BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Bruno Vergani

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Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.

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Sabato, 20 Ottobre 2012 22:03

Gad Lerner e CL

A seguito degli scandali della regione Lombardia numerosi giornalisti, conduttori televisivi, opinionisti, giudicano Formigoni e entourage colpevoli di alto tradimento del pensiero di don Giussani, ipotizzando una frattura irrecuperabile tra i ciellini fedeli agli ideali originari e i suddetti presunti felloni.

La presupposta teoria ha differenti origini e variegate versioni:
mero intervento strumentale mirato ad indebolire politicamente Formigoni isolandolo dai suoi amici;
non conoscenza del pensiero di Giussani e del Movimento di CL;
interpretazione dell’etica ciellina (moventi, mezzi, fini) non valutata come radicalmente differente da quella dell'osservatore.

Gad Lerner è l’esponente più diligente di quest’ultima versione. Su la Repubblica del 18 ottobre scriveva: «L'arricchimento straordinario dei "consulenti" alla Daccò e alla Simone, le centinaia di milioni assegnati al San Raffaele e alla Fondazione Maugeri, rappresentano solo la punta dell'iceberg che ora si sta sciogliendo e travolge il sistema scaturito dalla deformazione degli ideali di don Giussani: dalla "presenza di personalità integralmente cristiane" alla "conversione testimoniata", per sopraggiungere alla "sussidiarietà" intesa come "concorrenza fra pubblicoe privato.»

Indignato dalla disonestà di alcuni ciellini e certo della bontà di altri, cerca documenti e dichiarazioni a prova dello scostamento tra i puri e i presunti mandrilli disonesti bramosi di potere. Qua e là trova qualche indizio, nulla di più. I ciellini santi e puri non solo non accolgono il suo invito a cacciare i mercanti dal tempio, ma li difendono a oltranza. Lui incaponito non demorde nell’ insensata e impossibile operazione di favorire la rotta di collisione, forse inconsapevole che il giudizio di valore, l’idea di bene e male ciellina, sono tutt’altre dalle sue e da quelle note. Assolutamente altre. La morale ciellina nulla c’entra con quella di Lerner, Kant, Pitagora, Empedocle, Gioacchino da Fiore e Montaigne. Manco sovrapponibile precisa a quella della chiesa Cattolica.

Tutta colpa del movente etico ciellino: l’Avvenimento.
Iddio che entra nella storia e presceglie alcuni. Proprio loro. Solo loro. Lì Dio prende casa e attraverso l’espansione dei prescelti si fa presenza all’umanità tutta, fino agli estremi confini della terra. Tutto qua. Davvero semplice.
Morale ciellina: ogni bene nell’appartenere all’Avvenimento, ogni male fuori da lì. Punto.

Essere onesti o disonesti è morale tua caro Lerner. Rassegnati.
Niente di drammatico, solo vantaggi. Avrai più tempo per impegnarti in faccende interessanti ignorandoli. Considerali al pari del  Movimento degli Hare Krishna, o del Centro Italiano di Studi Ufologici*, oppure dell'Associazione Italiana di Reiki. Lo so, i ciellini sono un po’ diversi da questi qui. Nella loro infinita misericordia vogliono che tutti gli altri partecipino al divino avvenimento che li ha prescelti, desiderano - per il nostro sommo bene - che abbracciamo usi e costumi della loro tribù nel nascere e morire, nello sposarci e procreare, nello scegliere le scuole dove mandare i nostri figli, a chi e per cosa pagare tributi. Insieme ci opporremo a tanta invadenza. Legittima difesa che loro chiamano persecuzione.

  * dopo un mese dalla stesura di questo articolo Roberto Formigoni avvista  una luce nel cielo di Parigi, la fotografa e pubblica su Twitter spiegando: «Ho visto questa cosa nel cielo. Si muoveva. L’ho fotografata, poi è scomparsa».

Venerdì, 19 Ottobre 2012 08:26

provinciale esaltazione

Nei giorni che in Africa i cristiani muoiono a decine vittime di attentati, ce ne vuole di disinvoltura nell’appaiare alle tematiche della persecuzione e del martirio le faccende lombarde. Il settimanale Tempi lo fa con un articolo di Antonio Simone che propone, ai ciellini e alla piazza, uno stralcio di don Giussani estrapolato da una conversazione del 1972.

