BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Martedì, 27 Novembre 2012 11:21

Taranto 27 novembre 2012

Scritto da 

All’ingresso Ilva l’operaio striscia la tessera, quella con dentro il chip che lo individua, ma il tornello non si apre.
Riprova. Niente.
Allora fa il pugno chiuso. Niente.
Prova col segno della croce. Niente.

Pasolini nel suo film «Salò o le 120 giornate di Sodoma”» (1975) lo mostrava fatto annegare in tinozze piene di merda invece che in access control e magnetic cards, ma la storia era la stessa.

Ultima modifica il Martedì, 27 Novembre 2012 15:09
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3 commenti

  • Link al commento gianmario allegro Mercoledì, 28 Novembre 2012 05:57 inviato da gianmario allegro

    la fabbrica è li intatta con i suoi operai e i suoi dirigenti, la bomba non ha distrutto nulla ne ucciso nessuno si è sentito solo un forte boato, tanta è stata la paura che nessuno vuole più uscire di casa fingono di essere morti per essere iscritti sulle lapidi, il custode ed il suo cane mangiano tranquilli al sole mentre la polvere ammanta i tondelli.

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  • Link al commento matilde cesaro Martedì, 27 Novembre 2012 16:03 inviato da matilde cesaro

    ... .... .... .... .... .... .... Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
    questa morte che ci accompagna
    dal mattino alla sera, insonne,
    sorda, come un vecchio rimorso
    o un vizio assurdo. I tuoi occhi
    saranno una vana parola,
    un grido taciuto, un silenzio.
    Così li vedi ogni mattina
    quando su te sola ti pieghi
    nello specchio. O cara speranza,
    quel giorno sapremo anche noi
    che sei la vita e sei il nulla

    Per tutti la morte ha uno sguardo.
    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
    Sarà come smettere un vizio,
    come vedere nello specchio
    riemergere un viso morto,
    come ascoltare un labbro chiuso.
    Scenderemo nel gorgo muti.

    Pavese

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  • Link al commento delia Martedì, 27 Novembre 2012 12:49 inviato da delia

    Bruno, non ho parole. Puoi immaginarti quanto Claudio e io siamo angosciati per quanto sta accadendo.
    Quando Teppa è rimasta lì, il suo commento è stato: "l'unica cosa buona è che è rimasta in casa nostra". Tale consideriamo la Puglia.
    Famiglia disperate e anche un colosso che è stato un gioiello e sarebbe potuto continuare a esserlo. Se non fosse che il presidente considera "niente" le vite perse per la sua, per la loro avidità.
    Infatti, adesso come ai tempi di Pasolini, "gli ultimi"
    sono i primi ... a morire.

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