BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Lunedì, 20 Gennaio 2020 11:52

Chiodo scaccia chiodo?

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Mica puoi dire all’innamorato rifiutato di trovarsene un’altra, al genitore che perde il bambino di rimpiazzarlo, all’amico deluso dall'amico di una vita che ne ha altri, o a chi gli muore il cane che al canile c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Cosa è, in noi e negli altri, questa specificità insostituibile che nel suo manifestarsi trascende la biologicità che la permette?[1] Se c’è un qualcosa che nel mondo rasenta il soprannaturale è forse questa irripetibile singolarità che onoriamo con maiuscoli nomi propri.

Non possiamo escludere che tale individuazione sia nient’altro che una nostra soggettiva costruzione psichica, ma se invece ha una sua sussistenza oggettiva (psyché) come si è costituita? Non è semplice rispondere se non c’è un Creatore.

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1 Qui stiamo parlando di “processo di individuazione” mio e dell'altro, ma a iniziare dalla filosofia scolastica si è indagata, in modo similare, tutta la realtà, inorganica inclusa. Il processo è chiamato “principio di individuazione” e coglie nella materia e forma un oltre che determina e costituisce l’unicità di ogni specifico ente. Due i termini chiave, che italianizzati suonano così: quiddità che indaga-afferma la specifica singolarità di una cosa; ecceità che dice e conferma la realizzazione specifica e insostituibile della realtà ultima dell’ente.

Ultima modifica il Martedì, 21 Gennaio 2020 10:18

1 commento

  • Link al commento armando caccamo Martedì, 21 Gennaio 2020 09:03 inviato da armando caccamo

    L'unicità di tutte le cose nell'essere, nell'esistere e, quindi, nel divenire delle singolarissime dinamiche degli incontri che, grazie alla memoria, ci fa desiderare, cercare, respingere, evitare questa o quell'altra singolarità. Pensiamo un attimo alle coppie antigene-anticorpo, alle particelle che si attraggono o respingono, in un misterioso turbinio delle relazioni. E il mistero, si sa, conduce diritto alla deità. Dio nasce dalla consapevolezza del mistero che la mente rifiuta di accettarlo come tale. Grazie Bruno della riflessione.

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