BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Domenica, 28 Luglio 2019 11:05

Filosofia, la guastafeste

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Hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano (Salmo 114).

Ieri sera a teatro ho visto un bel monologo su Leonardo, tra i passaggi più accattivanti quello che illustrava il miracolo che compiono i sensi, specialmente la vista, capaci di far penetrare l’infinito sempiterno universo, che è fuori di noi, nelle nostre circoscritte e finite persone.

Roba da andare a letto soddisfatti, ma percorso manco un chilometro verso casa ecco che mi si attivava in qualche neurone quella guastafeste della filosofia, che nella sua brama di conoscere problematizza a oltranza tutto ciò che gli capita a tiro. Così consideravo che senso (organo) e sensazione possono coincidere solo in una telecamera che asettica e passiva incamera lo spazio circostante. Invece noi vediamo pensando, riflettendo, proiettando, interpretando, giudicando, intendendo, volendo, ricordando, riferendo, coordinando, selezionando, unificando, separando, credendo, espandendo, delimitando, focalizzando, aspettando.

Il punto d’incontro tra noi e l’infinito mondo è la percezione, nella quale i nostri sensi fisici sono meri strumenti; tra me e il mondo c’è l’io cosciente ed è lui che vede e comprende mica l’occhio, i ciechi confermano. Leonardo ne fa preciso cenno, appena dietro l'occhio nel nervo che lo collega al cervello individuava la sede dell'anima, un modo antico per dire dell'Io.

Ultima modifica il Lunedì, 29 Luglio 2019 10:38

2 commenti

  • Link al commento Bruno Vergani Domenica, 28 Luglio 2019 16:34 inviato da Bruno Vergani

    Sì Armando, ricordo di averlo letto molti anni fa. Ottimo spunto... In effetti nel solco delle filosofie orientali quella visione contesta quanto provo ad affermare, sostenendo la possibilità di una percezione impersonale. Ma visto che siamo soggetti forse meglio permanere tali evitando di trasformarci in telecamere. Problematica tutta da indagare.

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  • Link al commento armando caccamo Domenica, 28 Luglio 2019 16:27 inviato da armando caccamo

    Bruno, mi hai fatto pensare (devo sapere ancora il perché) a un libro che tengo caramente in evidenza: "l'Io della mente" Adelphi edizioni 1992. in particolare la seconda riflessione dal titolo "Del non avere testa" di D.E. Harding. .... se non ricordo male descrive come, con gli occhi, si può vedere il mondo fuori di noi senza il "noi". (ma può essere che mi sbagli ... ogni tanto l'ho riletto ma adesso è parecchio tempo). Se vuoi ti faccio uno scanner e te lo invio.

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