BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Giovedì, 19 Aprile 2012 18:10

Gentile Carla

Scritto da 

Carla Vites, moglie del ciellino Antonio Simone recentemente arrestato, scrive al Corriere della Sera. Gesto che rispetto e apprezzo nel metodo ma non nel merito, in una lettera rispondo in piazza.
 
Gentile Carla,
nella sua lettera al Corriere della Sera invita Comunione e Liberazione a «un sussulto di gelosia per la propria identità, per quello che Giussani pensava al momento della fondazione» e attacca Formigoni, a suo dire, traditore di amici e del pensiero del fondatore.
Perplesso da santificazioni e condanne ritengo invece che il problema alberghi proprio nell’identità ciellina da lei esaltata, della quale il governatore è diretta e congrua espressione.

Pensiero e identità che ben conosco: punto di partenza l’uomo e le sue presunte necessità ontologiche e ideali. Da qui l’urgenza di trovare direzione, senso e realizzazione, in una consapevolezza integrale: il senso religioso. Questo il valore e da qui i valori. L’urgenza che, dunque, avvertiva Giussani era che il potere politico dovesse tutelare questo senso religioso integrale; nella fattispecie che favorisse il consolidarsi e l’ingrandirsi della corporazione-istituzione ciellina fino agli estremi confini della terra.
Per il pensiero di Giussani chi è Gesù Cristo? Dov’è? Nella Chiesa? Non proprio. Cristo è concettualmente nella Chiesa, ma di fatto si manifesterebbe in quel pezzo di Chiesa che il ciellino ha incontrato: CL stessa. In questa teologia tribale, squisitamente giussaniana, il senso della cose, la morale, la cosa pubblica non sono tematiche da affrontare con imparzialità e confronto dialettico con l’Altro, in quanto si presume di possedere, perché prescelti dal destino, il significato ultimo di tutto e tutti in maniera integrale e indiscutibile: la presenza di Cristo che vive nella storia attraverso la compagnia di appartenenza.
Cristo coinciderebbe con CL, la verità anche, il senso della storia e il bene pubblico pure. In questa autoreferenzialità sta l’equivoco, ben più patologico e pericoloso delle «orrende camicie fiorate» del governatore, da lei ricordate.

E’ evidente che chi, all’interno di CL,  è un minimo sensibile avverte che c’è qualcosa che non va, ma siccome è stato programmato all’obbedienza, invece di dissentire dal pensiero del fondatore reagisce attaccando il “traditore” e stringendosi al gruppo di appartenenza: nel tentativo di sostenere l’inumana fatica di conciliare la drammatica realtà alle credenze tribali il veleno è equivocato per medicina. Difficile per l’appartenente a CL funzionare in modo diverso, così si è lasciato programmare dal pensiero del fondatore.
Cara Carla, l’avevo fatto anch’io, poi un giorno evitando di santificare e condannare chicchessia mi sono semplicemente detto: «Che fesso sono stato».

Auguri signora Carla!

Bruno Vergani

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Giugno 2016 16:43

7 commenti

  • Link al commento Gigi Cortesi Giovedì, 19 Aprile 2012 23:31 inviato da Gigi Cortesi

    Carissimo Bruno,
    cogli alcuni aspetti importanti, primo fra tutti che il destino di movimenti o partiti giocati sull'aggressione dell'avversario (e per CL tutti coloro che non sono ciellini o che non sono convertibili in ciellini sono avversari, dunque nemici; proprio come per la Lega e per il PDL e, in altri contesti, per il Partito comunista sovietico e per tutte le dittature) è la purga interna, quasi sempre riservata a chi non detiene il potere interno e ben si presta a fare il capro espiatorio,la Rosy Mauro di turno. Appena ho un po' di tempo approfondisco l'argomento sul mio blog.

