BLOG DI BRUNO VERGANI

Radiografie appese a un filo, condivisione di un percorso artistico

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Sabato, 23 Gennaio 2010 18:39

Pastorale digitale

Scritto da  Bruno Vergani

 

Oggi il Papa ricorda quanto sia importante una pastorale nel mondo digitale, “dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura”. Conosco l’universo dei siti cattolici, a cominciare da quello Vaticano. Puoi non essere d’accordo ma è completo e ben allestito. e poi numerosissimi siti e blog personali Ci sono i siti dei cristiani dissidenti sinistroidi, piuttosto prevedibili, ma indispensabili visti i tempi che corrono. Il medico di famiglia dovrebbe prescriverne la visita quotidiana. Quelli dei non dissidenti ancor più prevedibili e monotoni, tutti lì impegnati nel difendere il loro assetto. Alcuni dignitosi come quello del Monastero di Bose. Altri, rarissimi, liberi e profondi capaci di parlare a tutti. Ma i siti che imperversano, la top ten sono quelli dei quelli “Madonnari”. Fanno da devoto megafono alla Madre Divina che appare e un giorno si uno no parla all’umanità.Frange fondamentaliste del protestantesimo si tengono a distanza perché interpretano queste apparizioni come manifestazione del demonio. Ho letto i messaggi della Madre Divina e francamente non credo proprio che sia parola del demonio, Lui sarebbe meno tetro, noioso e superficiale. Ha quindi ragione il Papa ad invitare la Chiesa ad intervenire nel WEB alzando il livello, “tenendo conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati ed hanno nel cuore desideri di assoluto e di verita' non caduche”. Ha ragione perché se uno è sfiduciato e casualmente si imbatte nell’ultimo post del ciellino anonimo che da anni ha aperto un suo blog, non credo possa trovare gran conforto: Titolo: “Ciellino pericoloso fa acquisto clandestino scopo regalo inaspettato” Svolgimento “Alla fine l'ho fatto. Con estrema circospezione mi sono infilato di soppiatto nel negozietto di articoli religiosi e ho comprato la statuetta della Madonna di Fatima esposta in vetrina (è alta una quarantina di centimetri, ci starebbe proprio bene in casa). Avevo il batticuore, ero felice come un bambino, tornando a casa dovevo addirittura sforzarmi di non tradire emozioni: non volevo dare l'impressione di abbracciare quella scatola che avevo sotto braccio. Era da tempo che non facevo una spesa pazzerella che mi galvanizzasse tanto. Presto la porterò a benedire da un prete serio, dovrò macinare qualche chilometro di strada. E poi, purtroppo, dovrò separarmene: l'ho comprata per regalarla ad una persona molto cara e molto malata. Poco fa ho riaperto la scatola per imbustare per bene la corona (che era malamente poggiata sull'imballo di carta velina) e per ammirarla una penultima volta (l'ultima sarà quando la farò benedire) prima di consegnarla”. Peccato in questo blog talvolta trovi post freschi e arguti, ma oggi è andata storta. Si. C’è qualcosa che non va, nonostante l'autoironia, in questo rispondere al mistero del dolore con un mix di sessualità repressa, infantilismo, superstizione, magia idolatrica e feticismo. Contento lui, ma fa rabbrividire l’ipotesi che queste forme mentali possano un giorno decidere; come vorrebbero; per noi attraverso normative vincolanti dello Stato, le regole generali dell’amare, della paternità, della maternità, del vivere e morire. Per prossimità logistica cito il sito di una parrocchia del mio territorio con le immagini della distribuzione dei crocifissi oscenamente ostentata.

Forse non fanno niente di male, anche se lo psicologo psicoterapeuta Sergio Martella consiglia di stare molto in guardia. Non so se Martella esagera, ma se mio figlio frequentasse quella scuola statale e laica sottoposto a certi riti mi preoccuperei e non poco. C’è qualcosa che non va. E quello che non va lo ha detto con puntualità e congruità il filosofo teologo laico Augusto Cavadi “Io credo che ci siano due concetti di laicità: uno, quello dominante, intende la laicità come una specie di bigottismo alla rovescia, cioè chi è religioso si occupa di religione, di teologia, di spiritualità, chi non è religioso, ed è laico, non se ne occupa.

A me pare che questa sia una visione riduttiva della laicità. Credo che la laicità integrale, matura, critica, sia quella di chi non lascia ai preti il monopolio dello studio della religione in generale, come è avvenuto per esempio in Italia dall’unità d’Italia in poi, quando lo Stato italiano ha detto: a me non interessa la teologia nelle università, ci pensi la Chiesa cattolica. Questo è sembrato, probabilmente, ai nostri padri liberali un gesto di laicità. In realtà è stato consegnare una dimensione simbolica, storica, letteraria, importante, a una confessione religiosa limitata come la Chiesa cattolica. Io invece ho sempre avvertito fin da ragazzo il bisogno di una laicità diversa, che è quella poi dei grandi pensatori dell’Occidente: Cartesio, Kant, Hegel, Feuerbach che hanno detto che “il problema dell’assoluto, il problema della dimensione religiosa, il problema della spiritualità, è un problema dell’uomo, non certo dei preti”. E siccome noi siamo “funzionari dell’umanità”, direbbe Husserl, vogliamo assumerci criticamente anche questa dimensione. E quindi ho sempre avvertito il bisogno di affrontare da un punto di vista non confessionale i problemi religiosi.” Sottoscrivo dalla prima sillaba all’ultima Bruno Vergani

Ultima modifica il Venerdì, 28 Ottobre 2011 23:39

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