BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Martedì, 26 Marzo 2013 19:14

Ispoved (Confessione) Lev Nikolaevic Tolstoj

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Tolstoj nella sua stringata autobiografia «La Confessione» stima l’uomo privo di ogni valore. Constatata l’assoluta insignificanza personale scorge due sole possibilità per emanciparsi da essa: il suicidio o la fede in Dio. Alla fine del percorso opterà, a modo suo, per la fede.

Durante l’infanzia e la prima giovinezza Tolstoj accettò i princìpi e osservò le pratiche della Chiesa ortodossa, adesione perlopiù formale conseguenza dell’educazione familiare e sociale. A diciotto anni abbandonò quella fede tradizionalista, da lì decenni di sofferenza nel tentativo di colmare l’atroce mancanza di senso all’esistere che, via, via, l’aveva fagocitato. Nel tentativo di lenire la sofferenza aveva implementato differenti strategie inizialmente perseguendo fama e ricchezza, periodo che ricorda con orrore e disgusto; a nulla gli era servito il percepirsi appartenente alla comunità degli intellettuali e ripensando alla cerchia che frequentava valuterà il successo e il progresso, un tempo perseguiti, mere credenze superstiziose. Indagando a fondo era approdato a un chirurgico nichilismo ispirato all’Ecclesiaste e al pensiero di Schopenhauer, Buddha e Socrate: condannati nel nascere ma redenti dal morire. Incapace di suicidarsi era rimasto impaludato in labirinti di impostura con sé stesso descritti senza censura alcuna, poi la svolta nell’imputazione personale: nell’osservare che fuori dalla cerchia dei ricchi e dei colti caratterizzati da vanagloria, cupidigia e superbia - categoria alla quale lui stesso apparteneva -, aveva constatato che milioni di persone semplici e povere vivevano e morivano serenamente perché credenti in Dio. Prese così «ad amare gli uomini buoni» detestando sè stesso. Di quel momento cruciale scrive: «Da allora tutto mi divenne chiaro. Che accadrebbe se un boia, che ha trascorso la vita a torturare e a tagliar teste, oppure un ubriacone oppure un pazzo rinchiuso per tutta la vita in una stanza chiusa, […] che accadrebbe se essi si chiedessero: che cosa è la vita? […] Essi non potrebbero darsi altra risposta se non che la vita è il peggiore dei mali; e la risposta del pazzo sarebbe del tutto giusta, ma soltanto per lui.»
La risposta che più trovava razionale al suo percorso era, a quel punto, la fede. Il riavvicinamento alla Chiesa ortodossa non fu lineare: lo scostamento tra le sante intenzioni e le miserie reali dei suoi esponenti, i conflitti della confessione ortodossa nei confronti di altre chiese in nome di una presunta superiorità e l’assurdità  di alcuni passaggi dottrinali, condussero Tolstoj a diagnosticare che nella Chiesa ortodossa vi erano cose giustie mischiate a cose sbagliate. Instaurò con l’istituzione un rapporto nel contempo devozionale e dialettico-conflittuale per poi abbracciare una fede personale, laica, una sorta di cristianesimo anarchico.

Ne la «Confessione» Tolstoj afferma che l’atto dello scrivere - il suo incluso – è vanaglorioso, eppure nel farlo testimonia l’esatto contrario dando prova dell’efficacia redentiva del pensiero personale in azione attraverso la scrittura. Nell’opera la parola che più utilizza è il pronome personale “Io” che ricorre 766 volte, Dio 44.

Leggere o rileggere la «Confessione» è meglio del fermarsi alla mia condensata recensione. Scaricabile a gratis qui:
http://ebookbrowse.com/tolstoj-la-confessione-pdf-d187183447

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Marzo 2013 08:25

1 commento

  • Link al commento Delia Venerdì, 29 Marzo 2013 08:38 inviato da Delia

    Continua a stupirmi che ai tempi di Tolstoj come adesso esistessero sia la confusione tra fede e religione (cioè la strumentalizzazione di quello che per comodità chiamo Dio) sia il bisogno di cercare riferimenti esterni e ricondurre tutto questo a una struttura gerarchizzata cioè a una Chiesa organizzata che ti comandi, ti dica come e quando e in cosa credere, ecc. ecc. Sfugge che si possa essere un "libero pensatore" credendo anche in "Dio"?

    Rapporto

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