BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Domenica, 29 Luglio 2018 17:18

Eclissi

Scritto da 

All’acme della luna oscurata monitoro le silhouette degli amici nel buio della terrazza, sopra le nostre teste il celeste, perpetuo, funzionamento sentenzia il nostro declino che incombe: siamo ormai vecchi e si avvicina l’epilogo, a uno a uno giù tutti come birilli. Anche i giovani nella migliore delle ipotesi, al netto di possibili accidenti anticipatori, invecchieranno veloci e creperanno a raffica mentre gli inorganici astri continueranno a ruotare senza imprevisti con beffarda precisione.

Il Tiresia di Ovidio profetizzò per Narciso una strana condizione per raggiungere una vecchiaia avanzata e forse serena, sentenziando: «Se non conoscerà se stesso»; un attuarsi del biblico e confortante sereno morire “sazio di giorni” a condizione di permanere sconosciuto a se stesso. Ma l’imperativo antico non era conosci te stesso? Probabilmente Tiresia non ribalta un bel niente, semplicemente dice l’imperativo delfico con angolazione diversa: se conosciamo percependoci centro eterno dell’universo focalizzandoci sui peli delle nostri narici, invece che sulle galassie che si espandono, schiatteremo soffrendo, ma se accettiamo la nostra giusta misura nell’immenso cosmo al quale apparteniamo il declino personale sarà forse più tollerabile. 

Per i narcisisti impenitenti post moderni si sta, però, affacciando una terza opzione, quella del postumano. Corrente di pensiero che ipotizza il trasferimento della memoria personale su un supporto meno degradabile dell’attuale carbonio che ci costituisce, come quando si fanno migrare i dati da un obsoleto supporto analogico su un disco di nuova generazione per non perderli. Sembra che il silicio vada bene per la nuova Bibbia 2.0: ed ecco nuovi cieli e nuova terra grazie a innovativi supporti non degradabili dell’Io. Francamente mi sembra più convincente la Bibbia tradizionale specialmente quando proclama l’alleanza tra Dio e gli uomini, quella post diluvio con l’arcobaleno sullo sfondo, territorio narrativo dove il sublime non annichilisce più.

Con Dio non lo so, ma un’alleanza con quel funzionamento naturale che rifiuta predicati e aggettivi -né matrigna (Leopardi), né rassicurante (Rilke)- in fin dei conti ci conviene stringerla. Dopotutto non abbiamo fatto un bel niente per esserci, ha fatto tutto quanto quello spontaneo funzionamento e ha fatto perlopiù bene. Non abbiamo motivo per dubitare della sua capacità progettuale e affidabilità esecutiva nello stato che in futuro incontreremo, qualunque sia.

Ultima modifica il Mercoledì, 01 Agosto 2018 17:34
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1 commento

  • Link al commento Pietro Spalla Domenica, 29 Luglio 2018 18:24 inviato da Pietro Spalla

    A me, per la verità, non convince del tutto la capacità progettuale cui accenni, secondo me ci sono stati errori ed improvvisazioni. Più che ad un'alleanza (ancorchè strategicamente conveniente) rivendicherei un rapporto critico ed un ruolo partecipativo

    Rapporto

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