BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Lunedì, 01 Giugno 2020 16:22

Piccolo mondo antico

Anche se a volte si rivelano inadeguate, controproducenti o false, non è facile staccarsi da concezioni radicate e condivise. Acquisite architetture di paradigmi più o meno buoni che riguardano tutti, dato che la civiltà poggia su concezioni e narrazioni condivise, nelle quali siamo così immersi da non riuscire a vederle.

Nei gruppi ideologizzati, nelle comunità spirituali regolarizzate, nelle unioni familiari, in quelle sociali tradizionali e ovunque si costituiscano aggregazioni di persone coese da ideali e teorie codificate, sovente, quanto inconsapevolmente, siamo portati a precluderci (tabù) differenti concezioni e ulteriori azioni che minino la pre-accettata linea costitutiva strutturante; parte di mondo provvisoria nella quale nuotiamo, ma che ci appare come un tutto definitivo e indiscutibile.

In questo incantesimo anche l’indagine più spregiudicata approderà a risposte e conclusioni conformi al perimetro prefissato; invalicabile linea di confine introiettata. Normalmente assistiamo a questa conformazione abitudinaria e va bene così, i pesci fuori dall’acquario morirebbero in pochi minuti se non c’è un lago vicino, e un po’ allo stesso modo anche la società non starebbe insieme né continuerebbe se sprovvista di stagni traboccanti di arbitrarie fedeltà ripetitive.

Ma talvolta qualcuno, con un colpo di genio, supera quel codificato funzionamento incistato in profondità. Morso alla mela proibita che lo porta non solo all'emanciparsi da un’anima di gruppo, ma a un coraggioso trascendere il suo mondo, dunque sé stesso. Una sorta di allenamento, di prova sul campo, al trascendimento ultimo e definitivo del mondo -questa volta oggettivo e reale- che tutti noi proveremo morendo.

Domenica, 31 Maggio 2020 10:48

Cristiani

Guarda come si detestano, si azzuffano al punto che bisogna dividerli ! Ma allora sono normali… Chi l’avrebbe mai detto ?

Sabato, 30 Maggio 2020 11:10

Il posto in cui si muove

Può sapere tutto lo scibile oppure quattro cose in croce, morire sazio di giorni o prematuramente, girare tutto il mondo o intorno al tavolo del soggiorno, ma è un altro il posto in cui davvero si muove, tutt’altra la sua regione. 

Mercoledì, 27 Maggio 2020 17:02

Di prima eterna presa

« Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere? » (Gv. 3,4).

Possiamo rivivificare un evento passato al punto da emozionarci; più che una copia conforme a un originale inamovibile che ritorna -mica fa emozionare la minestra surgelata e riscaldata-, è forse l’emergere di un nuovo accadere apprezzabile (o detestabile) di prima presa, in un attuale eterno presente tutto in progress, passato incluso.

Mercoledì, 27 Maggio 2020 11:23

Sottoprodotto

Patristica e Scolastica sono state fabbriche concettuali che nel costruire schemi di Dio hanno ingenerato modelli di uomo e di mondo, opifici dove il prodotto secondario non è stato, nel bene e nel male, da meno del principale.

Sabato, 23 Maggio 2020 12:09

Sistema filosofico

Kant negli ultimi anni del suo percorso affermava e dimostrava che bisogna sempre dire la verità. Non stiamo parlando della verità assoluta, metafisica (e chi mai la sa?), ma morale, riferendoci dunque alle verità contingenti che consapevolemente affermiamo o neghiamo nelle circostanze quotidiane. Anche nel caso estremo -presente nell’immaginario di noi tutti- di nazisti che per trucidarli cercano dei bambini innocenti che abbiamo nascosto nel fienile, alla richiesta dei carnefici: “Dove sono i bambini ?”, Kant accetta come moralmente giusta anche la possibilità di non rispondere, ma se si risponde l’imperativo morale sentenzia che dobbiamo rispondere: “Sono nel fienile”. Per Kant una qualsiasi risposta differente se universalizzata giustificherebbe una falsità generalizzata che inquinerebbe le relazioni e la società, inoltre, a suo dire, il dichiarare sempre la verità ci libererebbe da ogni imputabilità personale, perché delle possibili conseguenze del nostro dire, che peraltro come essere limitati non possiamo conoscere in anticipo con certezza nella loro totalità, è responsabile la verità che abbiamo proferito e non noi, mentre l'artificio della bugia è sempre farina del nostro sacco. Un concettualizzare ineccepibile quello di Kant anche se questo indiscutibile comando della verità evoca per contiguità il sinistro imperativo: “Sono innocente perché ho obbedito agli ordini”. Possiamo provvisoriamente concludere che la vita è un po’ più complessa e molto più fluttuante di un sistema filosofico. 

Mercoledì, 20 Maggio 2020 12:16

Questione ermeneutica

Scriveva Manzoni: “Venir su tra i segni, o perire, è l’alternativa imposta all’uomo”.

Forse siamo a buon punto e non periremo, fatti due conti sono rimasti solo quattro gatti (tecnicamente subcultura) ad interpretare ancora i libri della rivelazione alla lettera : gli irriducibili conservatori tradizionalisti fanatici per esaltarli e i post-teisti per demolirli.

