BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Giovedì, 25 Aprile 2013 16:42

Compromesso VS Inciucio

Scritto da 

Sarebbe utile distinguere il basso compromesso dell’inciucio dal civile confronto dialettico che lavora, nel limite delle reali possibilità,  per ottenere profitto alle parti e per tutti. Il perseguire inciuci è atteggiamento che descrive connivenze tra mariuoli, ma il preconcetto rifiuto del compromesso - quando dialettico e democratico - è anche peggio: caratterizza dittatori e psicotici. Figure che autoreferenzialmente si concepiscono immacolate, antropologicamente differenti da tutte le altre, separate, sacre. Paranoiche a ogni potenziale contaminazione anelano a una perfetta e asettica terra promessa e per raggiungerla difendono e offendono indifferenti al dialogo e a qualsiasi principio di realtà. Ideologicamente pietrificati rifiutano pregiudizialmente il compromesso, anche se dignitoso e inevitabile, fino a sacrificare risultati - in realtà - meno peggiori, per quelli - di fatto -  assolutamente peggiori, sull’altare di una idealistica e presupposta perfezione a venire. Un sacrificare il reale aldiqua per un presupposto immaginario aldilà.

Va preso atto che il M5S nel proporre Rodotà alla presidenza della Repubblica aveva dato prova di emancipazione dai potenziali rischi di deriva sacrale per i quali, in precedenza, aveva offerto qualche indizio. Nel raro, forse unico, momento che il M5S si è confrontato e aperto dialetticamente con i partiti quasi tutti hanno rifiutato, PD compreso.
L’ elettore PD un minimo consapevole - di quelli che nella cabina elettorale già si sentiva nell’intimo un po’ sciocco nel votare Partito Democratico - si è percepito, d’un colpo, sciocco del tutto per l'inutilià della sua scelta. Anche lui corresponsabile della perdita del meno peggio e fautore, suo malgrado, del peggio assoluto che continua e imperversa a oltranza. Inutile ogni mugugno tardivo.

Ultima modifica il Venerdì, 26 Aprile 2013 10:13

3 commenti

  • Link al commento Peter Speedwell Sabato, 27 Aprile 2013 19:57 inviato da Peter Speedwell

    Bruno, grazie, è eccellente. Ma penso che il PD non ha appoggiato Rodotà ufficialmente perché la destra del partito non l'avrebbe mai accettato. Sì Rodotà mi sembrava un candidato serio, idoneo ma se Prodi non poteva trovare una maggioranza...?
    Ma è vero: quando facciamo critiche di una persona e quella persona cambia, non sappiamo che fare. Sembra che abbiamo bisogno di quella persona che le cose 'sbagliate'.

    Rapporto
  • Link al commento Bruno Vergani Venerdì, 26 Aprile 2013 10:48 inviato da Bruno Vergani

    Cara Delia ci sono dentro anch'io nel voto inutile. A parziale nostra attenuante, ma aggravante per il partito, riprendo dal blog di Giuseppe Civati alcune dichiarazioni relative alla posizione antiberlusconiana del PD:

    «Pensare che dopo 20 anni di guerra civile in Italia, nasca un governo Bersani-Berlusconi non ha senso. Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile» (Enrico Letta, 8 aprile 2013).

    «I contrasti aspri tra le forze politiche rendono non idoneo un governissimo con forze politiche tradizionali» (Enrico Letta, 29 marzo 2013).

    «Non sono praticabili né credibili in nessuna forma accordi di governo fra noi e la destra berlusconiana» (Pier Luigi Bersani, 6 marzo 2013)

    «Il governissimo non è la risposta ai problemi» (Pier Luigi Bersani, 13 aprile 2013).

    «Il governissimo predisporrebbe il calendario di giorni peggiori» (Pierluigi Bersani, 8 aprile 2013).

    «Se si pensa di ovviare con maggioranze dove io dovrei stare con Berlusconi, si sbagliano. Nel caso io, e penso anche il Pd, ci riposiamo» ( Pierluigi Bersani, 2 ottobre 2012).

    «In Italia non è possibile che, neppure in una situazione d’emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme» (Massimo D’Alema, 8 marzo 2013).

    «Il Pd è unito su una proposta chiara. Noi diciamo no a ipotesi di governissimi con la destra» (Anna Finocchiaro, 5 marzo 2013).

    «Fare cose non comprensibili dagli elettori non sono utili né per l’Italia né per gli italiani. Non mi pare questa la strada». (Beppe Fioroni, 25 marzo 2013).

    «Non si può riproporre qui una grande coalizione come in Germania. Non ci sono le condizioni per avere in uno stesso governo Bersani, Letta, Berlusconi e Alfano» (Dario Franceschini, 23 aprile 2013).

