BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Sabato, 29 Giugno 2024 11:36

Divino vuoto autorale

Stufi del proprio Io artisti dadaisti e musicisti d’avanguardia un po’ Zen, tendono a realizzare opere non autorali. Siccome nel fare qualcosa non è facile omettersi, per neutralizzare ragione e sentimento personale si affidano a processi automatici e aleatori, tipo abbinare note o movimenti del corpo con il risultato del lancio dei dadi e diavolerie simili. Un agire senza intenzione, ciò che vien viene come se fatto da nessuno invece che da qualcuno.

Però il volere annientare l’intenzione personale è anch’essa un’intenzione, così più l’autore si impegna ad architettare stratagemmi per omettersi più diventa centrale, e come un fiume carsico l’io riemerge inestinguibile. Io o non io il dato empirico è che da questi processi artistici (da non equivocare con l'improvvisazione che è tutt'altra cosa), escono cose inascoltabili e inguardabili, di una bruttezza così chirurgica da apparire intenzionale e autorale.

La cosa singolare è che invece la natura -al netto di qualche atrocità e della circostanza che, nel mondo naturale, prima o poi bisognerà pur morire- la percepiamo bella e attraente come sorretta da una misteriosa regia amica, fatta da qualcuno invece che nessuno. Non è escluso che il regista sia così perfido e astuto da far credere a noi post moderni d’essere morto per ridere di noi, oppure è entità che emerge dalla potenzialità del puro vuoto, quel vuoto inattingibile a noi tutti, artisti dadaisti e musicisti d’avanguardia un po’ Zen inclusi.

Pubblicato in Sacro&Profano
Venerdì, 21 Giugno 2024 20:16

Deus sive Natura

L’immanenza della natura si manifesta da sé senza necessità di volerla, cercarla, amarla, meritarla; funziona senza giudicarci e non chiede di crederle.

E’ il soprannaturale che se non accetti sue strambe ortodossie sale subito di giri e ti tiene il broncio.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Martedì, 18 Giugno 2024 14:05

Sociologia empirica

E’ facile fare sociologia basta guardare la gente alle undici e mezza nel largo di un qualche paesotto, tra il centro e la periferia. Femmine tatuate accompagnano cani a volte bambini, una tutta lisciata attiva occhiate dai maschi mentre entra in lavanderia, anziani arzilli escono dall’ufficio postale, anziani sciancati comprano cipolla di Tropea. E mentre l’autista gagliardo consegna il semiasse al meccanico, vedi che ciò che tiene insieme le persone, in sé e tra loro, è il lavoro; fondati sul lavoro. Tutto sommato quel “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane” è stata forse una benedizione.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Martedì, 11 Giugno 2024 10:25

Produzioni culturali

Venerdì scorso passeggiando nel giardino sono diventato miscredente. Tutto d’un botto ho visto che il teismo è un costrutto culturale, un prodotto del linguaggio umano[1].

Rispetto al funzionamento naturale il Dio personale e creatore è roba provinciale di fresca data intrinsecamente obsolescente. Che me ne faccio?

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1 Dio disse: “Sia la luce!” E la luce fu (Genesi); Il Verbo si fece carne (Vangelo di Giovanni); La prima cosa che Dio creò fu il calamo. Poi creò la tavola e disse al calamo: "Scrivi!" (Martin Lings, Il profeta Muhammad, La sua vita secondo le fonti più antiche, Il leone verde.)

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Domenica, 02 Giugno 2024 18:37

Peccato originale

Ciò che vi è di più profondo, nell’uomo, è la pelle. (P. Valéry) [1].

E’ rara, piomba a caso, dura pochissimo, però a volte ci accade l’innocenza percettiva d’Adamo e Eva nell’Eden, è che per esserci e mantenersi dev’essere esperienza di nessuno non appena la comunichiamo, anche solo a noi stessi, la distorciamo, solo a pensarla si spezza in due qua l’immagine là la cosa.

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1 L’idea fissa o due uomini al mare, Theoria, Roma-Napoli 1985, p. 60.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi

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