BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Giovedì, 13 Luglio 2023 14:09

Equivoci

Una strategia per tollerare le avversità potrebbe essere quella di interpretarle come espressioni dell’ordine provvidenziale dell'universo, a mo’ degli stoici[1]. Fede corroborata dal funzionamento ordinato delle meccaniche celesti e delle armoniche sinergie che, perlopiù, caratterizzano il funzionamento della biosfera, ma siccome c’è stato Hitler, ci sono le oncologie pediatriche e la biosfera, indifferente alla felicità di chi ci abita dentro, è tutta presa nel fargli esami di idoneità, la concezione stoica viene falsificata e il suo nucleo esautorato.

Ammesso ma non concesso che si possa falsificare una Weltanschauung al pari di una teoria che ha carattere scientifico, ci sarebbe da considerare che giacché gli Hitler non si incontrano tutti i giorni[2], che oltre alle oncologie pediatriche c’è anche altro sotto il cielo e che la natura non è sempre e solo un orco esaminatore, possiamo nel frattempo abbracciare prospettive di significato e senso se possono aiutarci a vivere, forse parziali, magari provvisorie, anche falsificabili, nondimeno utili.

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1 Teorie che sostengono l’accadere di corrispondenze, anche se non sempre provvidenziali comunque significative, partono già da Platone fino ad arrivare alla sincronicità junghiana.

2 Peraltro, come sostengono Viktor Frankl e Primo levi, chi ha vissuto la tragedia di incontrarlo gli ha resistito meglio se aveva una qualche fede. Da una intervista di Enzo Biagi a Primo Levi: Lei ha scritto che sopravvivevano più facilmente quelli che avevano fede.
 Sì, questa è una constatazione che ho fatto e che in molti mi hanno confermato.

Mercoledì, 12 Luglio 2023 17:35

Libero arbitrio

Non so se esiste libero arbitrio al momento ho più dubbi che certezze[1], anche perché senza alcun bisogno di sanzioni e perdoni sarebbe un mondo migliore.

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1 Un amminoacido non sceglie obbedisce, ossia funziona ottemperando leggi naturali, mentre a noi sembra di poter scegliere se ottemperare o non ottemperare. Imputabile è solo l’essere umano, tutto il resto no perché funzionamento governato da leggi di necessità. Ammesso e non (del tutto) concesso che siamo liberi - pensatori del calibro di Spinoza, Hume, Schopenhauer e Voltaire, consideravano il libero arbitrio una mera credenza- va da sé che incardinando l’individuo umano nel meccanicistico funzionamento di una natura sprovvista di un libero logos, il libero arbitrio diventa un’anomalia, un intruso, un nodo. Per spiegare il libero arbitrio o affermiamo che non esiste, o ammettiamo un Dio che libero infonde tale libertà nelle sue creature, oppure accettiamo che una sorta di Dio sia l’uomo stesso, ammettendo nell’individuo un nucleo anarchico rispetto al funzionamento della natura, testimoniato dall’incausato, “miracoloso”, potere di scegliere. Potrebbe anche essere che la libertà personale di Homo sapiens sia “emersa” dalla natura, ma per emergere dovrà pur essere stata già presente, come in nuce, da qualche parte. Nell’ammettere un Dio creatore il libero arbitrio umano è un’ovvia verità, perché siamo creati liberi di scegliere a immagine e somiglianza del Creatore, mentre nell’ateismo, variante panteistica inclusa, il libero arbitrio è evento nebuloso e problematico, visto che nella natura, causa di sé medesima, ogni evento poggia e muove obbedendo a leggi fisse determinate da necessità.

Martedì, 11 Luglio 2023 21:37

“Io sono”

Venuti al mondo la nostra primissima esperienza, che ha preceduto e permesso tutte le altre, è stata verosimilmente la percezione consapevole di essere; non d’essere questo o quello ma la nuda, diretta, immediata, percezione di esistere. In seguito intanto che ogni età procedeva e dentro e fuori di noi si succedevano continui cambiamenti, quella percezione d’essere permaneva immutata come se fosse fuori dal tempo.

