Davanti a un filare di meli in fiore, l’immediata sensazione di puro piacere: nessun linguaggio, nessun concetto, solo istantanea sensazione. Poi interviene la riflessione su quella sensazione e, in quell’istante, il piacere si ritira.
Non perché nominare e concettualizzare sia sbagliato, ma perché appartiene a un livello differito. È un passaggio necessario: la sensazione coglie il mondo in presa diretta, la riflessione tenta di comprenderlo e abitarlo. Ma è nel silenzio del concetto che il mondo si rivela davvero.