BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Sabato, 24 Ottobre 2020 09:47

fifty-fifty

Ci muoviamo in sistemi di cause che producono effetti, ordine prevedibile e meritocratico, dove artefici del nostro destino evitiamo di sputare controvento e i nodi, prima o poi, arrivano al pettine. Ma siccome non sappiamo da dove il vento venga e dove vada, fluttuiamo nel contempo dentro sistemi caotici al cospetto dell’inaspettato, quelli del “che Dio ce la mandi buona” e “in bocca al lupo”.

Osservando la civiltà possiamo individuare le strutture istituite dal primo sistema e quelle che abbiamo architettato per anestetizzare il secondo. A volte si mischiano e compenetrano, ma decostruendole, giusto un po’ nei loro elementi base, si può agilmente vedere da che parte stanno.

Pubblicato in Filosofia di strada
Giovedì, 22 Ottobre 2020 21:00

Roba da matti

Possiamo volontaristicamente avvicinarci agli ultimi per lenire le loro sofferenze, ma è forse impossibile farci, sino in fondo, ultimi con gli ultimi.

Il problema è che più ci facciamo miseri e più ci priviamo del secondo requisito basilare che costituisce e contrassegna il bisognoso; il primo sta nel fatto che è miserabile, il secondo che lo è senza volerlo essere.

Aderendo liberamente alla prima condizione tradiremo la seconda; emulare, sia in su che in giù, è fare non essere. Per strane dinamiche nel volontarismo l’altro ci resta precluso e i nostri fraterni proponimenti nei suoi confronti ci permetteranno, al massimo, di metterci nei suoi panni, ma i suoi panni non sono lui.

Eppure la storia rendiconta di umane compenetrazioni totali, come nelle rappresaglie naziste della Resistenza quando innocenti si offrivano di morire al posto di altri, non spinti da buoni propositi, ma così, d’impeto. Situazione limite dove irrompono forze irrazionali -può darsi razionalissime- da una dimensione Altra tragica quanto salvifica, Jaspers la definiva "cifra del trascendente”. Roba da matti l’amore.

Pubblicato in Sacro&Profano
Sabato, 17 Ottobre 2020 18:43

Sensus sui

La mattina ti svegli e sai che sei, all’istante. Se sei a posto di testa di solito aggiungi: sono io. Da lì tutti i nostri pensieri e azioni nel mondo. Dinamica un po’ simile a quando siamo nati quella del risveglio; replica un po’ più accelerata.

Quel primo evento “sono” è così spontaneo e immediato che il suo accadere e riaccadere ci sfugge, ma a pensarci bene è un miracolo.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Venerdì, 16 Ottobre 2020 10:37

Tutti fratelli ?

Cessato il temporale sotto la quercia sono fioriti tutto d'un colpo i ciclamini napoletani[1]. Ostentano una fioritura pornografica, ma come le sirene di Ulisse i bulbi contengono, ben nascoste, saponine altamente tossiche per Homo sapiens: il ciclamino diffida di noi, legittima difesa. I suini hanno dribblato la faccenda con specifici adattamenti e i bulbi se li ingurgitano con nonchalance. Nel funzionamento naturale mica siamo tutti fratelli.
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1 Cyclamen neapolitanum Ten., ma li possiamo anche chiamare Cyclamen poli Delle Chiaje, oppure Cyclamen hederifolium Aiton - classificazioni che dovrebbero servire a intenderci perfettamente di che pianta stiamo parlando…

Pubblicato in Erbario
Giovedì, 15 Ottobre 2020 10:23

Frattali

 “C’è un sapere nel reale” (J. Lacan)

Datura stramonium tatula sparge i suoi semi alla fine del ciclo annuale. Dalla primavera e per tutta estate ci ha detto tante cose, e quasi secca insegna ancora ostentando la sua architettura frattale [un click sulla foto per apprezzarla]. Il fusto, via, via, si biforca autoperpetuando la fedeltà a se stesso in strutture ricorrenti eppure sempre nuove.

