BLOG DI BRUNO VERGANI

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Giovedì, 28 Agosto 2025 10:05

Divieni ciò che sei

Scritto da 
Gustave Courbet – La quercia di Flagey Gustave Courbet – La quercia di Flagey

Un motto antico di Pindaro, che Nietzsche fece suo, ma già Platone, Spinoza, poi Hillman — ognuno a modo suo — ne custodisce l’eco.

Platone lo racconta nel mito di Er: l’anima sceglie una forma di vita e deve restare fedele a quella scelta.
 Spinoza lo pensa come conatus: ogni cosa tende naturalmente a perseverare nel proprio essere.
 Hillman propone la metafora della ghianda: in noi è nascosta un’immagine che chiede di fiorire.

Tutte variazioni sullo stesso tema: non inventarti altro da te, non inseguire modelli esterni. La vita chiede solo questo: onora la forma che già ti abita, e divieni ciò che sei.

Forse non è esatto parlare di “ritrovare se stessi”: l’espressione è consumata dall’uso, ma contiene una traccia di verità. Non si tratta di scoprire un sé perduto, quanto di riconoscere la coerenza che da sempre opera in noi. È un risuonare, un accordarsi con la propria necessità.

Per questo vi è una somiglianza profonda tra l’essere nella propria vocazione e l’accettare spinozianamente il mondo. Nel mito della vocazione, il compimento coincide con l’armonia tra sé e il proprio destino. In Spinoza, l’amor Dei intellectualis nasce quando la mente vede che tutto segue dalla necessità divina e non può essere altrimenti.

Entrambe le esperienze generano una pace attiva, non rassegnazione: si diventa strumenti consapevoli della necessità — o meglio, si scopre che la necessità era già all’opera in noi. E da questa fedeltà alla forma che ci attraversa scaturisce una beatitudine, forse imperfetta, ma sufficiente a sentire che la vita, nel suo modo, è compiuta.

Ultima modifica il Giovedì, 28 Agosto 2025 10:12
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2 commenti

  • Link al commento pietro Venerdì, 29 Agosto 2025 09:50 inviato da pietro

    Non è facile per me essere svelatore, custode e nutrimento del mio sé autentico e nel contempo accettare spinozianamente il mondo e la necessità divina che quel sé autentico, quando riesco ad attingerlo, contesta.

    Rapporto
  • Link al commento Bruno Vergani Venerdì, 29 Agosto 2025 11:05 inviato da Bruno Vergani

    Forse, Pietro, l’autenticità del sé non consiste nell’affermare un nucleo assoluto e contrapposto al mondo, ma nel riconoscere che, a livello ontologico ultimo, quel sé non ha consistenza propria. In questo senso, la sua verità non sta nell’opposizione alla necessità, ma ne è espressione.

    Rapporto

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