BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Venerdì, 08 Gennaio 2021 19:12

Alfa e Omega

E mentre mi arrabattavo in vortici di ipotesi cercando le più coerenti e credibili, la verità era in fondo al dirupo tra un lentisco e un orniello, in una ginestra che nessuno vedrà mai.

Pubblicato in Erbario
Mercoledì, 06 Gennaio 2021 12:23

Anatomia

Inghiotto cibi che non ho costruito e inspiro aria che non ho formulato, sorretto da ossa che non ho eretto mi sposto con muscoli che non ho assemblato, da tubazioni che non ho impiantato espello scorie che il corpo ha scartato. Rivestito da pelle che non ho confezionato sento da orecchie che non ho edificato e con occhi che non ho generato vedo il mondo che non ho architettato.

Senza che prenda iniziativa il sangue mi circola nelle vene e da una strana massa gelatinosa che mi ritrovo nel cranio trabocca il pensiero che esisto.

Non mi son fatto eppure sono, non sarei mai stato capace di fare tanto. Mi affido, fate voi.

Pubblicato in Pensieri Improvvisi
Domenica, 03 Gennaio 2021 22:05

Ghiaccio bollente

Negli ultimi decenni si sono sviluppate nuove teologie, alcune inedite, altre manifestazioni aggiornate di concezioni presenti da tempo nella storia della Chiesa: Teologia della Liberazione, teologie femministe, Gay Theology e teologia Queer, teologia indigenista, eco teologie, abbozzi di teologie scientiste e la Teologia Nera che negli Stati Uniti promuove i diritti civili degli afroamericani. Anche se operano in ambiti differenti, sono in gran parte accumunate dalla volontà di liberare l’oppresso dall’oppressione (e dall’oppressore). Ad esempio per la Teologia della Liberazione l’oppressore è il capitalismo l’oppresso il povero, per quelle femministe l’oppressore è il patriarcalismo e l’oppressa la donna. L’America Latina procede vivace nell’elaborare queste nuove teologie, sia perché dei cattolici impegnati ancora esistenti i più abitano là, sia perché da quelle parti le diseguaglianze sociali gridano davvero vendetta al cospetto di Dio (se considerando quello che succede nel Mediterraneo, non siamo però da meno).

Mentre la maggioranza dei cattolici permane indifferente al nuovo fermento teologico, gruppi di conservatori integralisti si oppongono al suo corso. Frizioni conseguenti a differenti concezioni del cattolicesimo. Per i tradizionalisti Dio si rivelerebbe appieno nelle sacre scritture e nella tradizione della Chiesa guidata dal suo Magistero (anche se adesso si sono ritrovati tra capo e collo un papa "avversario"). Il cattolico tradizionalista considera cessata la Rivelazione pubblica con san Giovanni Evangelista e, chiuso il Deposito, inizia la tradizione della Chiesa che, attigendo dalle sacre scritture, è vivo segno sacramentale di Dio nella storia. Per le nuove teologie invece Dio si rivelerebbe anche -per i più radicali solo- nella storia del mondo, nella natura e nella coscienza personale. Tutto sommato ognuno ha le sue buone ragioni per abbracciare una specifica concezione e non possiamo escludere che a due nemici, uno conservatore l’altro progressista, che pensano poco e litigano tanto, se gli invertiamo genitori, luogo di nascita e esperienze vissute, in apparente libertà invertiranno anche il partito preso.

Ciò che colpisce è che il conflitto fra i due schieramenti risulta il più delle volte insanabile. Caso davvero singolare che due concezioni che poggiano entrambe sul sommo comandamento ama il prossimo tuo come te stesso, sovente non riescano ad andare più in là della reciproca critica distruttiva. Sappiamo dell’insofferenza dei conservatori nei confronti di qualsiasi novità, che spinti da bisogno di protezione contestano qualsiasi cosa non appena inizi a muoversi, invece di starsene lì ferma sempre uguale in eterno. Anche tra gli innovatori non mancano esponenti irrigiditi nelle loro posizioni, con alcuni è difficile dialogare perché si è percepiti infedeli alla linea se si fa sommessamente presente che, talvolta, i poveri sono imputabili del loro stato, o che oltre ai maschi cattivi di tanto in tanto lo è pure qualche femmina. Impasse sintomo che ambedue le concezioni sono virate da visioni personalmente elaborate in onestà di pensiero e buona fede delle quali è possibile darne pacata ragione o revisione, a dogmi universali non negoziabili.

Come accade che un pensiero ritenuto a livello soggettivo ragionevole, formulato in perfetta buona fede, si trasformi in ideologia irremovibile che esige di essere ottemperata, come acqua che trasformata in ghiaccio smette di fluire, precludendo ogni autentica comunicazione interpersonale se la si pensa in modo differente? Probabilmente quando un pensiero personale viene condiviso e accettato da altri diventando sistema, già avviene una sorta di ipostatizzazione che lo ingessa un po’; più un sistema concettuale e interpretativo si diffonde più tende a cristallizzarsi. Altro problema dei nostri tempi è la riduzione spinta di problematiche complesse a elementi semplici, mentre la sempre più complessa realtà fluttua da tutt’altra parte. Sillogismi contratti dove riaffiorano pre-giudizi primigeni che una ideologia monolitica può favorire dandogli casa e protezione.

Pubblicato in Sacro&Profano
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