BLOG DI BRUNO VERGANI

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Giovedì, 23 Gennaio 2020 22:55

Coerenza multipla

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Il periodo che va dal XI al XIII secolo è stato caratterizzato da incessanti dispute fra chi sosteneva il primato della fede sulla ragione e viceversa, nonché da valorosi quanto estenuanti tentativi di trovare un accordo fra teologia e filosofia, e tra differenti esponenti, e nel pensiero di ognuno. Guglielmo di Ockham[1], esausto della situazione, separava ragione e fede. Netta scissione che aveva portato nei secoli successivi a notevoli miglioramenti in (quasi) tutti e per (quasi) tutti, con diffusi progressi sociali e scientifici.

Non è detto che un soggetto sia ragionevole solo quando abbraccia con coerenza una precisa e univoca concezione, per certe cose è meglio farsi in due.

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1 Prima di Ockham già altri, a iniziare da Giovanni di Salisbury (1120 più o meno –1180 di sicuro), mostravano segni di insofferenza per i labirintici gineprai del tempo, Giovanni ammoniva di finirla di chiedersi se “il porco condotto al mercato è tenuto dall’uomo o dalla corda” e “se abbia comprato pure il cappuccio colui che ha comprato la cappa intera”. C’è ovviamente da ricordare che la scolastica ha affrontato tematiche e problematiche ben più solide e cruciali rispetto alle derisioni di Giovanni di Salisbury indirizzate a qualche esponente. In ogni caso sono state le rasoiate di Guglielmo di Ockham (1290 più o meno –1349 di sicuro) che hanno accelerato la fine della scolastica.

Ultima modifica il Domenica, 26 Gennaio 2020 10:41

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