BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Venerdì, 02 Novembre 2018 12:32

Etica del giardino

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Chi realizza un giardino sa che dopo un po’ le piante inizieranno a toccarsi e mischiarsi, vegeteranno inoltre specie spontanee intricandosi con quelle piantumate ad arte. Senza una costante opera dell’uomo il giardino degraderà, dato che le piante andando in antagonismo inizieranno a seccare virando all’inorganico. Nondimeno se s’interverrà senza giusta misura lo si mutilerà. Il giardiniere dovrà pertanto agire con cura e in quello scolpire sarà un po’ artista, un po’ filosofo e un po' scienziato; non è facile trovare una sintesi tra la sensibilità umana e il moto della natura.

Viceversa negli ambienti selvaggi e vergini -pensiamo alla foresta amazzonica- non accade degrado estetico, perché succeda -pensiamo alla banchina della strada provinciale non ben mantenuta- deve esserci un artefatto iniziale, dal momento che ci si mette mano sarà necessaria una cura costante perché il giardino permanga armonico.

Uomo strano punto della natura, Mida che trasforma ciò che tocca (pensa) in lavoro di aggiustamento perpetuo. Così per il giardino così per l’esistenza, così per l’estetica e la morale.

Ultima modifica il Sabato, 03 Novembre 2018 16:58

1 commento

  • Link al commento Bruno Vergani Sabato, 03 Novembre 2018 09:57 inviato da Bruno Vergani

    In questi giorni centinaia di migliaia di abeti rasi al suolo dal vento. Non possiamo escludere che la causa sia uno specifico artefatto (inquinamento globale), ma anche se fosse evento estraneo a Homo sapiens si tratta comunque di una eccezione del normale funzionamento naturale, tant’è che fa notizia.

    Rapporto

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