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Giovedì, 20 Dicembre 2012 14:34

Il Celeste. Ascesa e declino di Roberto Formigoni

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Non rientra nelle consuetudini che la biografia di un politico nostrano e contemporaneo appaia interessante, neppure che cominci dall’epilogo e neanche che la cronaca del protagonista - pur senza anestetizzare dati e date - si emancipi  da sé stessa per diventare romanzo. Il saggio biografico su Roberto Formigoni di Gianni Barbacetto ci riesce.

Cronaca e tematiche storiche si mischiamo e confondono in un Western padano e universale, un mix di commedia provinciale e dramma nazionale, di “alti” ideali che generano fogne, di spiritualità che produce kitsch.
Un Far West antropologico e politico dove indiani e cowboy, nordisti e sudisti,  pistoleros e peones alternano alleanze e ostilità nei confronti del protagonista, mentre lui sopra un trono barocco gira su sé stesso, rotazione autoreferenziale perpetua, immodificabile. Da lì mitraglia querele a chiunque lo contesti, perchè convinto di appartenere e rappresentare politicamente una corporazione coincidente la presenza di Dio stesso nella storia; verità incarnata - denominata Comunione e Liberazione - che tutto può, tutto ricompone, tutto giustifica e tutto salva. Iddio che entra nella storia e presceglie alcuni, proprio loro, solo loro. Lì Dio prenderebbe casa e attraverso l’espansione dei prescelti si farebbe presenza all’umanità tutta, fino agli estremi confini della terra. Come politico, come persona, come leader, puoi valere meno del due di picche ma in quanto rappresentante politico del movimento ecclesiale ciellino il consenso elettorale viene garantito, a prescindere, generoso e a oltranza, dagli appartenenti alla corporazione; la potenza di Formigoni attinge proprio da lì, unicamente da lì.
Presupposta grazia traboccante ciellina meritevole di approfondimento e rispetto ma che nel racconto finisce, a causa del protagonista, in pozzi neri. Traboccante ideale di gruppo che si declina in tracotanza individuale.
Insieme alla narrazione della gloria decadente di Formigoni che più sale più sprofonda, è onnipresente la storia politica e sociale nazionale degli ultimi decenni che evita all’Autore derive voyeuristiche e gossippare.

Barbacetto in una biografia di inchiesta che diventa romanzo con valenze antropologiche, filosofiche, finanche teologiche, avrebbe inventato un nuovo genere letterario se non anticipato dal  profeta biblico Amos che, quasi tremila anni fa, fotografava preciso le vicissitudini di Regione Lombardia e del suo ex governatore:

«Essi su letti d'avorio e sdraiati sui loro divani mangiano gli agnelli del gregge e i vitelli cresciuti nella stalla. Canterellano al suono dell'arpa, si pareggiano a David negli strumenti musicali; bevono il vino in larghe coppe e si ungono con gli unguenti più raffinati, ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano. Perciò andranno in esilio in testa ai deportati e cesserà l'orgia dei buontemponi.»  


Il Celeste. Ascesa e declino di Roberto Formigoni
Barbacetto Gianni
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Ultima modifica il Giovedì, 20 Dicembre 2012 15:13

2 commenti

  • Link al commento Bruno Vergani Venerdì, 28 Dicembre 2012 20:12 inviato da Bruno Vergani

    Tutti noi? Ma a lei l'inibizione o la glora del soggetto le procurerebbe una qualche utilità?

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  • Link al commento nicole Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:15 inviato da nicole

    Ma davvero Formigoni è "finito" o ha in serbo qualche sorpresa per tutti noi?

    Rapporto

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