BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Giovedì, 01 Luglio 2021 22:13

A capienza trascendente

Scritto da 

«Come se la “verità” fosse una persona così indifesa e goffa, da aver bisogno di difensori» (Nietzsche), da sempre le tradizioni religiose hanno istituito comandamenti e precetti per preservare e difendere l’ortodossia delle dottrine proclamate e raddrizzare ciò che si discosta da esse. Quelle dei pacchetti precettistici che pretendono di raddrizzare l’umanità sono ortoprassi sempre meno accettate. Dal primato di presunte verità oggettive stiamo passando al primato del soggettivo, e forse la religione universale del futuro sarà costituita da miliardi di spiritualità differenti, una per ogni abitante del pianeta.

Va da sé che con il ridimensionarsi delle religioni tradizionali con i loro standard condivisi di ortodossia e l’incrementarsi di fluttuanti spiritualità individuali, l’esercizio di un fattivo pluralismo, che stimoli e protegga il processo, sarà sempre più importante. Con miliardi di spiritualità eterogenee, si innescherebbe un bel vespaio se solo un due per cento iniziasse a sostenere che la propria spiritualità è superiore alle altre.

Il problema è che il pluralismo se diventa comandamento imposto, se lo si esalta a dogma correlato da rigorosi precetti obbligatori, se non accetta il paradosso di accogliere chi lo combatte, non è più pluralismo.  Non è relativismo che accetta qualsiasi cosa, ma neppure spara a vista all’eretico come fa un certo pluralismo politicamente corretto, deriva confessionale che fa rientrare dalla finestra i dogmatismi religiosi che erano usciti dalla porta.

“La mia libertà finisce dove comincia la vostra”, ma quel dove non è definibile o misurabile, non è equidistanza, omeostasi, alternanza, non è qui o là, non è fin qui o fin là, probabilmente è un dove trascendente non ubicabile e non istituibile con dimensione e capienza non circoscrivibili.

Ultima modifica il Domenica, 11 Luglio 2021 13:55

2 commenti

  • Link al commento Bruno Vergani Lunedì, 05 Luglio 2021 07:30 inviato da Bruno Vergani

    Caro Armando, non so se è così ma se lo fosse avremmo l’immediato vantaggio di fare a meno del geometra che per tutelare la libertà di tutti traccia righe invalicabili sull’asfalto così che permaniamo equidistanti, del vigile urbano che fischia se oltrepassiamo la riga e del ragioniere che calcola la sanzione da appiopparci per aver oltrepassato il limite imposto. Tutte figure che poco hanno a che fare con la libertà (e molto col politicamente corretto).

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  • Link al commento armando caccamo Lunedì, 05 Luglio 2021 06:54 inviato da armando caccamo

    E se Libertà fosse la capacità di relazionarsi con l'altro da sé, intendendo per "altro": cose, animali e piante e per "relazione": rispetto, accoglienza, comprensione etc...?

    Rapporto

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