BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Domenica, 28 Ottobre 2012 15:31

B. Caso umano

Scritto da 

Il Cavaliere dopo la condanna in primo grado per frode fiscale a 4 anni, l''interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e il pagamento di una provvisionale di 10 milioni, convoca a Lesmo, in tempi stretti, una conferenza stampa per difendersi contrattaccando. Si era così abituato a plasmare la mappa mentale altrui, a suggerire modi di vivere, a fornire linguaggi per interpretare il mondo, che proprio non riesce ad accettare di non essere più ascoltato, stimato, amato. Nel suo monologo fa prolisso nomi e cognomi dei suoi avversari. Ci sono anche Sarkozy e Merkel. Troppi. Viene il sospetto che manco lui conosca, di preciso, il suo nemico.

Il problema è che il suo principio non coincide più con quello di realtà, lui stupito appare teso, latra reattivo, scomposto, ripetitivo, svuotato di ogni significato. I sondaggi sentenziano che il gioco non funziona più, i milioni di italiani che lo avevano creduto, oggi rimasti col pensiero e il portafoglio vuoti, non lo sosterranno più.
Anche il mondo politico e la magistratura prendono distanza nettissima: Bersani: «Berlusconi? Ha già dato, basta populismo»; Casini: «Ha devastato il fronte dei moderati.»; Fini: «Le parole di Berlusconi sono il manifesto del populismo.»; Finocchiaro: «E' un disco rotto, pensa solo ai suoi interessi personali.»; L'Anm: «Barbarie? Basta attacchi»; Osvaldo Napoli: «Berlusconi si è fatto del male con le sue parole perché dopo quello che ha detto i moderati non verranno più con noi e così non vinceremo mai più le elezioni». Altri con sovrana indifferenza preferiscono ignorarlo e l'angoscia lo pervade. Martin Heidegger osservava che l'angoscia è ben diversa dalla paura:

«Noi abbiamo paura sempre di questo o di quell'ente determinato, che in questo o in quel determinato riguardo ci minaccia. La paura di... è sempre anche paura per qualcosa di determinato. Nell'angoscia, noi diciamo, uno è spaesato. Ma dinanzi a che cosa v'è lo spaesamento e cosa vuol dire quell'uno? Non possiamo dire dinanzi a che cosa uno è spaesato, perché lo è nell'insieme. Tutte le cose e noi stessi affondiamo in una sorta di indifferenza. Questo, tuttavia, non nel senso che le cose si dileguino, ma nel senso che nel loro allontanarsi come tale le cose si rivolgono a noi. Questo allontanarsi dell'ente nella sua totalità, che nell'angoscia ci assedia, ci opprime. Non rimane nessun sostegno. Nel dileguarsi dell'ente, rimane soltanto e ci soprassale questo nessuno. L'angoscia rivela il niente.»

Eppure, invece di restarsene lì spaesato tenendo il broncio al cosmo, una soluzione efficace e rapida l'avrebbe: «Vivi nascosto», sostituendo alla politica i rapporti amicali, diceva Epicuro. Avrà mai letto Epicuro? Ne avrà di amici veri?

Ultima modifica il Domenica, 28 Ottobre 2012 19:29

2 commenti

  • Link al commento Bruno Vergani Domenica, 28 Ottobre 2012 16:41 inviato da Bruno Vergani

    Caro Augusto, nel migliore dei casi ci si limita a leggere i quotidiani, “carta da pesce” diceva Montanelli, compresi quelli on line, se si limitano ad informare. Non è frequente nei quotidiani incontrare analisi utili, che stimolino davvero il pensiero. Che pensiero è se non ne stimola altri? Io che faccio l’erborista dedico un quarto d’ora al giorno alla “carta da pesce” (se scrivi tu un po’ di più) e mezz’ora ai filosofi, gente che nel dire "la loro" mi stimolano il pensiero permettendomi di dire, e talvolta praticare, "la mia". Non è forse questo il riappropriarsi del potere? Tutti filosofi di strada!

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  • Link al commento Augusto Cavadi Domenica, 28 Ottobre 2012 16:08 inviato da Augusto Cavadi

    Tutto sacrosanto, caro Bruno. Ma gli italiani - parlo degli elettori, non solo degli eletti - hanno mai letto, e soprattutto praticato, la filosofia?

    Rapporto

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