C’è chi dice che il mondo è reale e chi invece dice che è apparenza. C’è chi afferma la sostanza dell’io e chi lo riduce a un fascio di percezioni, a un grumo di memorie, a un effetto di forze e linguaggi.
Eppure io sono io e tu sei tu. E questo produce conseguenze nette, verificabili, innegabili. Che l’io sia sostanza o accidente, realtà o illusione, cambia poco: quando emerge, ha una forma. Occupa spazio, dura, agisce, lascia tracce. Così accade per i fenomeni. Vanno e vengono, ma nel tempo in cui sono si impongono con precisione. Come un mandala di sabbia: composto con cura assoluta, sapendo che sarà disperso.
Non permanenza, dunque, ma neppure mera apparenza, piuttosto una consistenza provvisoria, una durata relativa. Ed è lì, in questo frattempo, che noi alberghiamo.