BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Mercoledì, 16 Aprile 2014 18:14

L’Agnello

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E il carboidrato si e la proteina no, la proteina si il carboidrato no, e mangia così e mangia cosà. Sull’alimentazione si sente tutto e il contrario di tutto, conosco una anziana signora convinta che lo zucchero bianco faccia più male dell’eroina. Altri bandiscono il glutine anche se lo tollerano, altri mangiano solo quello sotto forma di seitan anche se un po’ intolleranti. Imperversano imitazioni della carne a base di derivati dalla soia per vegetariani nostalgici della bistecca, una sorta di surrogato, di feticismo alimentare, dove la carne è sostituita da una sua evocazione perversa. Qualcuno passa l’esistenza a leggere le etichette degli alimenti, militari in missione speciale capaci di scorgere immondi veleni ovunque.

Ricordo che circondato da vegetariani lo ero diventato anch’io. Venti anni di moderata militanza. Come non diventarlo, mica sono tolleranti i vegetariani coi carnivori. Mica dicono:

«Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!» (Matteo 15, 10-11).

Siccome ho temperamento conciliante, in seguito, frequentando onnivori mi sono conformato ai loro gusti. A differenza dei vegetariani gli onnivori si occupano di quello che mangiano loro senza preoccuparsi di quello che mangiano gli altri. Da quelle parti avrei anche potuto rimanere vegetariano, però mi sarei complicata l’esistenza: non è facile quando i commensali cucinano carne evitarla.
Quando mi nutro in solitudine scelgo alimenti che mi piacciono e rapidi da cucinare, a eccezione del cavallo talvolta mangio carne. Chissà perché mi sono dato il precetto di evitare carne di animali che non sarei capace di uccidere con le mie mani: manzi, vitelli, agnelli e maiali. Tradisco il precetto e nell’ingurgitare il cadavere trovo sempre più ragioni al non mangiare carne che al mangiarla, eppure continuo. Il pollame lo mangio quasi sereno perché, coerente al precetto, una volta avevo tirato con successo il collo a un pollo, anche se i polli di allevamento dei supermercati mi fanno un po’ schifo, tuttavia col Primitivo di Manduria vanno giù.

Ieri mio cognato ha ordinato l’agnello nostrano dal pastore, siccome nei giorni di festa solenne i carnivori diventano militanti al pari dei vegetariani, mica potrò a Pasqua rimanere nell’angolo a mangiare pane, carciofi e erbe amare col coro dei parenti carnivori là a recitarmi la litania:
«Emmangia l’agnello, emmangia!»
E certo che lo mangerò trovando un paio di ragioni per mangiarlo e un centinaio per astenermi dal farlo. Però, conti alla mano, i miei gatti mangiano molta più carne di me. Sono numerosi e ogni giorno si pappano mezzo chilo di croccantini oltre alle sei scatole al manzo, al  pollo, al salmone, talvolta anche all’agnello che gli compro invece di adottare a distanza sei bambini dell’Africa. Strano precetto il vietarmi di mangiare agnello per poi comprarlo al gatto. Ma i vegetariani possono dare carne al gatto o fan peccato?

 

 


 

Ultima modifica il Sabato, 19 Aprile 2014 11:48

2 commenti

  • Link al commento matilde cesaro Giovedì, 17 Aprile 2014 06:29 inviato da matilde cesaro

    Tolleranza zero.
    Vegetariana per scelta, per dedizione, per passione, per gusto.
    Tolleranza zero è quella che mi riserva mia madre. accanita onnivora con una predilizione per le carni bianche (pollo, vitellina)
    un amore per il parmigiano
    una passione per glutammati farmaceutici (sono di farmacia no?)
    un legame idissolubile con l'olio...
    Pasqua di pace, foglie d'olivo, gocce d'acqua santa a benedire la tavola
    Tocca a me cucinare:
    tagliatelle con i piselli freschi e basilico
    bietoline con buccia di limone grattuggiata
    carciofi, quelli giganti, al vapore
    frutta fresca
    per tutto il resto c'è mamma express!
    E pace fu!
    Auguri

    Rapporto
  • Link al commento Augusto Cavadi Giovedì, 17 Aprile 2014 06:15 inviato da Augusto Cavadi

    Una vegetariana mi ha spiegato, avendo anch'io il tuo dilemma etico, che compra i croccantini di carne al gatto a titolo di risarcimento della 'prigionia'. Se fosse libero, infatti, il gatto si procurerebbe da sé topi, lucertole, mosche...Non resto convinto al 100% dell'argomentazione, ma ha un suo senso. Comunque la radice di tutto è nei moderni sistemi di allevamento nazisti: là dovremmo, dovremo, intervenire politicamente per eliminarli.

    Rapporto

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