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  • Link al commento Alberto Pezzi Venerdì, 20 Aprile 2012 08:50 inviato da Alberto Pezzi

    Il punto è che i ciellini sono dei mafiosi, in senso letterale.
    Le dinamiche interne al movimento e le sue esternalità non possono dunque che essere in tutto analoghe a quelle tipiche di Cosa Nostra.
    Il movimento si fonda sull'ignoranza dei militanti (come per la mafia) a beneficio dei pochi caporali (idem) ed ha la sola finalità di acquisire potere e ricchezza fini a loro stessi.
    Di peggiore della mafia, CL ha la peculiarità che si nasconde all'ombra del crocifisso per fare le proprie porcate e divorare intere piattate d'Italia.

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  • Link al commento Augusto Cavadi Venerdì, 20 Aprile 2012 12:20 inviato da Augusto Cavadi

    L'hai inviata al "Corriere della sera"?
    Probabilmente non la pubblicherebbero, ma sarebbe significativa anche questa censura.

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  • Link al commento Bruno Vergani Venerdì, 20 Aprile 2012 14:54 inviato da Bruno Vergani

    @ augustocavadi
    trasmessa ieri al Corriere della Sera redazione di Milano e non pubblicata. Caro Augusto conosco le due doti, ma la preveggenza non l'avevo ancora apprezzata.

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  • Link al commento Bruno Vergani Sabato, 21 Aprile 2012 11:29 inviato da Bruno Vergani

    Formigoni risponde da Tempi, rivista vicina a Comunione e Liberazione, alla lettera inviata al Corriere da Carla Vites moglie del ciellino Antonio Simone, e gira agilmente la frittata:

    «C’eri talvolta anche tu, cara Carla Vites, in quelle vacanze al mare, in quelle cene e lo sai e l’hai anche detto tra le righe dei tuoi sfoghi alla stampa. Nessun festino, nessuna occasione per tramare ai danni di chicchessia, nessuna riunione di affari».

    «Sono a volte caduto e cado in qualche eccesso di narcisismo o di personalismo? E’ così. E allora? C’entra qualcosa il mio personale modo di atteggiarmi, i miei limiti personali, i miei gusti o non gusti, con l’oggetto proprio della valutazione di un buono o cattivo amministratore? Che cosa si deve giudicare: le mie camicie o i miei atti di governo? Le mie giacche o le mie leggi?»

    «Inutile dire che non mi dimetterò: sarebbe da irresponsabili piegarsi al ricatto dei calunniatori e dare soddisfazione a lobby a cui sembra non importare niente del dramma della crisi che sta devastando l’Italia e a cui interessa soltanto la mia poltrona per i loro affari di potere».

    Risposte del governatore congrue ad una zuffa di condominio e nella fattispecie efficaci.

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  • Link al commento Bruno Vergani Lunedì, 23 Aprile 2012 08:57 inviato da Bruno Vergani

    Carissimo Gigi,
    ricordavi che, all’interno di questa visione tribale, tutti coloro che non appartengono al gruppo o che non sono convertibili al gruppo sono avversari, dunque nemici.
    Nella fattispecie il processo, che definiscono storico-ontologico, assume connotati estremi e comici: a differenza dei partiti l’avversario viene fatto fuori all’origine negandolo. Tutto origina da una teoria bislacca dove un sommo Ente diventa storia e presceglie alcuni (quelli del gruppo ) e non altri (i miliardi di persone che abitano il mondo). Chi non scelto dall’Ente è nulla, a meno che si aggreghi ai prescelti; chi scelto è tutto, tanto quanto appartiene, dunque obbedisce, alle autorità dei prescelti. In ogni caso il pensiero del soggetto è fagocitato dalla Teoria “ontostorica” o meglio “ontotribale”.

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  • Link al commento giuseppeandrioli Lunedì, 23 Aprile 2012 12:43 inviato da giuseppeandrioli

    Caro Bruno, purtroppo di fessi (in buona fede) siamo stati in tanti...comunque è sempre un piacere leggere le tue (puntuali) analisi. Un caro saluto

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