BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Giovedì, 04 Settembre 2014 17:39

Un’apologia di Giuda

Scritto da 

Una stringata autobiografia di Giuda che rendiconta fatti e luoghi dettagliando il personale percorso di pensiero nei tre anni trascorsi col Nazareno. Un Giuda erudito e un Gesù poco divino e molto umano, di una umanità forte, un po’ preistorica. Valoroso e coraggioso, a maggior ragione per uno scrittore cattolico, nonché stimolante seppur non inedito incontrare Giuda protagonista che, dalla sua angolazione, riespone tratti delle narrazioni dei vangeli in un, quasi onnisciente, attuale continuo-infinito-presente.
Ben scritti luoghi e eventi che risultano freschi e credibili come anche la figura di Gesù, meno felice la descrizione del percorso intimo di Giuda che appare personaggio incompiuto, semilavorato nella sua schizofrenica complessità, al limite della credibilità: rispettoso della Torah e dei profeti, talvolta illuminista, a tratti kantiano eppure nichilista, quasi che l’Autore disturbi il personaggio - a tratti il racconto prende forma di saggio - non lasciandolo vivere di forza propria.
In tale paciugo di fasi e variazioni permane immutata l’amicizia del protagonista con Gesù di Nazareth, una amicizia alla persona del Nazareno direttamente proporzionale all’inimicizia al suo pensiero, tragica ambiguità ritenuta valorosa e giustificatoria dal protagonista, nodo scorsoio che più ama più stringe e più fa danno. Scisma tra amore e pensiero che porterà i due amici finire entrambi cadaveri appesi a pezzi di legno di croce e di albero, ma la storia continua: Giuda intravede un posto e un tempo dove le risposte non trovate e gli ideali traditi saranno guariti e ricomposti e l’incompiuto personale si sanerà. Scorge questa possibilità di soddisfazione nell’emancipazione della storia umana dalla diabolica miseria di pensiero e dalle conseguenti parole sciocche eppur potenti perché capaci di produrre le “cose” nel mero meccanismo del proferirle.

Fa' che questa strada non finisca mai
un’apologia di Giuda
Doninelli Luca, Bompiani

Ultima modifica il Venerdì, 05 Settembre 2014 07:14

3 commenti

  • Link al commento Luca Doninelli Sabato, 06 Settembre 2014 18:58 inviato da Luca Doninelli

    Lo spettacolo ha avuto luogo ieri sera a Bergamo, in S. Alessandro in Colonna. Spero di poterlo portare a Milano, anche se non è semplice. Lì potresti constatare di persona se Giuda è accaduto o meno. Non posso essere io a dirtelo.

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  • Link al commento Bruno Vergani Sabato, 06 Settembre 2014 17:59 inviato da Bruno Vergani

    Caro Doninelli, forse un affidabile riscontro alla mia un po’ ingenerosa annotazione accadrà nella rappresentazione teatrale (se ben informato in programma) nel caso la messa in scena non si limiti a una lettura del testo ma accada Giuda sul palco. Nel caso sarebbe interessante conoscere eventuali difficoltà drammaturgiche nella costruzione del protagonista e il percorso dell’attore per entrarci onestamente.
    Per tutto il resto grazie: ho visto tutto, ho visto bene. Cosa chiedere di più a uno scrittore?

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  • Link al commento Luca Doninelli Sabato, 06 Settembre 2014 16:35 inviato da Luca Doninelli

    Caro Vergani, grazie per la tua recensione puntuale e acuta. Sulla figura di Giuda, che critichi, sei leggermente ingeneroso. Non giudico le tue categorie estetiche, ma questo Giuda oscillante tra posizioni in realtà diverse, tutte confusamente ruotanti intorno a una concezione normativa del divino, talora devoto talora ateo, era proprio quello che volevo. Tu sai meglio di me di quanti no è fatto spesso un sì e di quanti sì a mezza bocca è fatto un no. Il tragico è fatto anche di questo. A parte questo punto, sul quale non mi accanisco (può darsi che abbia ragione tu, ti prometto di pensarci come già sto facendo), ti ringrazio per la lettura, che è una vera lettura. A presto. Luca Doninelli

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