BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Che faccia lei

Martedì, 17 Gennaio 2017
Hans Küng alla fine della sua autobiografia descrive la speranza di entrare, con la morte del corpo, nel cuore glorioso della realtà. Non escludendo che, viceversa, potrebbe anche entrare nel nulla[1], considera quanto tale speranza gli abbia di fatto permesso una vita migliore comunque vadano le cose. Anch’io non so. Scommetto e punto tutto su un dato: sulla potenza che mi ha permesso - senza che io facessi nulla - di esserci con gli altri nel mondo. Fin qui ha…

Schizofasia gesuanica

Giovedì, 12 Gennaio 2017
Nel leggere di Augusto Cavadi «Tenerezza. Hanna Wolff e la rivoluzione (incompresa) di Gesù» Diogene Multimedia, convincente invito alla lettura della trilogia della teologa e psicoterapeuta Hanna Wolff sulla persona di Gesù di Nazareth, pur avendo letto l’intera opera sono stimolato a rileggerla per alcuni passaggi evidenziati da Augusto sui quali avevo frettolosamente glissato, altri snodi cruciali li avevo invece colti nei tre volumi, con un solo momento di disagio per una citazione della Wolff: «Io ritengo che Gesù di…

Proferire l’indicibile

Mercoledì, 11 Gennaio 2017
Andrà pur considerata e anche onorata la mistica, appurato che l’Io capace di argomentare logicamente è nella realtà universale evento, seppur straordinario, davvero parziale per dimensione, consistenza, struttura e durata. Per frequentare il sacro evitando che ci divori, oltre alle vie della poesia, dell’arte e delle religioni, si potrebbe iniziare da Schopenhauer e Freud, per individuare negli immani, misteriosi e innominabili territori sacri, forze della natura che si autoperpetuano potenti e autonome fuori e dentro di noi: “Volontà” schopenhaueriana, pulsioni…

La messa in latino

Domenica, 25 Dicembre 2016
Ho partecipato alla consueta concelebrazione natalizia pagana, rituale con cenone, tombola e all’ora canonica stabilita l’acquattato arrivo di Babbo Natale con i doni per i bambini. Ancestrale liturgia che i normali adempiono con cadenza ciclica[1] come fanno le stagioni, mentre sporadici anormali - come il sottoscritto - meno saggi, più introversi e complicati, invece di viverla con semplicità in presa diretta la esaminano dal di fuori con altezzosa distanza. Appurato che per i normali è sufficiente tale approccio magico, dove…

Mariolatria

Martedì, 13 Dicembre 2016
Nelle innumerevoli confessioni del planetario universo cristiano istituzionalizzate in differenti Chiese da duemila anni fino ad oggi, con ognuna all’interno, nonostante univoci enunziati normativi, copiose pluralità di espressione della fede, non è facile districarsi individuando le associazioni per delinquere, cricche di potere e clan di esaltati dalle comunità di santi o perlomeno di saggi. Un metodo grossolano ma affidabile per un agile discernimento è il rilevare la presenza quantitativa della Vergine Maria: se c’è troppa Madonna[1] meglio diffidare. ______________________________________________ 1…

Secrezioni

Venerdì, 09 Dicembre 2016
Anche se abbiamo in bocca diverse centinaia di batteri e mica tutti buoni un baciamano non fa male a nessuno, manco due. Ma se te ne becchi migliaia a raffica la faccenda potrebbe diventare pericolosa, così il medico personale di Papa Pio XII dopo un bagno di folla gli disinfettava le mani dall’accumulo di devoto secreto[1]. Ecco, il divismo fa male, e non solo agli infatuati idolatranti fan. _______________________1 L’ho appreso dall’autobiografia di Hans Küng « Una battaglia lunga una…

Yves Congar. Il Regno di Dio

Giovedì, 24 Novembre 2016
Sappiamo che la cultura occidentale è caratterizzata, e in gran parte strutturata, da una miscela di sacro e profano, una mescola di paganesimo, illuminismo, tecnica, tradizione giudaico-cristiana, ecc. ecc. . Utile al riguardo, e per certi versi inaspettata, l’analisi del cardinale e teologo francese Yves Marie-Joseph Congar (1904 –1995), espressa nel terzo capitolo del saggio teologico ecclesiologico «Per una teologia del laicato» scritto nel 1956, edito in Italia da Morcelliana. Capitolo che provo a condensare chiedendo venia, al lettore ancora…

