BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Giovedì, 31 Dicembre 2020 19:41

Il Dio della Cosmogenesi

Scritto da 

Fratello ateo nobilmente pensoso
alla ricerca di un Dio che io non so darti
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto andiamo
oltre la foresta delle fedi
liberi e nudi verso
il nudo Essere e là
dove la Parola muore
abbia fine il nostro cammino.
(David Maria Turoldo)

Da Gabrielli Editori nell’opera collettanea “Il cosmo come rivelazione”, è pubblicato il breve scritto “Il Dio che sorge nel processo della Cosmogenesi” del brasiliano Leonardo Boff, teologo conosciuto per essere stato tra i padri fondatori della teologia della liberazione e in seguito dell’ecoteologia, dimostrando la stretta e diretta relazione tra degrado della terra e ingiustizia sociale. Ex francescano, ex presbitero. Per comprendere l’incompatibilità delle sue concezioni teologiche con quelle della Chiesa cattolica romana utile leggere la Notificatio de scripto a firma dell’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Card. Ratzinger, qui il documento.

Boff nel suo intervento, di una ventina di pagine, coniuga alcune concezioni teologiche alle nuove scoperte cosmologiche, in particolare alla energia cosmica di fondo, quella radiazione elettromagnetica che permea tutto l’universo scoperta lo scorso secolo; radiazione che prova la teoria dell’espansione delle galassie e il modello del Big Bang, del quale la radiazione cosmica di fondo è l’attuale residuo visibile. Energia “potente e amorevole” soggiacente a tutto l’esistente in perenne aperto movimento (cosmogenesi, antropogenesi, in corso d’opera). Energia che le tradizioni religiose hanno denominato Dio e Boff interpreta come “Vuoto gravido”, ossimoro che rimanda all’indicibilità di Dio, “utopia suprema”. Forza ineffabile ma dagli effetti ordinatissimi che rimandano a loro volta all'ordine supremo dal quale provengono, a un “Tutto al di là delle parti” che attraverso il Big Bang (13, 7 miliardi di anni fa) ha prodotto entità interconnesse in moti ordinati e costanti. Boff argomenta che se prima del Big Bang c’era il nulla, trova senso il racconto della creazione, la prova che l’universo abbia avuto un inizio e si stia espandendo è data dallo spostamento verso il rosso dello spettro delle galassie; il viraggio purpureo delle galassie non l’abbiamo forse mai visto, ma se la comunità scientifica lo ha riscontrato e pure il teologo conferma ci fidiamo. Leonardo Boff partendo dalla circostanza che l'universo e le sue leggi sono compatibili con l'esistenza umana, scorge una direzione nel funzionamento cosmico che dall'inorganico passando all'organico ha prodotto (e produce) vita sempre più complessa, fino alla formazione dell’essere umano. In effetti sarebbe bastato un nonnulla perché non fossimo mai esistiti (principio antropico). Siamo frutto della terra che rende la terra cosciente del suo esserci. Poggiando su questa interconnessione, su questa “Relatio Matrix” divenuta cosciente di sé, Boff propone l’etica di una fraternità cordiale, “ragione sensibile e cordiale” con tutto, in quanto una ecologia profonda vede dimorare nel nostro cuore e in quello del cosmo lo stesso Dio, cuore universale testimoniato da Cristo. “Abbracciare il mondo significa abbracciare Dio, il quale si nasconde ed emerge in ogni essere”.

Il tentativo di Boff di armonizzare le nuove scoperte scientifiche con la teologia genera una visione rassicurante, nel solco di papa Francesco addirittura festosa, che rende il cosmo amico e libera tratti della rivelazione cristiana da interpretazioni dottrinali asfittiche. Operazione questa che, seppur tortuosa e intermittente, affiora nella storia della Chiesa, consideriamo tra i numerosi esempi la “causa prima del movimento” indagata da Tommaso d'Aquino, ex parte motus che oggi potremmo chiamare energia cosmica di fondo. Lecito questo processo di accordamento tra scienza e teologia, oppure sono strumenti del tutto inadatti per suonare insieme? Per quanto ho letto l’accordamento è possibile a patto che non si snaturino gli strumenti per farli suonare insieme, forzatura che mi sembra Boff rischi talvolta di fare. Si fa presto a dire scienza, ma non va dimenticato che prestigiosi scienziati rabbrividirebbero di fronte alle elaborazioni di Boff. Deleterio quando scienza e teologia si azzerano vicendevolmente, proficuo invece il dialogo, ma dialogo non significa compenetrazione omogeneizzante. Una certa autonomia dei saperi è forse conveniente conservarla, evitando appropriazioni indebite con espropriazioni spinte dal campo altrui per fertilizzare, con anabolizzanti impropri, il nostro terreno. Peraltro un conto sono gli specifici modelli cosmologici, altra cosa è il parere unanime della comunità scientifica, la scienza per di più procede con scoperte tanto rapide e numerose, quanto provvisorie, da rendere affannoso ogni rincorrerla. Negli ultimi settanta anni la cosmologia ha teorizzato decine di modelli differenti di universo, se fossi Dio ad ogni nuova conformazione della mia persona all’ultimo modello latrerei dall’alto: “Ma per chi cavolo m’avete preso !”

Ultima modifica il Venerdì, 01 Gennaio 2021 16:09

2 commenti

  • Link al commento germano federici Lunedì, 04 Gennaio 2021 12:43 inviato da germano federici

    Grande TUROLDO e grande BOFF, l'uno dentro la Chiesa, seppure borderline mal sopportato e l'altro buttato fuori da Ratzinger, cosa che è titolo di vanto, a prescindere .... Scienza e teologia hanno il medesimo oggetto di studio (lo sanno?), lo fanno con premesse e metodi differenti, ma con finalità fraintese come incompatibili, volendo, la prima, comprendere il corpo e , la seconda, l'anima, dimenticando l'unità dei due.

    Rapporto
  • Link al commento armando caccamo Lunedì, 04 Gennaio 2021 08:05 inviato da armando caccamo

    Troppo bello e condivisibile quello che scrivi!
    Questa inutile corsa, da parte della teologia, ad agganciarsi al carro della scienza che corre più veloce è solo voglia di sopravvivere, ma così facendo ci si ferma sfiniti!

    Rapporto

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