Giussani separa l’universo in due: da una parte i ciellini, dall’altra il mondo cattivo. Nel momento della persecuzione, dello smarrimento, quando «il mondo riderà, e voi piangerete», Giussani offre al “perseguitato” due opzioni precise e obbligate:

da una parte dello spartiacque il ciellini combattenti che sfidano il mondo rimanendo fedeli alla propria storia;

dall’altra quelli codardi che strizzano l’occhio al mondo, «gattemorte» condannate a ritirarsi in una fede intimistica «attorno al campanile o nei gruppi di comunione».

Considerando entrambe le opzioni non piacevoli e neppure del tutto sane ne suggerirei una terza: il pensare con la propria testa, ma purtroppo sembra che molti ciellini facciano di tutto per scrollarsi di dosso la titolarità del proprio pensiero.

E’ evidente che nelle parole di Giussani è presente un’esaltazione eroica un po’ sopra le righe ai tempi giustificata dal contesto, mi riferisco alla violenza gratuita di una certa sinistra extraparlamentare. Riproporle adesso come istigazione ricattatoria alla difesa ad oltranza del Celeste e entourage, si giudica da sé.

Martedì, 16 Ottobre 2012 11:05

onnipotenza provinciale

La Stampa in cronache del 14/10/2012 analizza, a firma di Michele Brambilla, il Ventennio di Formigoni:

c’era una volta un giovane povero e casto con la barba ieratica. Animato da spirito di servizio aveva raggiunto il potere, ma lì aveva perso la testa. Tagliata la barba aveva iniziato a mettersi addosso «orribili giacche colorate» e «disgustose camicie a fiori», oltre a pubblicare «imbarazzanti filmati» della sua persona su You Tube. Poi da potente aveva cominciato a sentirsi onnipotente, abitava «un ufficio forse senza eguali in Europa» con anche l’eliporto «e una vista spettacolare per abbracciare tutto il suo regno.»
Poi lo schianto.

Trattasi di storia che imperversa che ritengo favola per due ragioni.

Il bravo ragazzo barbuto già dalle origini presumeva di possedere - percependosi prescelto dal destino - il significato ultimo di tutto e tutti in maniera integrale e indiscutibile: la presenza di Dio operante nella storia attraverso la corporazione ciellina di appartenenza. Il sistematico senso d’onnipotenza e altezzosità attinge da lì, non dall’eliporto.

Lo schianto di Formigoni non accadrà perché la corporazione ciellina alla quale il presidente appartiene, fedele alla Teoria autoreferenziale su esposta, lo sosterrà a oltranza e con efficienza. Angeli di Dio che lo preserveranno da sfracellamento al suolo, come ricorda il Salmo:
«... sulle mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.»
In missione per conto di Dio la macchina elettorale ciellina si attiverà a sostegno di Formigoni, o verso chi da lui indicato. Nonni novantenni e zie obese verranno portati a spalla dagli appartenenti lombardi alla corporazione umano-divina fino all’ultimo piano della scuola elementare, lassù al seggio elettorale. Là votando e facendo votare il Celeste, o chi per lui, saranno convinti di onorare la volontà di Dio stesso.

Per comprendere, indifferenti alle ultime dichiarazioni di Maroni e Alfano, bisognerebbe leggere gli esercizi spirituali di don Julián Carrón presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. Il programma elettorale è proprio lì, tutto lì.

Venerdì, 12 Ottobre 2012 08:40

Cose stupende

Chiara Corbella, al quinto mese della terza gravidanza, era affetta da carcinoma. Aveva optato per cure che non procurassero danno al figlio per sottoporsi a terapie efficaci solo dopo il parto. Il bambino era nato sano, ma per lei era ormai tardi ed è morta l’estate scorsa a 28 anni. I due figli nati in precedenza erano morti - il primo a mezz’ora dalla nascita, il secondo dopo qualche mese - per gravissime malformazioni congenite diagnosticate sin dalle prime ecografie in gravidanza, che Chiara Corbella aveva scelto di portare avanti. Perché? La madre lo spiegava in una sua testimonianza:

“Ho pensato alla Madonna anche a lei il Signore aveva donato un Figlio che non era per lei, che sarebbe morto e lei avrebbe dovuto vederlo morire sotto la croce. Questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non potevo pretendere di capire tutto e subito e forse il Signore aveva un progetto che io non riuscivo a comprendere”.

Prima di morire aveva scritto all’unico figlio:

«Vado in cielo ad occuparmi di Maria e Davide [i due figli morti prematuramente] e tu rimani con il papà. Io da lì prego per voi».

Nel sito ufficiale di Chiara Corbella gestito dalla sua famiglia è messa in piazza la storia integrata da video, immagini, audio, testimonianze, esuberanza di particolari e rassegna stampa sul caso.