Fede bis

Venerdì, 11 Novembre 2016
Mi lascia perplesso il discorso sulla fede in Dio attivata da una misteriosa soprannaturale grazia con i correlati “avere la fede”, “perdere la fede” e “ritrovare la fede” come succede con le chiavi della rimessa, concezione che separa credenti e non credenti in inesistenti compartimenti stagni. Nel considerare la mia biografia - da giovane pressappoco credente in Dio e oggi all’incirca miscredente - e osservandomi attorno, constato che la separazione tra credere/non credere, credenti/non credenti, è più una frettolosa congettura…

Fede

Giovedì, 10 Novembre 2016
Il più delle volte nel visitare filosofi credenti in un Dio personale e trascendente apprezzo la loro compagnia; in questi giorni quella di Kierkegaard. Il percorso all’inizio è piacevole, stimolante e arricchente, il problema è che dopo aver fatto un po' di strada in bella compagnia non pochi di questi autori si arrestano e come base jumper si gettano in territori misteriosi. Interrompendo il comune tragitto di pensiero, fin lì percorso, rompono il passo e il patto (dialogico) entrando inopinatamente…

L’utente devoto

Domenica, 23 Ottobre 2016
E’ finito il tempo delle agiografie e delle gesta eroiche, a parte gli esponenti di filoni estremi di qualche monoteismo e d’impenitenti, quanto sparuti, militanti d’ideologie del Novecento, tutti gli altri si alzano la mattina noncuranti di plasmare sé stessi e il mondo alla propria fede o ideologia. Meglio così. Il problema è che l’attuale ridimensionamento di tali concezioni a subculture invece di favorire l’autonomia di singoli e popoli è coinciso con l’imperversare di altra ideologia imperante, dove i fondatori…

Mistagogia nostrana

Mercoledì, 28 Settembre 2016
Infrequente che entri in una chiesa, ho già dato. Talora varco il portale cattolico per estemporanee visite artistico-culturali o per partecipare a un qualche funerale o costretto in matrimoni o battesimi. Nonostante il personale, eccessivo, recalcitrare riconosco alla Chiesa cattolica e alle sue celebrazioni dei sacramenti l’inoppugnabile abilità di non farmi uscire indenne da quel posto, grazie a una sorta di brainstorming che là mi accade. Sotto, sotto, non mi dispiacerebbe recarmi, giusto una volta, senza invito ben mimetizzato coi…

Le panche

Mercoledì, 10 Agosto 2016
Nel presidio ospedaliero delle Molinette il dolore te lo sedano i medici, invece per lenire la sofferenza la struttura offre la cappella cattolica e la ”Stanza del silenzio”, spazio interreligioso per “ritrovarsi col proprio spirito” così contrassegnato: Senza badare alla miseria estetica dell’immagine evocante quella appiccicata sui cessi - qua le femmine, là i maschi, gli asessuati la facciano in ginocchio - entro nella disadorna stanza e provo a zittire la mente ma un pensiero irrompe: « Forse meglio raggiungere…

Recidiva

Mercoledì, 27 Luglio 2016
Intelligente, erudita e con un paio di zie suore, se ben ricordo una di clausura, ma anche quest’anno è ricaduta, proprio come quella volta che credeva i vangeli scritti in presa diretta, come fanno gli inviati del telegiornale, invece che storia scritta tempo dopo gli avvenimenti narrati.Ieri dopo aver partecipato alla messa di suffragio, trigesimo della vicina di casa, mi ha riferito di un orologio pacchiano e degli avambracci pubescenti del sacerdote durante l’elevazione. Avevo commentato: «Avambracci pelosi di Cristo…

Tirato per la giacca

Venerdì, 10 Giugno 2016
Incappo nella citazione: «Io ritengo che Gesù di Nazaret sia stato il più felice uomo che sia vissuto».[1]Diffiderei di uno così - deficiente che non si guarda attorno constatando con empatia l'imperversare della sofferenza - ed esula dalle mie competenze il diagnosticare lo stato d’animo altrui, ma la citazione è utile nel suo implicito riconfermare un dato: nell’intera storia umana Gesù di Nazareth è stato, ed è, il più tirato per la giacca [2], in tutte le possibili direzioni e…

Dolorismo

Sabato, 30 Aprile 2016
Per qualcuno potrebbe risultare più tollerabile, addirittura proficua, un'autoflagellazione dentro una qualche narrazione escatologica consolatoria, che un accidente da ignoto autore che lo colga a capocchia tra capo e collo.

