BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Mercoledì, 06 Novembre 2019 17:10

Contenuto/contenitore

Scritto da 

Basta osservare un erbario con i campioni di piante secche belli incorniciati, o anche gli animali imbalsamati al museo di scienze naturali, oppure gli ottomila -più o meno- morti rinsecchiti, ma vestiti di tutto punto nelle Catacombe dei Cappuccini a Palermo, per concludere: più è bagnato e più è vivo, più è secco e più è morto; non aveva, poi, torto Talete di Mileto nell’affermare che l’acqua è il «principio» che genera tutte le cose.

L’erbario lo si osserva con nonchalance, l’orso impagliato con una punta di perplessità e le mummie di Palermo con una leggera ma persistente nausea dallo stomaco alla testa, però se si ha la fortuna di avere un accompagnatore saggio, come quello che avevo io, la nausea passa alla svelta grazie a quel suo: «Noi, qui, siamo interessati al contenuto (spirito, io, anima e pensiero che furono) non al contenitore (mummia agghindata).» Nelle Catacombe dei Cappuccini l’esperienza di leggera ma persistente nausea dallo stomaco alla testa è attivata da:

1 pornografica plastica visione del pulvis es et in pulverem reverteris;

2 dal considerare la distanza fra quei sacchi vuoti e quello che prima c’era dentro e che, per un misterioso spiazzante gioco di prestigio, non è più là senza però essere andato da qualche parte.

Ricordo che dei miei conoscenti rimanevano perplessi non vedendomi mai al cimitero e adesso, che mamma e papà sono in un ossario comune perché non avevo pagato il rinnovo del loculo, mi tengono il broncio. E' che mi era parso un buon modo per onorarli non facendoli coincidere con una clavicola e un osso sacro.

La dinamica contenuto/contenitore; quella di uno spirito infuso nel corpo come il fiore di camomilla cede la sua essenza all’acqua calda, non è faccenda che è iniziata coi monoteismi, ma è già enunciata puntualmente da Aristotele: «L’intelletto [che è nell’anima] viene dal di fuori e solo esso è divino» mentre tutto il resto albergherebbe in potenza nel germe maschile, oggi diremmo DNA. Come dal di fuori l’intelletto sia entrato nel corpo Aristotele non lo spiega -la grecità classica non contemplava un Padre Creatore- e manco io lo so, però fintantoché non si ha risposta l’ipotesi, nella sua logicità, è tutta da considerare.

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Novembre 2019 17:45
Altro in questa categoria: « Scilla e Cariddi

Lascia un commento

Copyright ©2012 brunovergani.it • Tutti i diritti riservati