Sprovvisti di Manzoni e di capacità di astrazione, i più spudorati e performanti nel prendere alla lettera i testi sacri sono gli americani. Seguono due esempi, il primo di un tradizionalista conservatore che conferma "tecnicamente", stile Apollo 13, l'Assunzione della Madonna in cielo e il secondo di un post-teista che, (purtroppo) sullo stesso terreno del primo, demolisce l'Ascensione al cielo di Gesù. C'è da dire, a loro merito, che entrambi eguagliano la comicità di Woody Allen... Forse la oltrepassano:

“Se Dio esercita una forza di attrazione su tutte le anime, dato l’intenso Amore discendente di Nostro Signore Gesù per Maria, la Sua Madre Benedetta, e dato l’intenso Amore ascendente di Maria per il Suo Signore, si può ben sospettare che a questo stadio l’Amore fosse tanto grande da “trarre a sé il corpo”. Data poi l’immunità dal peccato originale, nel Corpo della Madonna non c’era la dicotomia, né la tensione, né l’opposizione che esiste in noi tra anima e corpo. Se la luna, pur così distante, produce tutte le alte maree del nostro mondo, allora l’Amore di Maria per Gesù e quello di Gesù per Maria possono bene aver prodotto un’estasi tale da sollevarla al di sopra di questo mondo". (Fulton John Sheen, arcivescovo della Chiesa cattolica). C’è da ricordare, a sua attenuante, che è roba degli anni ’50 dello scorso secolo.

Veniamo al post-teista:

“Il racconto dell'Ascensione presume un universo a tre livelli e non è quindi interpretabile in concetti post-copernicani dell'era spaziale.” (John Shelby Spong, già vescovo della Chiesa episcopale). Verrebbe da dirgli: WOW e chi l'avrebbe mai sospettato !

Senza fare gli spiritosi risulta evidente che il racconto dell'Ascensione non può essere inficiato dalle scoperte scientifiche post-copernicane dell'era spaziale, come proclama Spong, visto che anche in un universo (sia concettuale che fisico) pre-copernicano, perfettamente geocentrico, non è ipotizzabile una ascesa corporale al cielo di chicchessia. Non sono, dunque, né possono, le nuove conoscenze dell'era spaziale inficiare il racconto evangelico in quanto si dipana, e regge, in tutt'altro paradigma rispetto a quello scientifico. Ovvietà probabilmente sconosciuta dai tradizionalisti americani e da chi gli risponde confutandoli allo stesso livello, ma invece ormai accettata dai conservatori nostrani. Un esempio tra numerosi Giovanni Paolo II che “parlò del rapporto tra scienza e fede, dichiarando che la Bibbia parla dell'origine dell'universo non nella forma di un trattato scientifico ma per far emergere la relazione tra l'uomo e Dio. La Scrittura «non intende insegnare come sono stati fatti i cieli ma che va guardato il cielo». (I papi e la scienza nell'epoca contemporanea, a cura di Marcelo Sánchez Sorondo, Jaca Book). Insomma questione datata.

Mercoledì, 20 Maggio 2020 00:15

Fantasy

L’ultima versione del credere in Gesù asceso al cielo e nella Madonna colà corporalmente assunta, benevoli ad aspettarci, rifiuta madonne e cristi, rivelazione e dogma dottrinale, per prendere atto del dato scientifico dell’interconnesso tutt’uno spazio-tempo-massa e concludere che l’universo, in quanto costituito da relazione, sarebbe coeso e mosso dall’amore.

Conclusione un tantino forzata[1], forse era meglio la vecchia versione[2].

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1 Per l’ingenua pretesa New Age di entrare come uno schiacciasassi nel paradigma della conoscenza scientifica e dei correlati metodi senza però osservarli; paciugo di pseudoscienza -accenni arrangiati di psiche, religione e scienza- che interpreta senza alcuna dimostrazione dei meri rapporti di connessione naturale (funzionamento) come relazioni coscienti, liberamente voluti da un presupposto soggetto artefice, appioppando (proiezione antropocentrica) alla natura etiche, aggettivi e sentimenti che le sono avulsi.

2 Il linguaggio allegorico, se utilizzato in modo proprio, ovvero non letteralmente (come fanno i tradizionalisti integralisti) e senza avanzare pretese scientifiche (come debordano quelli della New Age), può esprimere o evocare un aperto (non prefissato, ma in progress) significato riposto, che restituisce la profondità delle cose.

Domenica, 17 Maggio 2020 16:23

Ragazza madre

Dopo un mese di monitoraggio serrato di gatta e gattini in mezzo a tanto mistero finalmente una inconfutabile certezza:

per essi il maschio padre è entità del tutto insussistente.

Venerdì, 15 Maggio 2020 17:59

Svincolamento

Per svincolarsi dalla sua natura mortale aveva inventato entità immortali e con queste si era alleato per trascendersi.

Ingenuo affidarsi a un racconto, eppure l’operazione è più solida di quel che sembra: mica puoi concepire e raccontare l’immortalità se non l’hai già dentro.

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