Ma io vi dico

Mercoledì, 13 Aprile 2016
Se leggessi sempre e solo La Gazzetta dello Sport avrei evitato che al risveglio mi tornasse a rodermi quell’annotazione - nota che nei libri letti di recente non sono riuscito a ritrovare - nella quale si affermava che la qualifica di profeta riferita a Gesù Cristo è da considerarsi erronea. La nota affermava che Gesù, specialmente nel rapporto dialettico con i rabbini del tempo, a differenza dei profeti pensava-diceva-agiva, tutto “in proprio”, ben poggiato su sé stesso. La faccenda mi…
Stereotipia e automatismo del moto rettilineo e dell’oscillazione ripetitiva sono, tutto sommato, varianti dell'inerzia: perché accada movimento è necessario originale e imprevedibile fluttuare. Così più una teologia è apofatica più rendiconta un Soggetto vivo, mentre più celebra fisse e rigorose sistematizzazioni più somiglia alla tanatologia forense.

Rigor Mortis

Giovedì, 10 Marzo 2016
C’è qualcosa di sano nell’amalgamare lo spirito ai piedi e anche alle mani, come mi aveva fatto imparare a memoria -sciaguratamente in contesto cattolico pauperistico- la maestra alle elementari [1] e che oggi mi torna alla mente evocato dalla lettura di ieri sera [2]. Corrispondenza spirito-corpo che andrebbe universalizzata coinvolgendo in presa diretta -se fuori sincrono agita in presa sfasata è feticismo- spirito con duodeni, tibie, vulve e peni. Detto tra noi il culto delle reliquie e la dottrina che…

Retoricume

Giovedì, 25 Febbraio 2016
“Veglierà su di voi dall’alto” recita la retorica delle nostrane condoglianze. Forse hanno di meglio da fare che permanere ad oltranza insonni posizionati in fissa elevazione dal suolo per controllarci come fossimo dei rimbambiti. In fin dei conti meglio quella singolare spiegazione teologica, quella realtiva all'ascensione, quella un po’ bizzarra che interpreta il cielo non lassù, ma simbolo della struttura intima della materia che vede Gesù Cristo entrarci dentro per diventarne consistenza. Ricordo che avevo sofferto per la morte di…

Consenso informato

Venerdì, 19 Febbraio 2016
Come regalo di compleanno invece di una nuova pipa m’han regalato un trattato di cristologia di 750 pagine[1], forse ognuno ha quello che si merita. Per fortuna il saggio è di teologo cattolico in odore di eresia e quindi me lo son letto. Quasi sempre apprezzabili le tesi dell’autore nel suo faticoso intento d’attualizzare la dottrina cattolica tradizionale nel postmoderno. Il problema è che il teologo per attualizzarla doveva prima esporla, la dottrina. Punto cruciale la Trinità alla quale dedica…

Il brocco

Sabato, 13 Febbraio 2016
Mi sarete testimoni […] fino agli estremi confini della terra (At 1, 8). Mica dura e neppure è universalizzabile una pensata estemporanea. Un sistema di pensiero che pretenda perdurare ed espandersi sino ai confini estremi della terra deve essere potente, preciso e inequivocabile, comprensibile, comunicabile, strutturato ed accettabile. Occorre che, dunque, sia legge, principio, canone, metodo, disposizione, prescrizione, direttiva, precetto, regola generale, modello e sistema, ovvero normatività, dunque standardizzazione. Planetaria standardizzazione? Piallata universale? Non mi sembra una buona idea il…

Casella 58

Sabato, 30 Gennaio 2016
Il mio primogenito era stato battezzato nella chiesa di Sant’Antonio sul salitone appena fuori dal centro storico, a quei tempi c’era il parroco originario di Goa, India. Nel colloquio di preparazione al battesimo, sapendomi bazzicare ambienti induisti, mi aveva ammonito riguardo l’incompatibilità tra cristianesimo e religioni orientali, il primo retta [1], le seconde invece cerchio [2]. Mica aveva torto il parroco cattolico indiano e ancora oggi mi lasciano perplesso, nonostante le numerose e valorose eccezioni da Arthur Schopenhauer a Raimon…

Le Aringhe

Venerdì, 29 Gennaio 2016
Arguto individuare come preciso contrario del sublime non l’infimo bensì l’eccitante [1].Un po’ meno penetrante concludere denigrando l’eccitante per esaltare il sublime, in quanto storie collettive e personali sovente dimostrano che l’esasperata separazione di impuro e puro generi, di fatto, rendez-vous d’empirei e chiaviche invece delle celebrate elevatezze.[1] «Poiché i contrari si illuminano a vicenda, può qui trovar posto l'osservazione, che il vero e proprio contrario del sublime è alcunché a tutta prima non riconoscibile per tale: l'eccitante.» (Arthur Schopenhauer,…

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