Indole e ambiente
Quando frequentavo l’ultimo anno dell’asilo di tanto in tanto veniva a farmi una iniezione “la tedesca”, una vicina di casa originaria della Germania dell’est. Quando vedevo entrare in stanza quel donnone con i capelli biondi cortissimi urlavo e fuggivo, per riuscire a farmi l’iniezione mi dovevano bloccare in tre. Siringhe di vetro enormi e bollenti, aghi dolorosi. Per qualche anno avevo creduto che “i tedeschi” erano quelli che facevano le iniezioni.
Quanto siamo determinati nel nostro pensare e agire dalle vicende della vita? Quanto dall’indole? Karl Marx figlio di un rabbino di Treviri; Bertold Brecht di un fabbricante di carta; Voltaire di un notaio; Berlusconi di un impiegato di banca, se fosse stato figlio di un rabbino, di un fabbricante di carta o di un notaio sarebbe venuto meglio?
Autoeditto bulgaro
Appese alle pareti di qualche negozio o laboratorio artigianale può capitare di leggere la “comunicazione di servizio”: “Prima di azionare la bocca inserire il cervello”; l’artigiano avvisa ed invita i clienti ad essere amici del pensiero per emanciparsi da pretese insensate. Diffusa l’involontaria indifferenza al pensare e qualche cartello che la ricordi potrebbe anche essere utile; meno conosciuta invece la consapevole e perseguita inimicizia al pensiero.
Sappiamo che la differenza tra un corpo cadavere e uno vivo è che il primo non pensa, eppure c’è chi s’impegna ad interrompere il personale pensiero convinto che, invece di ritrovarsi cadavere, raggiungerà una sorta di realizzazione, di illuminazione. La definiscono "meditazione recettiva" e mira proprio alla distruzione del pensiero. Esperienze picco di questa voluta ostilità al pensiero le troviamo in frange spiritualistiche new age che mal riferendosi a tradizioni mistiche, si sforzano di distruggere il pensare attraverso esercizi mirati, appresi da manuali - solitamente di autori americani - proposti in libreria. Seduti a gambe incrociate si rilassano cercando di fermare la mente e quando il pensiero si attiva gli mitragliano addosso mantra ripetitivi per stroncarlo sul nascere. Poi, non ancora soddisfatti, la notte invece di dormire tentano il “sogno lucido”: come sentinelle resistono al sonno e quando il sogno spontaneamente cerca di attivarsi per aggiustare i danni procurati dalle pratiche masochistiche diurne, gli risparano addosso meccanismi di controllo per governarlo. Dopo la notte insonne scesi dal letto finalmente si rilassano digiunando, mentre si sottopongono ad enteroclismi purificatori.
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero” recita l’inizio dell’articolo 21 della Costituzione, ma a loro non interessa. Preferiscono l’autocensura radicale obbediente a "linee editoriali" misteriose, pericolose, malate.
Io coobo; tu coobi; lui/lei cooba
COOBARE distillare ripetutamente un liquido versandolo ogni volta sui residui delle precedenti distlillazioni al fine di arricchirlo di principi attivi (Dizionario Garzanti). Probabilmente da una voce semitica. Verbo da rubare alla chimica perché lemma del percorso artistico e dell'esistenza.
le tre ferite narcisistiche dell'antropocentrismo
Uomo:
il suo pianeta è uno dei tanti (Copernico);
deriva dalla scimmia (Darwin);
non è padrone in casa propria (Freud).
Lavastoviglie virtuose
Amici mi hanno chiesto quanto attraverso la scrittura autobiografica sia riuscito a rischiarare zone oscure della mia vita e quali; se la scrittura sia riuscita a farmi compensare occasioni perse; se mi ha fatto meditare sugli errori e se ho saputo chiedere perdono; quali vizi capitali ho trasceso e quali virtù ho saputo conquistare; e per finire in che cosa sono meglio di prima dopo aver scritto la mia storia.
Domande che un po’ evocano lo schema dell’esame di coscienza della confessione sacramentale cattolica. Non comprendendo se gli amici facessero gli spiritosi o sul serio ho comunque risposto:Luce? Tenebre? Rischiarare? A mezz’ombra vegeto meglio.Sto alla larga da valzer compensatori e talvolta ringrazio le occasioni perse.La storia insegna che chi si impegna nel conquistare virtù è pericoloso per tutti e che le sanzioni fanno sovente meglio del perdono.Il mio vizio capitale è stato lo sforzo personale per essere virtuoso, ma ho poi realizzato che “migliori di prima” sono solo i computers e le lavastoviglie ultimo modello.