urgente allargarsi smisurato inutilmente pirotecnico, impellente e a oltranza, che costipava come uno schiacciasassi tutto il diverso che incontrava. Castrava sistematicamente ulteriori domande precludendosi differenti possibilità che credeva l’avrebbero ucciso.

Dopotutto non aveva torto, quelle quattro ideuzze gli si erano così tanto incistate da costituirlo e istituirlo.

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