BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

Bruno Vergani

Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Domenica, 14 Giugno 2020 18:17

Canoni estranei

Quanto Darwin, Einstein e Freud hanno demolito il racconto di Genesi? Ad occhio e croce tanto quanto Edison ha inficiato Dio che disse: “Sia fatta la luce”, inventando la lampadina.

Venerdì, 12 Giugno 2020 17:47

Innata obbedienza

Sembra che l’io dei preistorici coincidesse col noi del gruppo di appartenenza. Un livello evolutivo pre-personale e pre-individuale, stile girasoli che ruotano necessariamente assieme. Anima di gruppo che lo studioso delle religioni Lévy-Bruhl definiva con la formula "participation mystique". In seguito con la concezione filosofica e poi cristiana di anima personale e immortale, l’io acquisì sempre più consistenza e autonomia differenziandosi dal tutto e dal gruppo.

Due osservazioni, la prima è che le spiritualità che tendono a una rarefazione dell'io e a una impersonale fusione nell'oceano del sommo Uno -dal neoplatonismo, all'induismo fino alla New Age- sono probabilmente attivate da una latente nostalgia per quel primigenio livello. La seconda per annotare come nel cristianesimo, specie nel monachesimo, si sia realizzata una sinergica coabitazione -non so se geniale o diabolica- dei due livelli evolutivi, quello culturale dell’individuo e quello naturale-ancestrale dell’appartenenza al gruppo. Infatti per la dottrina cattolica l’anima individuale trova realizzazione annegando nell’anima di gruppo dell’istituzione ecclesiastica: “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo.” (San Paolo, prima lettera ai Corinzi). Artefatto, sì, dottrinale e culturale che, però, poggia su poderose dinamiche ancestrali che ci costituiscono; non a caso il modello si è rivelato fortunato sia per diffusione che per durata.

Strascichi e aspetti di questo annegamento individuale in un noi collettivo salvifico lo troviamo negli apparati gerarchizzati - dalla Polizia di Stato alle multinazionali- e ovunque la personale realizzazione si attui appartenendo e obbedendo. Dopotutto anche il conformarsi alle mode del momento attinge da quella preistorica potentissima radice.

Giovedì, 11 Giugno 2020 11:41

Civilizzazione e civiltà

Un funzionario nel suo ruolo -lo è anche l’idraulico, lo studente e ogni lavoratore- cosa fa funzionare? Fa funzionare il Noi sociale come fanno le api e le formiche. Per certi aspetti il processo di civilizzazione è molto più naturale di quel che sembra. Poi c’è la civiltà che è altra cosa.

Domenica, 07 Giugno 2020 21:07

Pluralismo

Carl Gustav Jung nella sua opera “Tipi psicologici” (1921), esaminando la medievale (quanto attuale) disputa sugli universali[1], vedeva quote di verità in entrambe le concezioni[2], aggiungendo che, di fatto, è la psicologia di ogni individuo a optare per l’una o per l’altra concezione, o a mediare realizzando una sintesi di entrambe. Dunque per certe cose[3] non esistono verità fisse, ma processi dinamici che ognuno svolge a modo suo.

Se così è -a me sembra che lo sia- per queste cose un onesto pluralismo dovrebbe accettare come lecite 7.789.813.508 differenti concezioni -quanti siamo al momento al mondo-, adeguandosi in tempo reale a tutti quelli che cambiano idea.

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1 Alberga prima, in, o post le cose, un concreto status ontologico dei generi e delle specie che applichiamo alle molteplici singolarità del mondo reale? Vale a dire “La Bellezza” spoglia di concreti casi di specie, oppure “Il Triangolo” senza gli oggetti triangolari che conosciamo, ci sono per davvero o sono mere fantasie? C’era chi affermava che sono essenze trascendenti reali che se ne infischiano del nostro pensarle per sussistere, mentre altri sostenevano, all'opposto, che sono nient’altro che nomi che noi pronunciamo.

2 Quella del realismo che afferma i generi e le specie essenze trascendenti con realtà oggettiva indipendenti dal nostro pensare, all’opposto quella del nominalismo che invece li interpreta mere emissioni vocali di nomi prodotti dalla nostra mente.

3 Questioni cruciali dato che l'indagine sugli universali coincide con quella su Dio, sull'uomo e sul mondo.

Sabato, 06 Giugno 2020 11:02

Ruolo sociale

Ehi ! C’è qualcuno dentro quella bella divisa?

Lunedì, 01 Giugno 2020 16:22

Piccolo mondo antico

Anche se a volte si rivelano inadeguate, controproducenti o false, non è facile staccarsi da concezioni radicate e condivise. Acquisite architetture di paradigmi più o meno buoni che riguardano tutti, dato che la civiltà poggia su concezioni e narrazioni condivise, nelle quali siamo così immersi da non riuscire a vederle.

Nei gruppi ideologizzati, nelle comunità spirituali regolarizzate, nelle unioni familiari, in quelle sociali tradizionali e ovunque si costituiscano aggregazioni di persone coese da ideali e teorie codificate, sovente, quanto inconsapevolmente, siamo portati a precluderci (tabù) differenti concezioni e ulteriori azioni che minino la pre-accettata linea costitutiva strutturante; parte di mondo provvisoria nella quale nuotiamo, ma che ci appare come un tutto definitivo e indiscutibile.

In questo incantesimo anche l’indagine più spregiudicata approderà a risposte e conclusioni conformi al perimetro prefissato; invalicabile linea di confine introiettata. Normalmente assistiamo a questa conformazione abitudinaria e va bene così, i pesci fuori dall’acquario morirebbero in pochi minuti se non c’è un lago vicino, e un po’ allo stesso modo anche la società non starebbe insieme né continuerebbe se sprovvista di stagni traboccanti di arbitrarie fedeltà ripetitive.

Ma talvolta qualcuno, con un colpo di genio, supera quel codificato funzionamento incistato in profondità. Morso alla mela proibita che lo porta non solo all'emanciparsi da un’anima di gruppo, ma a un coraggioso trascendere il suo mondo, dunque sé stesso. Una sorta di allenamento, di prova sul campo, al trascendimento ultimo e definitivo del mondo -questa volta oggettivo e reale- che tutti noi proveremo morendo.

Domenica, 31 Maggio 2020 10:48

Cristiani

Guarda come si detestano, si azzuffano al punto che bisogna dividerli ! Ma allora sono normali… Chi l’avrebbe mai detto ?

Sabato, 30 Maggio 2020 11:10

Il posto in cui si muove

Può sapere tutto lo scibile oppure quattro cose in croce, morire sazio di giorni o prematuramente, girare tutto il mondo o intorno al tavolo del soggiorno, ma è un altro il posto in cui davvero si muove, tutt’altra la sua regione. 

Mercoledì, 27 Maggio 2020 17:02

Di prima eterna presa

« Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere? » (Gv. 3,4).

Possiamo rivivificare un evento passato al punto da emozionarci; più che una copia conforme a un originale inamovibile che ritorna -mica fa emozionare la minestra surgelata e riscaldata-, è forse l’emergere di un nuovo accadere apprezzabile (o detestabile) di prima presa, in un attuale eterno presente tutto in progress, passato incluso.

Mercoledì, 27 Maggio 2020 11:23

Sottoprodotto

Patristica e Scolastica sono state fabbriche concettuali che nel costruire schemi di Dio hanno ingenerato modelli di uomo e di mondo, opifici dove il prodotto secondario non è stato, nel bene e nel male, da meno del principale.

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