    «Sono contrario a un governo Pd-Pdl» (Andrea Orlando, 22 aprile 2013).

    «Abbiamo sempre escluso le larghe intese e le ipotesi di governissimo» (Rosy Bindi, 21 aprile 2013).

    «Serve un governo del cambiamento che possa dare risposta ai grandi problemi dell’Italia. Nessun governissimo Pd-Pdl» (Roberto Speranza, 8 aprile 2013).

    «Non dobbiamo avere paura di confrontarci con gli altri, ma non significa fare un governo con ministri del Pd e del Pdl. La prospettiva non è una formula politicista come il governissimo, è quel governo di cambiamento di cui l’Italia ha bisogno» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

    «L’alternativa non può essere o voto anticipato o alleanza stretta tra Pd e Pdl» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

    «Lo dico con anticipo, io un’alleanza con Berlusconi non la voto» (Emanuele Fiano, 28 febbraio 2013).

    «I nostri elettori non capirebbero un accordo con Berlusconi» (Ivan Scalfarotto, 28 febbraio).

    «Non c’è nessun inciucio: se questa elezione fosse il preludio per un governissimo io non ci sto e non ci starebbe neanche il Pd» (Cesare Damiano, 18 aprile 2013).

    «Serve un governo di cambiamento vero ed è impensabile farlo con chi in questi anni ha sempre dimostrato di avere idee opposte alle nostre» (Fausto Raciti, 14 aprile 2013).

    «Un governo Pd-Pdl è inimmaginabile» (Matteo Orfini, 27 marzo 2013).

    Anche il Fatto Quotidiano pubblica la raffica di recenti giaculatorie antiberlusconiane dette da Enrico Letta:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/26/governo-letta-quando-presidente-incaricato-diceva-mai-con-berlusconi
    /576346/
    “Ha distrutto l’Italia, mai al governo con Berlusconi”. A sostenerlo non sono stati Grillo o Vendola. Ma è stato a più riprese il presidente incaricato Enrico Letta che nelle prossime ore giurerà come capo di un governo formato da esponenti del Pd e del Pdl. Qui una rassegna delle dichiarazioni più “energiche” nei confronti del centrodestra guidato da Silvio Berlusconi.

    Occorre un grande patto costituente tra progressisti e moderati che escluda dal governo i populismi di Grillo, Berlusconi e Di Pietro (26-6-12). Il governo si regge su un patto politico chiaro: il Pd si è assunto la responsabilità di stare in una maggioranza con chi ci ha ridotto così, a patto che l’interlocutore non fosse Berlusconi (3-7-12). L’ipotesi di una grande coalizione col Pdl dopo le elezioni è molto lontana. E la lontananza è data dal ritorno in campo di Silvio Berlusconi, che rende questa ipotesi poco credibile” (22-8-12). Quella di una Grande Coalizione col Pdl è una prospettiva completamente affossata dal ritorno di Berlusconi, responsabile della situazione molto negativa nella quale il Paese si è ritrovato” (23-8-12).

    Nella prossima legislatura non possiamo governare con un patto politico con Berlusconi. Ha distrutto il lavoro di Alfano per rendere il Pdl un normale partito conservatore europeo e l’ha fatto tornare alla logica di Arcore, per noi inaccettabile (3-10-12). La prospettiva di un Berlusconi-5 la vendetta è una idea repellente rispetto alla buona politica (1-12-12). Tra Pd e Monti ci sarà dialogo e competizione leale. Il nostro avversario comune è Berlusconi (23-12-12). Se dovesse esserci necessità di governare con un alleato, non potremmo rivolgerci né a Berlusconi né a Grillo: il ragionamento andrà fatto con coloro con cui condividiamo la scelta europeista e dunque con Monti e le forze di centro (28-12-12). Risponderemo colpo su colpo alle parole vergognose sul presidente Napolitano pronunciate da Silvio Berlusconi (31-12-12). Alle bugie di Berlusconi risponderemo colpo su colpo. Bisognerebbe aprire una commissione parlamentare d’inchiesta su di lui (2-1-13).

    Il disastro e la vergogna. Berlusconi, con lo spettacolo, cerca di far dimenticare entrambi al Paese. Lui è il nostro vero avversario. E dobbiamo battere il suo populismo. Confidiamo nella memoria degli italiani che sanno che, dopo tre anni di governo Berlusconi, le famiglie e le imprese si trovavano a pagare i mutui cinque volte tanto rispetto a tedeschi e francesi (12-1-13). Berlusconi non torna, perché i danni che ha fatto al Paese sono tanti e gli italiani non hanno una memoria così fallace (14-1-13). L’Italia è stata distrutta da Berlusconi, che sta cercando ancora una volta di rendere questa campagna elettorale ansiogena ai limiti della guerra civile (15-1-13). C’è stato un periodo in cui andando all’estero a noi italiani ci deridevano per il “bunga bunga” piuttosto che apprezzarci per i tanti cervelli costretti a emigrare (25-1-13). Berlusconi è come Sylvester Stallone o Jean-Claude Van Damme nel film I mercenari, come quei personaggi che ritornano e a 65 anni fanno le cose che facevano quando ne avevano a 25: patetico e bollito (30-1-13).

