BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Giovedì, 26 Novembre 2020 18:19

Adoratori di amminoacidi

Scritto da 

«La spiritualità, senza pretendere di possedere verità immutabili, provenienti da una forma esterna, si richiamerà precisamente al contributo della scienza» (José María Vigil, teologo).

Indubbiamente proficuo il dialogo tra spiritualità e scienza, ma l'ingiuntiva indicazione del teologo ad una perentoria conformazione, tout court, della spiritualità alla scienza non è forse un buon affare, né per la spiritualità, né per la scienza. A differenza di come -qui- la riduce il teologo Vigil, sappiamo -con lui- che la spiritualità è dimensione più vasta e più intelligente del possedere fisse verità rivelate da un qualche Dio unico. Spiritualità è anche arte, poesia, intuizione, espressione, estetica, parola, fantasia, etica, rappresentazione, naturalità, creatività, dimensioni prelogiche, dove ogni espressione, nel suo specifico dominio, concorre alla conoscenza e alla rappresentazione della realtà. Salvaguardando, beninteso, l'operare sovrano della scienza nelle proprie aree di competenza. Che fa la scienza? Fa moltissimo, ma non fa tutto, nel suo indagare la natura[1] portando a sé suoi pezzi per elaborarli attraverso un (provvisorio) pregiudizio ontologico[2].

Aspetto inquietante di questa coincidente uguaglianza della spiritualità con la scienza, è la preclusione ad una spiritualità laica, in quanto sostituisce, dalla padella alla brace, magisteri confessionali con magisteri scientifici. Lì se sei profano puoi solo tacere e obbedire, roba che va benissimo quando hai il mal di stomaco e vai dal validato dottore ottemperando le sue prescrizioni, ma per tutto il resto forse meglio evitare il pontificare di qualsiasi monsignore universale; cosa che la scienza non fa, ma il teologo post-teista[3] gli vuole far fare.

__________________________________

1 In fondo, più che alle scoperte scientifiche, è alla natura che una sana spiritualità dovrebbe innanzitutto richiamarsi, diciamo così in presa diretta. Esperienza dove il contributo della scienza è una modalità portante, ma non la sola. Si potrebbe, forse, fare prendere un po’ di ossigeno all’affermazione di Vigil riformulandola così: “La spiritualità, senza pretendere di possedere verità immutabili e soprannaturali, si richiamerà alla natura”, posizione che non preclude all’ulteriore e all’oltre.

2 Un tacchino, iniziò a vedere scientificamente mondo:
«Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento in cui era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno il cibo alle 9 del mattino". Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato.» (Bertrand Russell).

3 Rifiutando radicalmente le verità rivelate del Dio antropomorfo tradizionale, maschio padre e nel contempo soprannaturale, trascendente e onnipotente, che parla ai suoi prescelti e li salva attraverso le rivelazioni del Libro e la tradizione della Chiesa, il post-teismo chiede una rifondazione teologica, che liberandosi dai letteralismi biblici a da concezioni dottrinali incompatibili con le nuove scoperte scientifiche, abbracci una spiritualità umana laica e post-religiosa. Detto così il post-teismo è tale e quale all’illuminismo, in effetti gli assomiglia anche se ideologicamente più tranchant nel negare Dio, in quanto rifiuta anche il laico deismo illuministico perché trascendente. Rispetto ai perentori “Post” -diciamola tutta, il termine post-teismo gronda di ideologia e l'ideologia è inadeguata per indagare il sacro e le cause prime- gli “Oltre” suonano meglio, perché evitano di buttare con l’acqua sporca anche il bambino. Però neppure "Oltre-teismo" suona tanto bene, optiamo per "Oltre-confessionale"? Sembra un pochetto meglio.

Ultima modifica il Domenica, 29 Novembre 2020 21:51

3 commenti

  • Link al commento Bruno Vergani Domenica, 29 Novembre 2020 22:58 inviato da Bruno Vergani

    Potrebbe anche essere che la frase: “La spiritualità […] si richiamerà precisamente al contributo della scienza”, contestualizzata significhi: “La spiritualità istituirà un collegamento con la scienza in permanente rapporto dialettico coi suoi contributi.” Però, se così, ce ne vuole di impegno interpretativo.

    Rapporto
  • Link al commento germano federici Domenica, 29 Novembre 2020 19:42 inviato da germano federici

    opto per il "trans", trans-teista, transconfessionale.
    il trans dice di un passaggio at-trans-verso il quale qualcosa si lascia, ma qualcosa pure si prende. Chi va "oltre" senza passare per il "trans" non si arricchisce, ma si impoverisce.

    Rapporto
  • Link al commento Augusto Cavadi Domenica, 29 Novembre 2020 18:52 inviato da Augusto Cavadi

    Sempre acuto il Vergani ! Ma qual è la fonte precisa della citazione di Vigil? Dal contesto si vince che "precisamente" sta per "pedissequamente" o per "in particolare" (come quando diciamo: "Faccio sempre la spesa al supermercato, precisamente alla Coop di Ostuni") o ancora per "con correttezza" (come quando diciamo che Leopardi lo si cita precisamente o è meglio non citarlo")? Comunque vedo che ti stai preparando alla prossima non-cenetta filosofica !

    Rapporto

Lascia un commento

Copyright ©2012 brunovergani.it • Tutti i diritti riservati