BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Domenica, 17 Maggio 2015 11:44

Praxis? Bis

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La visione gramsciana dell’identificare il filosofo reale con l’uomo politico abile nel modificare attivamente l’ambiente afferma, implicitamente, che il pensiero, in sé, non è atto e neppure fatto.
Se così sarebbe necessario individuare il confine preciso, di luogo e di tempo, dove il pensiero da astrazione diventa atto: nel suo declinarsi in parola? In attività muscolare?

Giovanni Gentile affermando il primato del pensiero personale non vedeva separazioni tra pensare e fare interpretando l'intera realtà come manifestazione del soggetto pensante (autoctisi);

anche la visuale cristiana non scorge confini: “peccato di pensiero, parole, opere e omissioni”;

il diritto neppure1 in quanto la premeditazione (mero pensare senza - ancora - fare) costituisce di per sé circostanza (fatto) aggravante (artt. 577 n. 3, 585 c.p.).

 

1 l'ho appreso da Giacomo B. Contri.

Ultima modifica il Lunedì, 18 Maggio 2015 07:18

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