L’appercezione (la percezione cosciente di percepire) è spesso la radice della differenziazione e contrapposizione fra il mondo degli uomini e quello della natura[1], forse accade perché la vediamo come una nostra conquista supponendo così di averne l’esclusiva, senza renderci conto che è invece un dato naturale, può darsi universale[2], che è emerso spontaneo come il cuore che batte e l’occhio che vede.

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1 L’estrema dottrina di George Berkeley (1685 -1753), arriva fino al punto di considerare la materia inesistente se sprovvista di un soggetto che ne fa esperienza.

2 Le pietre non lo so, ma non possiamo escludere che calendule e girini a modo loro appercepiscano, senza per questo sentirsi di protendere dal funzionamento naturale.

Domenica, 09 Luglio 2023 09:40

Gioco dell’oca: torna alla casella 1

Gli antropologi sono abbastanza concordi nel definire le spiritualità dei popoli precolombiani panenteiste, ossia che Dio pur immanente nell’universo non coincide, piatto, piatto, con la natura esaurendosi con essa come nel panteismo, ma la trascende[1]. Panteismo e panenteismo concezioni che nell’occidente cristiano abbiamo raggiunto[2] dopo millenni di ricerca, di conflitti religiosi e di arsi vivi.

Visto il tempo perso e le sofferenze arrecate per poi alla fine ritornare a spiritualità ancestrali, ci sarebbe da chiedersi se avremmo avuto un mondo migliore senza il teismo, i suoi libri e chiese, ma siccome oltre al tempo perso e alla sofferenza arrecata le religioni rivelate hanno anche fatto cose buone è difficile rispondere.

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1 In alcuni panenteismi che Dio è trascendente non significa solo che, seppur immanente, precede e supera l’universo fisico, ma anche che è coscienza alla quale è possibile rivolgersi, piuttosto che un funzionamento impersonale: i nativi americani ci parlano col Grande spirito, che è un qualcuno (non per questo antropomorfo) invece di nessuno.

2 Concezione che abbiamo raggiunto ma alla quale siamo anche tornati, visto che il panenteismo di un nativo americano assomiglia, per certi versi, a quello di un Eraclito.

Martedì, 04 Luglio 2023 22:16

Percorsi fluttuanti

Visto che il più delle volte i filosofi elaborano il proprio pensiero reagendo al pensiero dei filosofi che li hanno appena preceduti, confermandolo, integrandolo o correggendolo, se la filosofia poggiasse tutta sulla razionalità quella migliore sarebbe sempre la più recente, come  ad esempio accade nello sviluppo tecnologico.

Non è così per numerosi motivi, forse non ultimo quello che la filosofia oltre che dalla ragione è anche mossa dall’irrazionale.

Martedì, 04 Luglio 2023 13:24

Va 'a rubbà, tuocc 'e femmene

ChatGPT con le sue risposte tra il precisino e l’inibito, un po’ da primo della classe, un po’ alla Robertino di “Ricominciamo da tre” di Troisi [qui la clip], risulta noiosetto.

Addestrarlo all’irrazionale ficcandogli dentro algoritmi perturbanti non risolverebbe il problema, per vitalizzarlo davvero bisognerebbe fornirlo di un bel inconscio.

 
 
Sabato, 01 Luglio 2023 14:07

Novità tecnologiche

Costicchia un po’ ma è davvero potente l’Apple vision pro (qui cos’è). Niente di nuovo, in fin dei conti la realtà virtuale è iniziata con l’ancestrale artefatto di un ominide che, scostandosi dalla realtà naturale, piantò un palo nella radura con funzione di segno, di porta a una realtà ideale.

Mondo degli uomini/Mondo della natura; Soggettivo/Oggettivo; Ideale/Reale... e il mondo che abita nella nostra testa nel processo evolutivo si è gonfiato al punto da strabordare sulla realtà esterna mediandola[1], una sorta di Apple vision pro sempre acceso incistato nel cranio.

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1 Il mondo come “mia” rappresentazione (Schopenhauer).