    La proposta di rimborsare l’Imu finanziando l’operazione con la tassazione dei capitali italiani in Svizzera non è credibile: perché la fa Berlusconi, perché è basata su premesse che non tengono conto della verità, perché non si poggia sulla possibilità di realizzarla dal punto di vista della solidità politica. Berlusconi è l’uomo che ha fatto quasi fallire l’Italia e che ora si ripropone, rovesciando la verità e facendo promesse irrealizzabili, contando sul fatto che gli italiani ogni tanto hanno la memoria corta. L’alternativa è tra noi e Berlusconi (4-2-13). I voti a Berlusconi? Era assurdo pensare che non ci fosse chi voleva votare per chi difende l’evasione fiscale, visto che in Italia c’è il 20 per cento di evasione fiscale e gli evasori fiscali votano (8-2-13). Abbiamo chiaro da tempo che l’errore fatto negli anni Novanta e quando abbiamo governato è stato di non riuscire a fare una buona legge sul conflitto di interessi e la riforma del sistema radiotelevisivo. E anche se i buoi sono scappati dalla stalla, in questa legislatura bisogna rimediare a tutti i costi: il Pd obbligherà Berlusconi a sciogliere i suoi conflitti di interesse se si vuole ricandidare. Il suo ruolo di tycoon mediatico è emerso in tutta la sua pesantezza anche in questa campagna elettorale.

    Sarebbe cambiata la storia del Paese se la legge si fosse fatta prima, perché Berlusconi ha usato in modo sempre scorretto il suo potere (21-2-13). Nel dire no a un governo con Berlusconi non dobbiamo avere alcuna ambiguità, mentre dobbiamo sfidare Grillo senza rincorrerlo (6-3-13). Grande coalizione? Fossimo in Germania e ci fosse la Merkel sarebbe la soluzione perfetta. Purtroppo siamo in Italia e c’è Berlusconi, la vedo complicata” (8-3-13). L’agenda del Pdl ha un solo punto: la difesa di Berlusconi (9-3-13). Non tenti la destra di rovesciare le cose e usare il monito di Napolitano a coperture delle proprie ingiustificabili manifestazioni sulle scalinate del Tribunale di Milano. Pensi il Pdl invece a riflettere sulle argomentazioni del Presidente e a rispettare i principi costituzionali di autonomia dei poteri (12-3-13).

    Berlusconi oggi propone un governo della concordia. Ma con quale coraggio e con quale coerenza lo fa, dal momento che nell’unico caso in cui sostenevamo lo stesso governo per fronteggiare la crisi più grave del dopoguerra ha tolto la spina prima del tempo solo per i suoi interessi, perché voleva andare a fare la campagna elettorale? (20-3-13). Pensare che dopo 20 anni di guerra civile in Italia, nasca un governo Bersani-Berlusconi non ha senso. Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile (8-4-13).

    di Enrico Letta

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  • Link al commento delia Venerdì, 26 Aprile 2013 09:40 inviato da delia

    Bruno, grazie per l'eufemismo "un po' sciocco" quando si e' votato PD. Io mi sono sentita nella melma perché depositavo il "voto utile meno peggio".
    Rispetto alle tue considerazioni sulla differenza tra inciucio e compromesso, le trovo azzecatissime. Ilo compromesso" e' inevitabile nella vita: i rapporti di amore, amicizia, tra genitori e figli, si bassa su molte rinuncie e meno conquiste. Il compromesso e' parte del vivere in societa'. Cosa significa la frase "la propria liberta' finisce quando inizia la liberta' altrui"? Significa "compromesso".
    Mi sono trovata d'accordo con le ragioni di Vendola invocate per spiegare il suo "no" al compromesso. Ma ho "dovuto" scrivergli sulla sua pagina fb su quanto sia comodo e facile avere dei grandi principi quando non si e' responsabile di una situazione!
    Detto cio' torniamo a questo disgraziato momento: quello che Grillo fa e' sotto gli occhi di tutti, compresso lanciare "il nuovo" nella persona di Rodota'... Ma quello che ha fatto Bersani e' stato delirante. Dopo due mesi di ceri accessi per un accordo con Grillo, ecco qui che cerca il connubio con Berlusconi. Quando si dice coerenza e senso dell'opportunita'...
    Ma arrendiamoci al fatto: questo e' un Paese schizofrenico e non possono essere diversi i suoi politici.

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