BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Lunedì, 27 Giugno 2022 10:45

Lotta erotica

Per risolvere lo scostamento fra l’io e Dio, vale a dire fra il volere-desiderare individuale e il funzionamento universale, una strategia efficace è quella di allearsi col sommo funzionamento, accettando ogni circostanza come espressione dell’ordine provvidenziale dell'universo, dimodoché, passo, passo, ci si dissolva in esso.

Nel caso si preferisse, invece, rimanere se stessi meglio non lamentarsi dello scostamento, per non rischiare che il sommo funzionamento ci seghi con un: “Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?” o, ancor peggio, con una sua assoluta indifferenza. Preferibile prenderli per le palle, Dio e funzionamento, in un corpo a corpo che sia insieme lotta e abbraccio erotico.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Venerdì, 24 Giugno 2022 14:46

Corpo a corpo

Terminata la lotta con Dio[1], registrava che non era poi così tremendo come si diceva in giro.

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1 Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca. (Genesi 32, 26-33)

Lotta fra l’io e Dio, ossia fra il desiderio personale e il funzionamento universale.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici
Venerdì, 17 Giugno 2022 09:15

Teomachia mancata

L’inaspettata malattia si era risolta alla svelta senza conseguenze, però non più faccia a faccia col possibile epilogo personale era svanita l’opportunità di diventare finalmente una persona migliore, addestrando la mente, riflettendo, accettando, affrontando, così rientrato il pericolo era tornato il pirla di prima, il pirla di sempre.

Pubblicato in Brevi Racconti
Venerdì, 17 Giugno 2022 08:51

Mito e realtà

Percepire di appartenere a un corpo mistico o credere alla comunione dei santi; il voler prendere la sofferenza degli altri su di sé affinché tutti possano essere felici; il vedere in ogni accadimento l’espressione dell’ordine provvidenziale dell'universo e concezioni del genere, sono modi di pensare che possiamo giudicare irreali e astrusi,

ma ciò che conta non è la loro realtà e veridicità bensì l'intrinseca capacità di produrre, in chi li vive, prospettive esistenziali di significato e senso che possono portare grande forza per affrontare i problemi, mentre noi figli dell’illuminismo arranchiamo confusi e un po' disperati.

Pubblicato in Filosofia di strada
Sabato, 11 Giugno 2022 09:52

Gradi di fragilità intrinseca

Essere vanitosi è inevitabile, animali sociali necessitiamo dell’approvazione altrui, giusto un po’, un po’ di più, di più ancora o oltremisura, in proporzione alla personale inconsistenza.

Pubblicato in Attualità
Venerdì, 10 Giugno 2022 14:24

Esagerazioni

Non è poi un gran bel posto il settimo cielo dantesco, tutto popolato da anime immobili che contemplano in eterno l’essere come già e tutto dato.

Non meglio il quaggiù abitato da individui che vedono, all’opposto, l'essere prodursi e esaurirsi nella propria autocoscienza, costretti forsennatamente a pedalare per generare l’universo e non piombare nel nulla.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Giovedì, 02 Giugno 2022 19:37

Strategie

Un modo per tenere un po’ a bada sofferenza, vecchiaia e morte, è quello di curarle e lenirle al meglio procrastinandole quanto più possibile. Se piace, possiamo ottimizzare l’intervento integrandolo con storie consolatorie di ragionieri celesti che tengono il conto delle lacrime versate dal sofferente - “ Tu raccogli le mie lacrime nell’otre tuo; non le registri forse nel tuo libro? ” (Salmo 56, 8) -, per poi risarcirle alla sua eterna anima individuale nell’altro mondo.

Mossa opposta è quella di rimuovere, o perlomeno ridimensionare, l’essere individuato (il qualcuno) che soffre; rimossa l’ego-consapevolezza del sofferente la sofferenza cesserà di sussistere. Strategia rara questa noncuranza della propria individualità, però basta osservare un gatto sdraiato al sole per constatare la convenienza del fonderci, indifferenti a noi stessi, nel funzionamento naturale che ci costituisce dissolvendoci in ciò che da sempre siamo. Tutto davvero semplice perché non esiste alcun processo, precetto o sforzo per giungere a ciò che si è.

Pubblicato in Frammenti Autobiografici

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