Giovedì, 22 Giugno 2023 20:17

Patatrac

Spartaco, Gesù di Nazareth, Masaniello, Pancho Villa, Che Guevara, van bene se ne capita uno ogni cento anni, qualcuno in più la società ne soffrirebbe, tutti così collasserebbe, per fortuna la maggioranza è costituita da gente abbastanza sana: fornai, tecnotronici, veterinari, benzinai, affidabili macchinisti…

Martedì, 20 Giugno 2023 13:06

Approdi mistici dell’ultima ora

Accade piuttosto di frequente che religiosi in conflitto con l’istituzione di appartenenza approdino alla mistica, che giudicano dimensione più congrua e più nobile per incontrare Dio, rispetto al conformarsi alle forme istituzionali e ai rituali codificati dalla confessione religiosa[1].
Scelta che sovente produce percorsi teoretici valorosi, ma se andiamo a vedere le implicazioni concrete di questa svolta mistica, non di rado constatiamo prassi eclettiche egotistiche vicine alla più ingenua New Age.

Forse indizio che la mistica è un semplice pretesto utilizzato dai ribelli per nascondere a se stessi la scelta che hanno compiuto, lecita ma non scevra da limiti e rischi, di tendere alla realtà ultima per proprio conto, tutti poggiati su se stessi[2].

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1 Va da sé che le confessioni religiose per autotutelare il proprio esistere, hanno prodotto una vasta agiografia di mistici che entrano in Dio non oltre ma tramite le proprie forme istituzionali e liturgiche.

2 L’annullamento della volontà e dell’io se invece del silenzio producono un insegnamento prolisso, sono prova sicura di un io volenteroso e pimpante in azione; più proclama di non esistere e più diventa ipertrofico.

Giovedì, 15 Giugno 2023 16:59

Versione celeste

La strana omelia dell’arcivescovo Delpini al funerale di Berlusconi (qui il video di sei minuti) un po' criptica, aforistica e contorta, un po' ambigua e asettica, si presta a differenti interpretazioni. Forzandola si potrebbe vedere il giudizio di Dio che annichilisce la vanità umana, o all'opposto una certa santificazione del defunto, così è (se vi pare) ognuno secondo il proprio pregiudizio.

Interpretazione più corretta è forse quella che vede una smisurata misericordia di Dio azzerare ogni peccato nella gloria del suo mistero. Concezione teologica che evoca il pensiero di don Giussani; può anche essere che l'arcivescovo nello stilare l'omelia abbia chiesto qualche dritta al cardinal Scola. In tale visione la morale non poggia sul comportamento umano in rapporto all'idea condivisa che abbiamo del bene e del male relata all'imputabilità del soggetto, ma su una singolare teoria etico-assiologica di appartenenza alla Chiesa: se appartieni sei redento, indipendentemente da come agisci. Concezione che può giustificare derive morali micidiali quindi performante nel caso di specie oggetto dell'omelia.

Se invece prendiamo alla lettera ciò che l’arcivescovo ha detto davvero, constatiamo che da una parte afferma che con la morte l’uomo rimane di fronte a Dio nella sua nuda essenza, come al netto della sua biografia in una sorta di dimensione prepersonale, dall’altra poggiando ambiguamente sull'impianto giussaniano afferma invece che la biografia personale conta e in questa l'edonismo non è peccato, e anche se i desideri di vita e di felicità di noi mortali sono necessariamente limitati e imperfetti, sotto, sotto, sono mossi da un nucleo di amore puro. Delpini rispetto alla concezione di Giussani apporta un paio di varianti: 1 basta e avanza essere uomini per ottenere redenzione; 2 i nostri desideri umani causa di peccato non verranno azzerati ma spiritualizzati: in questo processo di giudizio-compimento, Dio alla nostra morte prenderà i desideri personali elevandoli a un grado più alto, forte e pieno, nel regno dei cieli.

E così ecco l'omelia che, tra le righe, celebra lassù l’anima del defunto che baldante tira dritto perseguendo, come in terra così in cielo, il proprio interesse però divinizzato; dell’imprenditore che indifferente all’etica della responsabilità -business is business- fa affari paradisiaci; del mattacchione che se la ride delle regole morali istituite; del politico che noncurante del pluralismo gioca sporco a gloria di Dio; del personaggio noto che si trastulla nel suo angelico narcisismo; dell’erotomane scanzonato impegnato a oltranza in orgasmi celestiali. Così, senza bisogno di meritarselo perché sono tutte espressioni di amore, mica è moralista la Chiesa di Milano basta e avanza nascere esseri umani per avere pieno diritto a quel paradiso.

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