Mossi dalla stessa potenza che ci fa battere il cuore, le api impollinano i fiori e i batteri infettano un gatto procurandogli una morte fulminea. La cicala compie la sua metamorfosi, un albero cresce, un altro cade e diventa nutrimento. Tutto cambia, il grande funzionamento rimane identico a se stesso.
Se Dio coincide con la Natura, è un Dio stranissimo. Così vicino da coincidere con il mondo, così lontano da tutto ciò che, per secoli, abbiamo chiamato Dio. Non giudica, non ama, non sceglie, non persegue alcun fine. Non pensa, sebbene ogni intelletto gli appartenga. Non sa di essere, benché implichi ogni coscienza.
Api, fiori, batteri, gatti, alberi, esseri umani: modi transitori dell'unica sostanza infinita. Enti che tendono a perseverare nel proprio essere; se nulla fosse loro contrario continuerebbero indefinitamente. Ma gli enti sono innumerevoli e ciascuno incontra altri enti mossi dalla medesima necessità di conservarsi. Così, prima o poi, ogni configurazione particolare cede a cause esterne più potenti e si dissolve nel medesimo funzionamento.
Il Deus sive Natura non ci lascia indenni: il punto non è soltanto che scompare il Dio persona; con lui si dissolve anche la persona che crediamo di essere. Come lo zucchero nel tè.