Antonio Socci su “Libero” del 7 ottobre amplifica la propaganda:

«Ricordate quel milione di giovani, per l’anno santo del 2000, a Roma, attorno a papa Wojtyla? Cantavano “Jesus Christ, you are my life”. I giornali laici li sbeffeggiarono dicendo che in realtà quella era una fede di facciata, superficiale. Era vero? Che ne è di loro? Chiara Corbella è la risposta. La sua storia sta commuovendo il mondo.» Poi continua:

«C’è un giardino nel mondo dove fioriscono queste meraviglie. Dove accadono cose stupende, inimmaginabili altrove. E’ la Chiesa di Dio. Nessuno dei potenti e dei sapienti lo conosce. Per loro e per i loro giornali la Chiesa è tutt’altro. I giornali strapazzano il Vaticano e Benedetto XVI per Vatileaks. I riflettori dei media sono tutti per i Mancuso, i don Gallo, gli Enzo Bianchi. O per ecclesiastici da loro ritenuti “moderni”.»

Qualcosa ci sarebbe da oppugnare riguardo la propaganda di «queste meraviglie» e «cose stupende», di sacre immolazioni, del bizzarro nichilismo che gestisce il reale "al di qua" in funzione di un presupposto aldilà: desiderio contraddittorio di volere ad ogni costo un corpo per poi esserne insoddisfatti anelando l’eterno, dell’equivocare un organismo con una persona, dell’approccio pietistico che assimila il malato alla vittima giustificando a oltranza sue responsabilità.

Ma noi ci fermiamo qui e glissiamo pudicamente. Réclame e riflettori li lasciamo a Socci.

Domenica, 07 Ottobre 2012 20:35

Museo della Follia

Il Convicinio di Sant'Antonio nei Sassi di Matera sono quattro chiese rupestri contigue. Gli ambienti da luoghi di culto divennero cantine, così mole di pietra calcarea e cisterne per fare vino si sono mischiate ad affreschi di S. Antonio Abate e San Sebastiano.

Santi e vino rosso ben si contaminano nel Convicinio di Sant'Antonio, tutto è stato perfetto e bello fino a quando, l’estate scorsa, ci hanno messo dentro il “Museo della Follia” realizzato dalla Fondazione Sgarbi, che così spiega l’iniziativa:

«il Museo della Follia nasce da un’idea vera e propria di regia, e punta ad una evocazione poetica di tutti coloro che hanno lavorato nei manicomi, ricordando anche, nell’ultima sala, la figura di Basaglia con la proiezione del video ‘X-day’ dove Basaglia parla della futura legge 180».

Oggi nell’incontrare nel piccolo complesso di chiese-cantine installazioni, neon, farmaci scaduti ritrovati nei manicomi riposti a capocchia sui vecchi palmenti per la produzione del vino, o inchiodati su colonne del XV secolo a far compagnia alle immagini di santi popolari, si percepisce rapido e preciso che qualcosa non va; una sensazione uguale a quando, seduti in bella compagnia e buon cibo, c’è la televisione accesa che rompe le palle.

Peccato la tematica della mostra non era male e alcune opere notevoli, ma messe lì diventano rumore, il luogo le rigetta, importunato si vendica istantaneo nell’anestetizzarle. Artisti, critici d’arte e politici locali entusiasti del paciugo.

Niente di irrimediabile, il “Museo della Follia” è iniziativa itinerante, un posto giusto è lì che attende. Una fabbrica dismessa di Berlino Est non sarebbe male.

 

 

Venerdì, 05 Ottobre 2012 10:49

La bella vita?

Un ladro che tutti i giorni ruba molti più polli di quelli che gliene possono stare nello stomaco assomiglia ad un asceta perverso. A differenza del “sano” edonista che se la gode fruendo dei beni dei quali si è impossessato, lui obbedisce ossessivo a un sentimento irrazionale, insaziabile, astratto, misterioso, immenso.

Insieme all’attenzione della magistratura forse meriterebbe anche quella della psicoanalisi.

Mercoledì, 03 Ottobre 2012 19:13

Sufi

Mercoledì, 03 Ottobre 2012 19:12

"Entronauta" primo tempo

Mercoledì, 03 Ottobre 2012 19:09

"Entronauta" secondo tempo

Martedì, 02 Ottobre 2012 17:25

Edifici di Culto

Puglia. Chiesa, esterno.

 


Puglia. Resort 5 stelle, interno.

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