BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Sabato, 22 Settembre 2012 16:50

Taci e impara

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All’inizio dell’anno accademico il docente d’antropologia filosofica aveva illustrato il programma alle matricole:

«Non sono qui a filosofeggiare sull’uomo, ma per procedere ad un’ampia ricognizione della storia della filosofia in relazione allo sviluppo delle scienze sociali…»

Tutto chiaro e lo studente obbedisce diligente:

1 non pensa;

2 legge il testo di riferimento;

3 ripete a memoria quanto legge;

i tre passi del filosofo perfetto.

Arriva il giorno d’esame e il professore gli chiede a freddo:

«Cos’è un’idea?»

Lo studente si confonde, spiazzato avverte un senso di vuoto e non risponde. Il giorno dopo medita sulla personale défaillance e comprende che la risposta giusta sarebbe stata replicare:

«Professore, intende idea per il pensiero di Platone, Parmenide, Aristotele o per i contemporanei?»

Lì, il bravo ragazzo, avrebbe dato risposta tempestiva e congrua, invece la domanda del professore lo aveva portato a cercare in presa diretta l’“Ente Idea”, proprio come fanno i filosofi. Attrezzato di nozioni ma sfornito di strumenti e pensiero per inoltrarsi in quei territori complessi e insidiosi e, ancor di più, non sentendosi autorizzato a dire la sua in quanto severamente vietato dal mondo accademico, si era impaludato nel regno dell’indicibile.

Siccome è tutto vero, urge analizzare le seguenti ipotesi per individuare e risolvere il problema.

A. Il docente in oggetto è un sadico perverso;

B. Lo studente in oggetto è un idiota;

C. Forse c'è qualcosa che non va nelle università italiane.

Ultima modifica il Sabato, 22 Settembre 2012 16:59

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