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Venerdì, 18 Gennaio 2019 13:32

Promulgatori

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Lo chiamano destino se il regista è Dio e determinismo se Dio non c’è, ma cambia poco. Condizioni, caso, contingenze e pre-potenti forze, interne ed esterne a noi, possono precluderci il potere di scegliere. Tuttavia, visto che non siamo il centro dell’universo, una completa e assoluta libertà dal precostituito è atto impossibile e se possibile delirante. Un’emancipazione parziale e circoscritta è invece attuabile, compito complesso e arduo che chiede costante e spregiudicata indagine capace di cogliere e attuare quote di libertà nel principio di realtà.

Ben vengano le concezioni filosofico-politiche che affermano e difendono i diritti inalienabili della persona, anche se poco possono agire nella giurisdizione di numerose e altre pre-potenti forze, a iniziare da quelle che albergano dentro di noi; potenze talora proficue, ma non di rado tarli che ci esautorano da dentro. Ce ne vuole di lavoro e di coraggio affinché la persona sia, per quanto possibile, una libera istituzione: sarà necessaria una costituzione basilare scritta di proprio pugno non troppo sgangherata. Corrisponderà con quella promulgata dallo Stato nel quale viviamo?

In fin dei conti l’essere cittadini -ancor prima di doveri e diritti nell’ottemperare leggi e norme date- consiste nel rapporto dialettico tra la nostra Costituzione e Istituzione in atto e quelle dello Stato, e l’essere persona sia attua nel rapporto dialettico tra la nostra basilare Costituzione personale e quelle degli altri.

Ultima modifica il Venerdì, 18 Gennaio 2019 14:05
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