In fondo anche le nostre costruzioni di pensiero si sviluppano un po’ così.

Pubblicato in Erbario
Mercoledì, 14 Ottobre 2020 18:16

Win-win

Per mezzo loro ha trionfato la specie e grazie alla specie hanno vinto anche loro, questo attestano le facce serene della vegliarda coppia di contadini pugliesi seduti sotto al vecchio ulivo, fieri dei loro cinque figli, nove nipoti e quattro pronipoti.

Ma non è che tutta quella storia dell’immane conflitto fra individuo e specie, che ci vede “zimbelli della natura” e “funzionari della specie” nostro malgrado, è nient’altro che una fissazione ottocentesca?

Pubblicato in Filosofia di strada
Lunedì, 12 Ottobre 2020 10:35

Partitura super fluttuante multipla assai

S'impara la grammatica per leggere i libri e chiavi per leggere musica nel pentagramma, ma se vogliamo leggere il mondo forse meglio evitare linguaggi troppo prestabiliti.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Sabato, 10 Ottobre 2020 10:21

Ti è piaciuta?

Ti è piaciuta l’ultima enciclica papale Fratelli Tutti? "Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?" Però se lo condividi devi correre subito alla stazione e portarti a casa quei tre mendicanti che hai incontrato stamattina. Perché di questo si tratta, né di più, né di meno.[1]

Forse Francesco sta picchiando più duro del necessario ed io alla stazione non ci vado, ma dopotutto il messaggio di Gesù di Nazareth è cosa un po' folle e piuttosto estrema, poco ha a che fare con il corpo dottrinale e rituale derivato dall’ellenizzazione del monoteismo semitico migrato nel Nuovo Testamento, quello che abbiamo imparato al catechismo.

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1 "Il principio dell’uso comune dei beni creati per tutti è il «primo principio di tutto l’ordinamento etico- sociale», è un diritto naturale, originario e prioritario. Tutti gli altri diritti sui beni necessari alla realizzazione integrale delle persone, inclusi quello della proprietà privata e qualunque altro, «non devono quindi intralciare, bensì, al contrario, facilitarne la realizzazione». Il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società. Accade però frequentemente che i diritti secondari si pongono al di sopra di quelli prioritari e originari, privandoli di rilevanza pratica."

Pubblicato in Sacro&Profano
Sabato, 10 Ottobre 2020 09:30

Suggestioni

I fisici teorici ipotizzano che ci sfugge il novantacinque per cento della realtà; il cinque per cento che (un po’) conosciamo dicono sia strutturato in differenti regni, ognuno con le sue leggi. Il regno subatomico ha le sue, quello atomico altre, ognuno funziona a modo suo e noi lì in mezzo. Nell’osservare uno specifico regno il rischio è di rimanerne suggestionati al punto da fraintenderlo per tutta la realtà.

Un certo materialismo riduzionistico e meccanicistico ottocentesco è un esempio di questa frettolosa generalizzazione, così la New Age che fantasiosamente fa coincidere la fisica quantistica con le religioni orientali, conoscendo ben poco dell’una e delle altre, così da concludere che tutta la realtà non esiste; cosa che non afferma né tutta la fisica teorica e neppure tutte le religioni orientali, peraltro dire "religioni orientali" è dire tutto e niente, perché universi di pensiero, devozioni e ortoprassi differenti.

Noi un po’ come rane ci muoviamo in acqua, sott’acqua, in terra e saltiamo nell'aria, siamo in questo e quello, ma non siamo solo questo o solo quello.

Pubblicato in Filosofia di strada
Venerdì, 09 Ottobre 2020 09:24

Fratelli tutti, pedagogia (quasi) impossibile

Se l’amorevole amicizia sociale fosse un preciso fare conseguente a uno specifico sapere si potrebbe esortare e spronare all’amare tutti quanti, ma siccome è dimensione dell’essere risulta sdrucciolevole qualsiasi incitare, però se sei il papa puoi anche provarci.

Pubblicato in Attualità
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