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Domenica, 20 Settembre 2026 10:25

L’altrimenti

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Il Trionfo della morte, Pieter Bruegel il Vecchio Il Trionfo della morte, Pieter Bruegel il Vecchio

“Grande confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente” - Mao Zedong

 

Forse le peggiori esistenze sono quelle trascorse nel rimpianto e nel desiderio dell’altrimenti, nel continuo volere altro da ciò che è e che c’è. La qualità della vita sta, in buona parte, nell’accettazione attiva e non rassegnata di ciò che accade. Ci sono accettazioni attive e non rassegnate di fede o di ragione. La fede può vedere nella circostanza l’espressione di una volontà divina: è così perché Dio lo vuole. La ragione, invece, può vedere nella circostanza una necessità: è così perché, date le condizioni, non poteva essere altrimenti.

Ma qui, forse, il termine “accettazione” diventa stretto. Non si tratta semplicemente di accettare il necessario, ma di comprenderlo come parte del grande funzionamento naturale e, attraverso la comprensione, cessare di opporgli il desiderio di altro. Non perché sia inevitabile nel senso della fatalità, né perché qualcuno lo abbia voluto. È necessario perché appartiene all’ordine razionale della Natura.

Non significa stare fermi. Anche il nostro desiderio di vivere, di migliorare noi stessi e di cambiare il mondo in meglio appartiene a quel medesimo ordine. Agire per cambiare le cose non è uscire dalla necessità: è una delle forme attraverso cui la necessità opera.

Forse è questa la cosa più importante che ho imparato dalla vita, dalla natura e dalla filosofia: non che bisogna rassegnarsi a ciò che accade, ma che si può smettere di vivere nel continuo confronto fra ciò che è e ciò che avremmo voluto che fosse, continuando nello stesso tempo ad agire perché ciò che sarà sia migliore. Forse il contrario della libertà non è la necessità, ma la dipendenza cronica dalla possibilità dell’altrimenti.

Ultima modifica il Domenica, 20 Settembre 2026 10:44
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